Graphlights, illuminati a grafite
Alla scoperta di un materiale tra i meno conosciuti, tra la gente comune, vi mostro oggi uno dei prodotti che più hanno stuzzicato la mia curiosità in questo periodo.
Stiamo parlando della grafite, che non è solo il nome del nostro laboratorio Grafite, ma è tra i minerali più malleabili e di largo utilizzo, in diversi campi: dai minuscoli transistor ai coloranti, con un'ottima capacità di condurre elettricità e calore, grazie al reticolo esagonale stabile di atomi di carbonio. E come se non bastasse, è ottima per condurre...le idee!
Oggi vi presento Graphlights, la creazione di Niels Datema, giovane designer danese a cui piace sperimentare nuovi materiali e tecniche di produzione, attirato dall'innovazione in campo chimico e fisico. E la lampada progettata e realizzata ricade proprio in questo campo, sfruttando a pieno la capacità di conduzione della grafite: le due parti, base e "paralume" agiscono come poli positivo e negativo, chiudendo il circuito (e perciò accendendo la luce) soltanto quando si trovano a contatto; una soluzione davvero minimale per l'accensione e lo spegnimento, senza l'uso di interruttori.
La tecnica di costruzione è simile a quella con la quale si modella la ceramica, a formare due cilindri per il paralume e la base, con questa seconda struttura concava ad ospitare la parte superiore, che può ruotare per puntare la luce in direzioni differenti (la grafite è anche un ottimo lubrificante).
Fateci un pensierino, per avere in casa un oggetto unico e decisamente affascinante!
Le immagini appartengono a Dezeen, che ringraziamo per la disponibilità.
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