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The Owl Longboards: lo sport, la passione, il progetto

The Owl Longboards: lo sport, la passione, il progetto

Tasc è un magazine online d'ispirazione. Sì, è vero che abbiamo delle categorie e delle sezioni come i classici blog, ma Tasc, lo sapete già, è diverso. Questa particolarità, o meglio unicità è subito detta: gli autori di Tasc parlano di quello che gli piace, quello che li ispira, l'innovazione e la bellezza che vivono nelle loro vite quotidiane, noi raccontiamo quello che vediamo, ciò che proviamo, le nostre emozioni e le nostre idee. E oggi sono qui a parlarvi di un progetto nato dalla passione di un giovane mio compaesano. Lui si chiama Sandro e ad Ottobre 2013 ha fondato il brand The Owl Longboards. Un progetto che nasce con il fine di creare longboards artigianali completamente Made In Italy e accessibili a tutti ma soprattutto per diffondere su tutto il territorio nazionale questo sport ancora troppo poco conosciuto. Avrei potuto descrivere io il suo lavoro, ma chi meglio del creatore stesso di un progetto può raccontare al meglio la sua idea? Così l'ho intervistato per voi, sperando vi possa trasmettere la stessa voglia di fare, la stessa energia e la stessa fiducia che ha trasmesso a me.

Ma prima di iniziare, cosa sono i Longboards?

Per illustrarvi al meglio il significato e le pratiche di questo sport ci affidiamo a una breve descrizione tratta da Wikipedia, ma per approfondire l'argomento nelle varie parti più tecniche vi consigliamo di leggere qui:

I longboards sono una variante dello skateboard. Rispetto a uno skateboard convenzionale la tavola è più lunga, inoltre generalmente le ruote sono di dimensioni più grandi e i truck, ossia gli assi su cui sono montate le ruote, sono più lunghi,e maggiormente personalizzabili.

L'intervista a Sandro Sotira

Ci puoi raccontare qualcosa su di te?

Ciao a tutti, mi chiamo Sandro, ho 21 anni e vivo a Saluzzo in provincia di Cuneo. Ho sempre studiato in ambito meccanico, facendo un percorso un po’ particolare, da una scuola professionale ad una tecnica, per arrivare al politecnico di Torino dove ho frequentato i corsi di meccanica. Durante gli studi ho fatto i lavori più disparati, ho lavorato in officine di auto e moto, come cameriere, come aiuto cuoco, lavapiatti, aiuto pizzaiolo, autista.. insomma, tutto quello che mi si è presentato! Sono un amante della natura, dello sport all’aria aperta e nel tempo libero mi diletto in lavori fai-da-te e nella pittura.

Sandro e la sua longboard.

Quando è nata questa passione per i longboards?

LA CITTÀ DIVENTERÀ IL TUO MARE. L'ASFALTO SARÀ LA TUA NEVE.

Tutto è iniziato anni fa, quando ormai ero rassegnato a appendere lo snowboard al muro per via del poco tempo che scuola e lavoro mi concedevano, sommato alle scarse nevicate degli anni passati nei nostri impianti locali. Mi sono detto “deve esistere una soluzione”. E Google ha fatto il suo dovere! Grazie a internet ho scoperto questo sport esistente da decenni ma per nulla pubblicizzato; a primo impatto pareva molto lontano dalla nostra realtà, e soprattutto avendo provato lo skateboard (e non trovandomici bene) ero molto scettico, ma tentar non nuoce. È così che sono entrato in un limbo di tavole, lunghe, strette, larghe, colorate...e le strade si sono trasformate in impianti sciistici in mezzo alla città. Per tutto l’anno!

Come ti è venuta l'idea di iniziare una produzione artigianale di queste tavole?

Un ragionamento che ho sempre fatto è: “se qualcuno è riuscito a farlo, perché non posso riuscirci anche io?” in questo modo si scoprono le cose più particolari, le difficoltà e gli imprevisti che si celano dietro ogni mestiere e si impara ad apprezzare il lavoro altrui. Proprio secondo questa filosofia, dopo l’ennesimo longboard acquistato, ho iniziato a immaginare una tavola “ideale” che però era irreperibile o economicamente fuori portata. Perché non provare a costruirla? Non è stato semplice come immaginavo, ma la testardaggine e la passione si sono prese a braccetto, e dopo due anni di tentativi eccomi qui, e sento di essere a un passo dal prodotto che sognavo.

Il tuo brand si chiama The Owl Longboards, ha un significato particolare? Da dov'è nato?

“Il gufo longboards”, in italiano, è un nome nato per puro caso una sera in compagnia della mia ragazza, e si collega al fatto che per anni sono uscito la notte in tavola per non incontrare auto per strada, con le cuffie nelle orecchie macinando km in solitaria. Ora la situazione è cambiata, si è creato un gruppo di amici, siamo davvero tanti e nessuno è mai da solo. Il gufo mi fa sorridere ora, è un bel simbolo della capacità di questo sport di unire le persone, e chissà probabilmente mi ricorderà sempre come è iniziata questa avventura.

Per iniziare questa nuova attività sicuramente ti sarai imbattuto nella burocrazia italiana, come la definiresti in una parola? E, in primis, dove sarebbe da migliorare secondo te?

La prima cosa che mi viene in mente è un enorme muro. Una barriera, e basta. Vuoi lavorare? Paghi. Hai un’idea innovativa e vuoi metterla in pratica? Paghi. Tutto ciò ogni mese, per sempre. Vi dico la realtà dei fatti, e a voi il giudizio: per essere in regola dal punto di vista fiscale, sto per dare il via al mio commercialista ad aprire la partita iva. Non cambierà nulla nel procedimento con cui faccio le mie tavole, tutto sarà come prima. Eppure avrò 550 euro in più da coprire ogni mese, solo di burocrazia; chiaramente occorre poi sommare affitto e tanto altro. Non voglio aprire un dibattito politico, ma vi posso confidare che la cosa mi spaventa.

Il governo Italiano che tanto parla di lavoro giovanile, sostiene i giovani imprenditori come te?

Io ho provato a informarmi, ma il commercialista l’ha fatta breve: “non ti spettano fondi”. Rimane però un’agevolazione fino ai 27 anni per la quale a fine anno, quando giunge il momento di pagare la percentuale sugli utili, si ha diritto a versare una percentuale minore, ma di fatto quello che risparmi da una parte lo perdi da un’altra. A voi le conclusioni.

Sarai uno dei più giovani produttori di longboards d'Italia: come ti senti?

Non credo sia esprimibile quello che provo. È un’emozione ogni giorno, ogni foto e mail che ricevo dai ragazzi che possiedono una delle mie tavole mi stampa in viso un sorriso enorme. Lavorando da solo è anche facile abbattersi ogni tanto, ma come si dice, chi si ferma è perduto. Si va avanti risolvendo un problema alla volta, perché tutti insieme sembrano sempre insormontabili. Lavoro da solo in tutto, ma senza il supporto morale di alcune persone non penso andrei molto lontano. Potessi partirei subito per andare a abbracciare tutti quelli che mi hanno supportato sparsi per l’Italia (chissà, magari un giorno lo farò davvero!).

Com'è il mondo dei longboards in Italia oggi e come lo vedi fra un anno? E tu come ti vedi fra un anno?

È una realtà ancora piccola in Italia, ma sta crescendo a dismisura. La cosa più bella è la varietà di discipline che si stanno creando, soprattutto avvicinandosi molto più a un’idea di mezzo di trasporto oltre che a quella di sport. La cosa che amo maggiormente di questo sport è lo spirito di nazionalità, la voglia di far crescere la presenza di questo sport in Italia, trasmessa da tutti i riders sparsi per lo stivale. Ci si scambia informazioni, materiale, dritte su come imparare, a distanza di centinaia di km senza mai essersi conosciuti. Si creano poi raduni 2/3 volte l’anno dove finalmente ci si conosce tutti di persona, un qualcosa di magico. Onestamente non riesco a immaginarmi tra un anno, le cose mutano troppo velocemente, ma posso dirvi come mi sogno tra qualche anno: sarò nel mio negozietto, dietro il mio bancone, con un po’ di segatura qua e la, e i genitori porteranno i loro figli a comprare la loro prima tavola, oltre alla loro prima bici; gli amici di sempre all’uscita dal lavoro, magari dopo essersi tolti la camicia e la cravatta, saranno per le strade a rendere la città un po’ meno grigia. 

E poco importa del mio nome, del mio brand, delle vendite, dei numeri. Il mio sogno è vivere quell’ideale surfistico che vediamo nei film, che crediamo di trovare fuggendo in Australia o California. Forse non è necessario viaggiare così tanto per raggiungerlo, forse è possibile portare lui qui da noi.

Hai 20 righe per convincere i lettori a provare i longboards e perché no, se si appassionano, a comprarne una artigianale firmata The Owl Longboards.

Non posso che ringraziarvi per il tempo che mi avete dedicato, non è facile riuscire a mettere nero su bianco un mondo fatto di emozioni e sensazioni, ma spero di avervi trasmesso anche solo la metà di quella scintilla che si è accesa in me quando lessi per la prima volta di questo sport. Non sono qui per fare opera di convincimento, sono le tavole a fare tutto quanto, provatelo sulla vostra pelle e capirete tutto quanto.. Un enorme grazie al team di Tasc e a Giorgio, è sempre un piacere incontrare persone volenterose e con ambizione.

Condivido lo stesso piacere di Sandro per averlo potuto conoscere meglio attraverso quest'intervista e a nome di tutto il Cast di Tasc lo ringrazio. E adesso un po' di spazio alle bellissime immagini da lui forniteci:

Vi lascio infine qui di seguito un video molto bello tratto dal suo canale YouTube, il quale vi consiglio di seguire per rimanere sempre aggiornati sui longboards ;)