Cosa guardo stasera #10: La Mafia uccide solo d'estate
Siamo al decimo appuntamento della rubrica di Tasc, che (ogni) Sabato vi suggerirà un film da vedere per riempire le vostre serate. Il nostro Cast conta decine di persone abbastanza cinefile, e ogni Sabato avremo un membro diverso che preparerà le scelte per voi. Si tratterà di film non troppo scontati (Titanic e Avatar li avete già visti giusto? ), a volte quasi sconosciuti, a volte recentissimi, a volte potrebbe essere uno spaghetti western, fatto sta che ogni film che vi suggeriremo avrà lo scopo di tenervi incollati al divano.
Ogni film scelto in questa rubrica è stato selezionato in base ai puri gusti personali dell’autore che l’ha scritto. Ogni Sabato la rubrica sarà curata da un autore diverso e quindi anche i gusti e i criteri di scelta varieranno.
La mafia uccide solo d'estate
GENERE: COMMEDIA DRAMMATICA
PUBBLICATO: 2013
“Ma la mafia ucciderà anche noi?”
"Tranquillo, ora siamo d'inverno. La mafia uccide solo d'estate."
La mafia uccide solo d'estate è un film del 2013 scritto e diretto da Pierfrancesco Diliberto (Pif), prodotto da Wildside e Rai Cinema. Nel cast, oltre a Pif, figura Cristiana Capotondi nel ruolo di Flora.
Il film è incentrato sulla vita di Arturo, un giovane bambino appassionato di giornalismo, concepito a Palermo il giorno della strage di Viale Lazio. Alle elementari si innamora di Flora, la figlia di un ricco banchiere, ma la sua timidezza le impedisce di rivelarle il suo sentimento; tuttavia una sera, guardando Maurizio Costanzo in televisione con suo padre, Arturo assiste al racconto di Giulio Andreotti su come egli chiese la mano a sua moglie, e da quel momento l'allora Presidente del Consiglio diventerà l'idolo del giovane palermitano.
La vita di Arturo, interpretato ottimamente per più di metà film da Alex Bisconti, viene utilizzata da Pif per raccontare al pubblico la stagione stragista di Palermo, iniziata nel 1980 e terminata nel 1992 con le famose stragi di Capaci e di Via d'Amelio.
Lo ritengo un buon film, in quanto, sfruttando l'animo innocente che ben si addice all'Arturo bambino, Pif regala ai suoi spettatori un viaggio in un periodo storico del nostro Paese che la mia generazione, troppo giovane sia per studiarlo sui libri di scuola sia per averlo vissuto sulla propria pelle, probabilmente ignora.
È tutt'altro che esaustivo, e il budget ridotto si fa talvolta sentire, ma la quantità di contenuti originali (molti telegiornali ed interviste sono autentici servizi RAI) e l'ottima interpretazione degli attori (soprattutto i bambini) rendono sufficiente giustizia alla storia.
Sicuramente è una pellicola che suscita curiosità, soprattutto in coloro i quali, come me, sono ignoranti della storia dell'Italia dal secondo dopoguerra agli anni 2000.
GIUDIZIO
- Ritmo: 8
- Sentimentalismo: 7
- Comicità: 5
- Suspense: 5
- Valore storico: 9
- Scenografia: 8
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Al momento della pubblicazione di questo articolo, il film non risulta disponibile su Google Play. Tuttavia, è disponibile gratuitamente per tutti gli abbonati Sky Cinema via Sky On Demand.
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