Tendenze

Una X per aggredirli, una X per educarli e nel buio disegnarli

Durante il mese di luglio 2014 è stato indetto dall'Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, un concorso per la creazione di una nuova immagine coordinata per, appunto, la città di Napoli.

Il bando

Il Comune ha invitato a partecipare non solo i professionisti di settore, gli studi associati, gli studi di comunicazione e gli studenti delle università attinenti, ma anche bambini nei primi anni dell'infanzia, anziani reduci di guerra, salumieri, parrucchieri, ragazzi delle consegne e animali randagi con spiccate competenze artistiche.
Ma soprattutto, l'intera operazione ha come compenso un qualcosa che i creativi adorano da sempre...la visibilità.

Il premio consiste in effetti in una manifestazione organizzata dal comune e nella pubblicazione del lavoro in un catalogo. Tutti i migliori hanno iniziato così...a cambiare lavoro.

Una X-04

La risposta

La vicenda è quindi esplosa con l'AIAP (Associazione italiana Design della Comunicazione Visiva), che si è lanciata con gli strumenti lessicali di un analfabeta (una X degna di qualunque satira, sul plagio dagli X-Men a OSX Mavericks) in una protesta bianca senza precedenti.
Riassumendo: "Inviamo tutti progetti contenenti mockup con le X e pubblicizziamo il nostro lavoro sui social per creare movimento nella rete."

X2-02

Il principale fattore che ha lasciato qualcuno (come anche me facente parte della categoria) un po' perplesso è il seguente ragionamento:

  • Il comune ha indetto un concorso non pagato mirato a chiunque;
  • I veri professionisti non parteciperanno;
  • Il comune avrà un logo assolutamente inadatto;
  • Nel caso in cui sia un professionista a farlo non ha tolto lavoro a nessuno, ma si è solo piegato raggiungendo il livello morale di un Sampietrino.

Tenendo conto di questo, il comune si troverà un prodotto al 90% scadente (non che spesso pagando abbiano avuto prodotti di qualità). Noi creativi dobbiamo renderci conto che non dobbiamo incolpare chi bandisce i concorsi, ma chi risponde, perchè è chi risponde che sta dando ragione a chi pensa che la qualità del lavoro creativo sia pari a 0 e si possa pagare con una pacca sulla spalla.

Il risultato

In conclusione, cari grafici, non avete perso nessun cliente. Il cliente che non paga è meglio non incontrarlo. È inutile aggredirlo, in quanto non avrebbe pagato lo stesso, avrebbe preferito rifiutare il vostro lavoro, non avendo l'istruzione adatta per apprezzarlo. Per questo motivo la protesta in sè è risultata un po' ridicola, l'unica cosa che le persone hanno pensato è che siete dei fan sfegatati degli XX.

D'altro canto, care istituzioni, non possiamo accettare il fatto che proprio voi che dovreste dare esempio di correttezza e morale cadiate in una gaffe simile, non riconoscendo un lavoro che è quello che in realtà sta mandando avanti l'economia globale e sta spingendo ad acquistare quel poco che ancora si acquista.

Morale della favola: si aspetta di vedere il risultato del concorso immaginando le facce dei giudici che si troveranno ad aprire buste con migliaia di X. Magari non essendo nemmeno degli esperti penseranno che non fosse un concorso ma una votazione e la conclusione più felice di questa storia può essere solo una X come logo della città di Napoli, così crederanno tutti che se si cerca bene in quella città, oltre le istituzioni e la malavita, oltre le storie raccontate e i luoghi comuni, si nasconde un vero e proprio tesoro.