Il lungo viaggio di New Horizons alla scoperta di Plutone
L’ex pianeta Plutone, ora classificato come pianeta nano, non è mai stato visitato da nessun veicolo spaziale. Una sonda partita dalla Terra nel 2006 arriverà finalmente in uno dei corpi celesti meno esplorati del Sistema Solare.
La sonda
New Horizons ha grossomodo le dimensioni di un’automobile e possiede una strumentazione sofisticata che comprende due spettroscopi per analizzare in ultravioletto ed in infrarosso, un telescopio, un sensore CCD, una fotocamera digitale ad alta definizione ed altri strumenti scientifici avanzati. Il sistema di alimentazione non è dato da pannelli solari, per il semplice motivo che l’enorme distanza dal Sole non avrebbe permesso di stare al passo con il dispendio energetico della sonda. New Horizons è quindi alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi, che sfrutta il calore prodotto dal decadimento del plutonio-238, trasformandolo in energia elettrica. La navetta purtroppo non è provvista di 4G, ADSL o altri tipi di connessioni terrestri e se lo fosse sarebbe stata una gran fortuna, perché la sua velocità di trasmissione dati è alquanto bassa: quando New Horizons arriverà nel 2015 vicino a Plutone, comunicherà con la Terra ad 1 kbit/s, con una latenza di circa 4 ore e mezza. I dati possono arrivare a pesare anche alcuni gigabyte. Prima di lamentarci delle nostre connessioni lente, pensiamo a quella di New Horizons!
Il lungo viaggio
Il lancio della sonda è avvenuto il 19 gennaio 2006 a bordo di un razzo Atlas V. La navetta ha lasciato l’orbita terrestre ad una velocità finora imbattuta: 58,536 km/h! Nell’aprile dello stesso anno ha superato l’orbita di Marte. Durante la sua corsa verso Giove, ha effettuato un flyby (un sorvolamento) di un asteroide ed ha iniziato ad usare la strumentazione scientifica. A febbraio del 2007 si è trovato alla minima distanza da Giove di 2,3 milioni di chilometri. Ha scattato foto dell’atmosfera e di anomalie come i famosi “cicloni” gioviani, ha fatto le dovute analisi ed ha trasmesso alla Terra molti più dati di quelli che trasmetterà da Plutone. Il passaggio ravvicinato dal gigante gassoso ha dato a New Horizons una spinta, un gravity-assist che ha ridotto il tempo di arrivo a Plutone di ben 2-4 anni. La traiettoria della sonda ha permesso anche di incontrare alcuni satelliti naturali gioviani: Io, Europa, Ganimede e Callisto. Dopo l’incontro con Giove, New Horizons è stato ibernato per non rischiare di incorrere in malfunzionamenti ed è stato svegliato solo per fare correzioni di traiettoria e calibrare la strumentazione, o per investigare sull’eliosfera.
L’obiettivo principale: Plutone
La missione primaria della sonda è quella di studiare Plutone, perché dalla Terra non è possibile capirci molto, anche usando il telescopio spaziale Hubble. Quali sono i motivi per motivare lo studio sull'ex nono pianeta? Dato che Plutone si sta allontando dal Sole, la sua atmosfera diventerà sempre più rarefatta per il poco calore. Inoltre è un raro caso di sistema binario di pianeti con Caronte, perché insieme i due corpi celesti ruotano attorno ad un centro di massa esterno a Plutone. La minima distanza tra Plutone e New Horizons sarà di soli 10.000 chilometri il 14 luglio 2015. Inoltre è previsto un flyby di alcuni satelliti naturali di Plutone, tra cui Caronte. Con questa missione si cercheranno anche nuove lune, sempre che ce ne siano altre.
Ancora un piccolo sforzo
Dopo il raccoglimento di dati su Plutone, ci sarà l'ultima impresa della sonda: l'esplorazione della Fascia di Kuiper e dello spazio interstellare. La Fascia di Kuiper è appunto una fascia di asteroidi che si estende da Nettuno e comprende anche Plutone. In questa zona del Sistema Solare ci sono dei corpi celesti di dimensioni che possono variare da piccole pietre a pianeti nani. Lo studio di questa area potrebbe fornirci informazioni utili sul modo in cui si formano i pianeti, perché nella Fascia di Kuiper ci sono dei planetoidi che si sono ghiacciati, interrompendo la loro formazione. La sonda è diretta poi verso lo spazio interstellare, dove continuerà ad inviare alla Terra la sua fantastica avventura nello spazio profondo, dove il Sole è una delle tante stelle che compongono la nostra galassia.
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