La passione per il futuro di Tim e Telecom Italia
Non so se succede anche a voi, ma quando vedo la pubblicità di Telecom Italia dove Pif parla della loro passione per il futuro, mi viene un nervoso pazzesco, tanto che spesse volte cambio canale. Qui su Tasc ho scritto spesso dello stato della rete in Italia, del fatto che siamo penultimi in Europa secondo i dati NetIndex, e che paghiamo circa il doppio rispetto alla media mondiale per Mbit di traffico; perciò, quando vedo quella pubblicità, mi sento profondamente preso in giro.
In cosa consisterebbe la loro ammirevole passione per il futuro? Proviamo a pensarci un attimo. La rete 4G? È roba vecchia di almeno due anni, negli Stati Uniti (che sono leggermente più grandi dell’Italia) quando uscì l’iPhone 5 (il primo a supportare le reti di nuova generazione) era disponibile una copertura 4G del 98% della popolazione. Sono risultati che Tim, nelle previsioni più ottimistiche, raggiungerà a fine 2016, ovvero quattro anni in ritardo. Peraltro, utilizzando la loro rete si può raggiungere una velocità massima di navigazione di 70 Mbps, mentre in molti paesi del mondo è già disponibile il 4G a 150 Mbps, ovvero più del doppio.
La rete in Fibra Ottica? Ancora peggio. Hanno iniziato l’implementazione terribilmente in ritardo, tanto che, nonostante siano stati gli unici proprietari della rete fissa per moltissimi anni (dalla privatizzazione della SIP), per offrire la connessione a 100 Mbps a Milano affittano la Fibra di Metroweb. Per il resto, stanno cablando lentissimamente il resto d’Italia in FTTCab, ovvero lasciando la tratta dagli armadi alle abitazioni in rame, cosicché, semmai ultimeranno i lavori, dovranno ripercorrere tutta l’Italia casa per casa per portarci la Fibra dentro (a meno che, nella loro magnifica visione del futuro, non siano convinti che 30 Mbps saranno sufficienti per il prossimo secolo). In ultimo, le città cablate in Fibra non riempirebbero neanche la tastiera di un pianoforte; sarò curioso, nel 2020, di vedere quali assurde argomentazioni tireranno fuori per motivare il non adempimento delle direttive europee.
Insomma, pensatene un’altra per vendere i vostri costosissimi GB di traffico, perché non siamo un paese di stupidi. Più che una passione per il futuro, io vedo una fortissima dedizione a rincorrere il passato.
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