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10 serie TV che forse non conoscete e che meritano di essere viste

10 serie TV che forse non conoscete e che meritano di essere viste

Con gli anni le serie tv sono passate dall'essere mero intrattenimento, a diventare veri e propri prodotti di livello, con sceneggiature complesse ed articolate, attori di calibro, e costi simili a quelli delle produzioni cinematografiche per set ed effetti speciali. Ne è un esempio il fenomeno targato HBO "Game of Thrones" (in Italia "Il trono di Spade") dove saltano subito all'occhio lo sfarzo dei costumi, la qualità e l'alto numero di attori utilizzati, anche solo come comparse, e gli innumerevoli effetti speciali. O come "True Detective", rivelazione del 2014 che vede come protagonisti addirittura Mattew McConaughey e Woody Harrelson, in un thriller poliziesco dai profondi riferimenti filosofico-esistenziali. L'america ovviamente guida il settore per quantità e qualità di produzione e per innovatività, tant'è vero che è Netflix il primo servizio di streaming strutturato con proprio palinsesto on demand, addirittura con esclusive eccezionali come "House of Cards", con l'eccelso premio Oscar Kevin Spacey nei panni di Frank Underwood, ambizioso uomo politico pronto alla scalata al potere del Congresso americano.

In un panorama così vasto e pieno di prodotti di qualità ma anche di evitabilissime produzioni, è molto difficile destreggiarsi e capire cosa valga la pena seguire e cosa meno, visto anche l'impegno che comporta seguire diverse serie e tenere sempre in mente il filo degli avvenimenti. Così, ecco una selezione di ben 10 serie TV indubbiamente di livello ma relativamente sconosciute, che meritano di essere seguite.

Boss

Tom Kane è il sindaco di Chicago e fulcro di una intricata rete politico-economica, che  scopre di avere un terribile malattia neuro-degenerativa (la demenza da corpi di Lewy) che presenta come sintomi sia i tremori del Parkinson che i vuoti di memoria tipici dell'Alzheimer. Kane sa che far trasparire di essere malato potrebbe essere la sua fine, e pertanto continuerà ad occuparsi dei suoi affari celando tutto e continuando la sua ascesa al potere.
La serie è una realistica romanzatura di un mondo che non vediamo, e che traspare solamente quando qualche inchiesta giudiziaria solleva quella coltre che nasconde il malaffare sotto i bei proclami ed i sorrisi ammiccanti. "Boss" ci mostra la ferocia, l'avidità e la caparbietà di un sistema politico affaristico marcio ed autoreferenziale. Il personaggio di Tom Kane è eccezionale ed interpretato in maniera eccellente da Kelsey Grammer, noto più che altro per il ruolo di dello psicologo Brendan Frasier nell'omonima sit-com. La puntata pilota di "Boss" è stata girata da Gus Van Sant, che ne è anche produttore esecutivo. La serie ha anche ottenuto due nomination ai Golden Globe del 2012 come serie drammatica e come miglior attore drammatico con Kelsey Grammer, che  si è portato a casa il premio. Purtroppo la serie è stata interrotta alla fine della seconda stagione, giustificando la scelta con i bassi ascolti ottenuti.

The Newsroom

Will Mc Avoy (Jeff Daniels) è un anchorman della ACN, ed è sempre stato un conduttore imparziale. Fino a quando durante un dibattito politico, si lascia andare a considerazioni molto ben oltre la sua abituale neutralità. E' l'inizio di un cambiamento: Will decide così di mutare il suo atteggiamento sia di fronte alle telecamere che nella vita privata.

"The Newsroom" è un prodotto HBO, a firma di Aaron Sorkin. Indaga profondamente e mai in maniera banale l'informazione televisiva, ponendosi e facendo porre le giuste domande. Il fatto che questo show sia stato ampiamente criticato da diversi membri del giornalismo televisivo americano, fa pensare che forse forse, Sorkin ci ha preso. Almeno un po'. Ad ogni modo, vedere per credere. In Italia "the Newsroom" viene trasmesso da Rai Tre.

Utopia

Tra le tante produzioni americane spiccano però delle piccole perle di produzione europea. E' il caso della inglese "Utopia", una serie thriller trasmessa da Channel4 con accenti fantadistopici, che ruota tutta attorno ad una graphic novel che affascina i naviganti della rete. Cinque fan del manoscritto si daranno appuntamento quasi per gioco, scoprendo che dietro tutto c'è qualcosa di molto più grosso di ciò che avrebbero potuto mai immaginare.
Il 2014 ha visto concludersi la seconda stagione, che lascia un finale aperto a nuove inquietanti svolte. Della serie, relativamente breve (sei puntate per stagione per la durata media di 60 minuti ciascuna) si può solo dire che tiene incollati sul divano. La trama è ben gestita, si svela pian piano lasciando punti oscuri che tengono col fiato sospeso, I colpi di scena non mancano così come l'humor inglese che pervade quest'opera. Quando comincerete a vederla, non smetterete di andare in giro chiedendo "where is Jessica Hyde?"

Shameless (UK e US)

Nel caso di "Shameless" abbiamo una recensione doppia, poiché ne esistono due versioni: una inglese iniziata nel 2004 e trasmessa da Channel4, ed un'altra americana iniziata nel 2011 e trasmessa da Showtime. Entrambe narrano della famiglia Gallagher, dove troviamo il padre Frank, alcolizzato perdigiorno ed i suoi figli: Fiona, Lip, Ian, Debbie, Carl. La serie narra delle varie vicissitudini di una famiglia al limite della soglia di povertà, profondamente martoriata dalla fuga della madre e dalla strafottenza del padre, eppure senza per questo perdere la voglia di andare avanti, nonostante l'estrazione sociale e l'autodistruttività quasi ereditaria non smettano di tormentare i cinque giovani Gallagher.

Differenze sostanziali tra le due serie stanno nell'approccio: a parte l'ovvio cambio di "location" (si passa dai  quartieri periferici di Manchester ai sobborghi di Chicago)  quella inglese èpiù cupa e "british", mentre quella prodotta da Showtime è più allegra e scanzonata, nonostante i temi trattati siano sempre molto controversi e pesanti.Si passa dall'alcolismo, all'omosessualità, alla povertà fino alla criminalità, per toccare poi l'argomento centrale: la famiglia. Una famiglia totalmente disfunzionale, ma che in fin dei conti si ama. Consiglio personalmente la versione americana, per una questione meramente narrativa: gli episodi delle stagioni americane sono mediamente doppi rispetto a quelli inglesi, creando si un sacco di filler (momenti riempitivi non necessari alla trama), ma riuscendo d'altro canto a dare uno spessore narrativo migliore ai personaggi. Ah, e poi Frank è un William H. Macy davvero in forma.

Boris

Tra tanto materiale estero era però giusto trovare spazio per una serie italiana comica che nulla ha da invidiare a tante più blasonate d'oltreoceano. Parlo di Boris, una serie che meriterebbe di essere trasmessa in lungo ed in largo dalle nostre tv, ed invece rimane un cult underground. "Boris" narra i dietro le quinte sul set di una classica fiction italiana, "Gli Occhi del Cuore". Tra registi schizofrenici, stagisti sfruttati e non pagati, attrezzisti carogne e burini, e direttori della fotografia cocainomani, la trama un da sit-com lancia delle piccole grandi verità sul mondo delle produzioni televisive italiane, mascherandole da situazioni parodistiche. Inoltre un cast incredibile, a partire dal regista René  Ferretti/Francesco Pannofino (se non lo riconoscete, ascoltate solo la sua voce), per non parlare di Antonio Catania, di Ninni Bruschetta, Caterina Guzzanti, Pietro Sermonti, o Carolina Crescentini che prende praticamente in giro se stessa e le tipologie attoriali a cui è costretta, per non parlare delle incursioni di Corrado Guzzanti, senza considerare la sigla ad opera di Elio& le Storie Tese. Solo tre stagioni purtroppo per questa adorabile serie, ma se non vi è bastato (e non vi basterà, fidatevi) è uscito nelle sale anche un lungometraggio che riporta in scena i nostri beniamini.

Masters of Sex

Un telefilm rivelazione iniziato nel 2013: narra le "ricerche" del dottor William Masters, ginecologo, e della sua "assistente" Virginia Johnson, psicologa, volte a sondare la sessualità umana sia maschile che femminile, per compilare una panoramica esaustiva sull'argomento. Nulla di compilativo in realtà, poiché il lo svolgersi della serie si basa sui coinvolgimenti di William e Virginia. Girata in maniera elegante senza mai sfociare nell'osceno o nel troppo pudico, "Masters of Sex" è curiosa, ironica e profonda, a partire dalla sigla, e per argomenti e svolgimento, piace ad uomini e donne.

Weeds

E' una serie relativamente datata, iniziata nel 2005 e terminata nel 2012. Scritta da Jenji Kohan ("Orange is the New Black") Narra le avventure di Nancy Botwin, giovane vedova che per poter mantenere i figli Silas e Shane in seguito alla morte del marito Judah, decide di cominciare a spacciare marijuana nei dintorni del suo quartiere residenziale, Agrestic. A darle un mano e a creare ulteriore scompiglio, arriverà anche il cognato Andy.

Il punto di forza di questa serie risiede tanto nell'ironia cinica con cui si approccia alla vita, sia nel divertente dualismo tra l'ipocrita facciata perbenista degli abitanti di Agrestic, e la realtà fatta di bugie e compromessi per salvare le apparenze. Purtroppo la serie parte molto bene, ma verso la fine perde in mordente e in credibilità. Resta comunque una divertente storia da aggiungere a quelle da vedere.

Banshee

Banshee è la cittadina teatro di questa storia: è qui che arriva scampando ad un inseguimento un uomo appena uscito dal carcere che, fermatosi in un bar, assiste ad una lite tra dei delinquenti ed un un'avventore, cercando di aiutare l'ultimo che viene però ucciso. Si scopre che l'avventore era in realtà Lucas Hood, nuovo sceriffo della cittadina, appena arrivato per prendere servizio. L'ex carcerato decide quindi di rubare l'identità di Hood e diventare lui stesso lo sceriffo.

Violenta, esplosiva e con una trama complessa, Banshee ha molto da dire. Trasmessa da Cinemax e arrivata da pochissimo in Italia su Sky Atlantic, conta due stagioni da 10 puntate ed una terza in uscita a gennaio 2015. E' il momento giusto per iniziarla.

Black Mirror

Ritorniamo in Inghilterra con questa serie di Channel4 ad episodi auto-conclusivi, tutti a incentrati sul tema della tecnologia e delle sue possibili implicazioni. Distopico, cupo, ma brillante per l'approccio al tema, si tratta di due stagioni de tre episodi ognuna, per la durata di 60 minuti ad episodio, più uno special natalizio uscito il 16 dicembre del 2014. "Black Mirror" pone l'accento su come la tecnologia possa si produrre vantaggi, ma anche su come questi siano armi a doppio taglio senza un limite morale ed etico. Consigliatissima.

Sons Of Anarchy

Il lungo viaggio di SAMCRO è iniziato nel 2008 e si è concluso recentemente, dopo ben 7 stagioni. Ideato da Kurt Sutter (suo anche l'ottimo "The Shield") ed in onda su FX, "Sons of Anarchy" narra la storia dell'omonimo motorclub, ed in particolare di Jax, figlio di Gemma e John "JT" Teller, uno dei fondatori del club tragicamente scomparso in un incidente. Jax è destinato a diventare un giorno il presidente del charter di Redwood, nel frattempo amministrato dal patrigno Clay Morrow (Ron Pearlman), che controlla anche un traffico di armi direttamente connesso con l'IRA. Fondamentale anche il rapporto tra Gemma, Jax ed il club.  Una serie che stenta un po' all'inizio a prendere piede -la puntata pilota è infatti un po' lenta e poco chiara- ma una volta passati alla seconda, difficilmente riuscirete a mollarla. "Sons of Anarchy" è una serie perfetta, divisa nella dicotomia tra amore e odio, violenza e tenerezza, dalla trama solida e ricercata, e dall'attenzione maniacale per i dettagli. SOA è praticamente un dramma shakespeariano moderno.

(Bonus: Gomorra - la serie)

In "Gomorra" incontreremo le figure chiave che ruotano attorno al clan dei Savastano, come il boss Pietro, sua moglie Imma ed il figlio Genny, o Ciro "l'immortale" Di Marzio, braccio destro di Pietro. Un viaggio attraverso una Napoli dilaniata dall'avidità e dalla ferocia, simbolo di un'Italia altrettanto devastata. L'angoscia ed il disincanto  che lascia dentro ogni puntata di "Gomorra" è tangibile perché vera, perché provata. Ed è per questo che se siete tra i pochi che non l'hanno vista, dovreste fiondarvici sopra.

Non ho scelto a caso un bonus come "Gomorra - la serie" per chiudere : poiché una stagione è decisamente troppo poco per gridare al capolavoro, e poiché "Gomorra" in realtà in Italia ha fatto ascolti eccezionali, non sarebbe stato corretto inserirla tra le nostre dieci serie da scoprire. Ma la serie di Stefano Sollima, ispirata dal libro di Roberto Saviano -che ha anche attivamente collaborato alla sceneggiatura- è davvero eccezionale, e dimostra che l'Italia può anche competere nel panorama internazionale, se solo ci fosse più coraggio e intraprendenza nello scartare le solite fiction infinite, stantie e prive di spessore, per produrre scommesse vincenti come questa Lo dimostra il fatto che ben 50 paesi nel mondo hanno acquistato i diritti per trasmettere la serie nel proprio paese.