Cosa guardo stasera #13: Psyco
Eccoci puntuali come sempre con la tredicesima puntata della nostra rubrica! La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo! Il nostro Cast conta decine di persone abbastanza cinefile, e ogni Sabato avremo un membro diverso che preparerà le scelte per voi. Si tratterà di film non troppo scontati (Titanic e Avatar li avete già visti giusto? ;) ), a volte quasi sconosciuti, a volte recentissimi, a volte potrebbe essere uno spaghetti western, fatto sta che ogni film che vi suggeriremo avrà lo scopo di tenervi incollati al divano.
Ogni film scelto in questa rubrica è stato selezionato in base ai puri gusti personali dell’autore che l’ha scritto. Ogni Sabato la rubrica sarà curata da un autore diverso e quindi anche i gusti e i criteri di scelta varieranno.
Psyco
GENERE: THRILLER
Cosa accade quando un genio indiscusso del cinema, preso da un'irrefrenabile voglia di sorprendere il pubblico, comincia a sperimentare?
Pubblicato nel 1960, Psyco nasce dall'acuta inventiva di Alfred Hitchcock, il "maestro del brivido", il quale volle spiazzare la critica, le major e il pubblico con un film unico per le sue motivazioni:
"Del soggetto e dei personaggi mi importa poco. Quello che m'importa è che il montaggio, la fotografia, la colonna sonora e tutto ciò che è puramente tecnico possano far urlare il pubblico. E con Psyco ci siamo riusciti" (Alfred Hitchcock)
Lo stesso regista, quindi, orienta già in partenza l'attenzione più sui tecnicismi cinematografici rispetto al soggetto del film, il che renderebbe la pellicola totalmente irraggiungibile per il pubblico.
Niente affatto.
La capacità unica di questo film è quella di attrarti fino all'ultima inquadratura, tenerti incollato al seggiolino (o al divano) pensando di riuscire a prevedere ciò che accadrà nella scena successiva.
La storia parte con la fuga da Phoenix della protagonista Marion Crane, la quale porta con sé un'importante somma di denaro sottratta al suo capo che le serve, secondo i suoi piani, per alimentare il sogno amoroso con un amante. Durante questa fuga, magistralmente gestita dal regista attraverso un alternarsi di oggettive-soggettive, sale l'inquietudine dello spettatore di fronte al timore che la giovane venga scoperta. Un improvviso temporale costringe Marion a soggiornare per una notte in un motel sperduto nel nulla, il Bates Motel, diretto da un singolare e timoroso uomo, Norman Bates. Il titolare accoglie con sinistro piacere la donna, la quale è l'unico ospite della struttura, da molto tempo ormai quasi dismessa. La scena chiave del film è una sequenza celeberrima della storia del cinema, capace d'influenzare decine di pellicole successive, ovvero l'assassinio nella doccia. E' una scena all'apparenza brutale, girata però con un'ineguagliabile capacità tecnico-descrittiva che ne attenua la violenza, calando lo spettatore in uno shock improvviso, dettato dall'incalzante susseguirsi delle inquadrature.
"Le riprese sono durate 7 giorni e ci sono state 70 posizioni di macchina per 45 secondi di film. Il coltello non tocca mai il corpo, tutto è fatto col montaggio. [...]
E' la scena più violenta del film e in seguito c'è sempre meno violenza, perchè il ricordo di questo omicidio è sufficiente a rendere angosciosi i momenti di suspence che verranno più avanti" A.H.
Ciò che rende differente questo film da molte altre opere di Hitchcock è l'"abbandono" parziale della Suspense per dar spazio alla Sorpresa, capace di turbare la mente dello spettatore in modo estemporaneo (come accade in un altro suo capolavoro, Gli Uccelli del '63).
Il flop previsto dalla critica e dalla casa cinematografica non fu tale, Hitchcock ritornò dell'investimento di 800.000 dollari, visto che la pellicola fu un successo al box-office con oltre 50 milioni di dollari d'incasso.
Che voi siate spinti da una vena cinefila - o che vogliate semplicemente fare i fighi con i vostri amici - questo cult del cinema moderno non può non esser visto.
GIUDIZIO
- Ritmo: 7
- Sentimentalismo: 5
- Comicità: 4
- Suspense: 9
- Paura: 8
- Scenografia: 8
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