Ecco come andremo oltre Marte senza carburante
Il suo nome è Cannae Drive e da qualche giorno sta facendo sognare tutti gli appassionati di scienza e viaggi spaziali. La NASA ha infatti annunciato di aver avuto risultati incoraggianti in alcuni test riguardo le nuove tecnologie per i viaggi spaziali che hanno evidenziato una spinta in assenza di propellente. Ma cerchiamo di fare un po' più di chiarezza.
Non è una bufala
Anche gli utenti meno esperti sanno che su internet è decisamente facile rendere virale una notizia inventata e quella della di un motore spaziale che funziona senza l'uso di carburante sembrerebbe decisamente una delle meno architettate di sempre eppure è tutto vero: la notizia, infatti, viene resa nota dalla NASA che, tramite questo report, riferisce di una "Anomalous Thrust Production from an RF Test Device Measured on a Low-Thrust Torsion Pendulum" ossia di una produzione di una spinta anomala e, più nel dettaglio, in totale assenza di carburante tradizionale ma solo microonde che rimbalzavano all'interno del motore.
Come funziona?
Il Cannae Drive è un nuovo motore in fase di test che non utilizza alcun tipo di carburante liquido o nucleare ma sfrutta il movimento di microonde (radiazioni elettromagnetiche di frequenza compresa tra 1 GHz e 1000 GHz) all'interno di un contenitore di forma irregolare. Questo movimento crea una differenza di pressione di radiazione all'interno dello stesso che porta ad una spinta verso l'estremità più grande del container generando, dunque, energia.
Perché è così importante?
I motivi per cui questa scoperta è davvero rivoluzionaria sono pochi ma decisamente importanti:
- Rivoluzionerebbe i viaggi nello spazio: astronavi più leggere, potenti e veloci in grado di coprire distanze finora irraggiungibili.
- Andrebbe a minare le leggi stesse della Fisica alla base della nostra conoscenza scientifica (Legge di conservazione del momento)
Detta così sembrerebbe fatta ma c'è bisogno ancora di ulteriori studi, ricerche e test. C'è bisogno di riuscire a ricreare su larga scala quanto visto nel fortunato test (e non è affatto poca roba!) e infine c'è bisogno di tempo per, eventualmente, fare le valigie.
Conclusioni
Sono passati oltre 50 anni dal primo uomo nello spazio e poco più di 45 da quel 20 luglio 1969 giorno dell'allunaggio della missione Apollo 11 eppure è successo essenzialmente "poco" per quanto riguarda i viaggi spaziali: il nostro avamposto abitato nello spazio è la ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, lanciata nel 1998 e che dovrebbe restare operativa per almeno altri 10 anni. La ISS è, senza dubbio, uno dei più grandi vanti di tutto il genere umano in quanto rappresenta alla perfezione il progresso scientifico e l'unione dei popoli che tutti noi vorremmo vedere anche qui sulla Terra. Il 21 luglio 2011, inoltre, lo Space Shuttle ha portato a termine la sua ultima missione mettendo fine ad una delle pietre miliari della storia della corsa allo spazio.
Il 2014, però, è stato l'anno della rivalsa, l'anno in cui maggiormente si è sentito parlare di spazio e, più precisamente, di perfezionamento e miglioramento dei viaggi spaziali: la NASA si è infatti messa all'opera per realizzare tute spaziali di nuova generazione lanciando addirittura un sondaggio tra gli utenti di tutto il mondo. Per quanto riguarda le agenzie aerospaziali private, invece, la Virgin Galactic di sir Richard Branson e la SpaceX del visionario Elon Musk (anche CEO di Tesla Motors) hanno continuato a cercare di rendere i viaggi spaziali "accessibili a tutti". La SpaceX, inoltre, ha annunciato a fine Maggio la Dragon v2 la sua navicella di nuova generazione: schermi touch, posti per 7 passeggeri (comodi!) e la possibilità di atterrare ovunque nel mondo.
Verso l'infinito e oltre!
Si apre davanti a noi un periodo ricco di novità per quanto riguarda il futuro dell'uomo: se i risultati del Cannae Drive dovessero essere ripetuti, amplificati e perfezionati (e, lo ripetiamo, non è affatto facile!) avremo tra le mani uno strumento potentissimo che ci permetterebbe di arrivare su Marte in qualche settimana (invece di qualche mese) e, addirittura, di spingerci oltre il nostro Sistema Solare per puntare dritti in direzione del sistema stellare a noi più vicino (Proxima Centauri, 4.22 anni luce) raggiungendolo in circa 30 anni e da dove il nostro Sole risulterebbe soltanto una delle infinite stelle presenti nello spazio.
Il Cannae Drive, dunque, potrebbe entrare di diritto nella storia dell'umanità al pari della ruota. Non ci resta che aspettare.
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