Quel ramo sui Champs de mars che alimenterà Parigi
Quando si vuole parlare di innovazione, spesso bisogna andarla a cercare molto lontano. Eppure qui in Europa siamo sempre stati grandi innovatori; la nostra storia, le nostre abilità artigiane, la nostra inventiva, sono tutte doti che non ci hanno mai tradito. Oggi voglio parlarvi di una start-up francese, NewWind, che probabilmente è sconosciuta ai più ma che, secondo me, ha rivoluzionato l'energia eolica per almeno i prossimi 50 anni: vediamo perché.
Il prodotto
Lo chiamano l'arbre à vent, l'albero a vento, perché essenzialmente di questo si tratta. Una struttura in acciaio alta 11 metri, che funge da tronco e da rami dell'albero, racchiude al suo interno tutta la componente tecnologica: essenzialmente cavi per trasportare l'energia elettrica. La produzione dell'energia è affidata all'Aeroleaf, la foglia, che si installa sui rami dell'albero con un perno che le permette di ruotare su se stessa di 360° e, grazie alla forza del vento, trasforma l'energia cinetica del movimento in energia elettrica pronta all'uso. Ogni albero monta 42 Aeroleaf, ed ha una potenza massima di 3,1 kW.
Alcuni accorgimenti lo rendono molto adatto all'installazione nelle aree urbane:
- Al contrario delle turbine eoliche, che richiedono venti forti per mettersi in funzione, le foglie di quest'albero necessitano di venti che soffiano ad appena 2 metri al secondo per mettersi in funzione. Poiché il soffio del vento cittadino è ovviamente smorzato dalle abitazioni, questa caratteristica li rende perfetti per l'utilizzo urbano.
- Il movimento delle foglie non produce rumori meccanici, ma replica il suono dello scroscio delle foglie al vento.
- Come già detto, l'arbre à vent può utilizzare immediatamente l'energia prodotta, ma può anche immagazzinarla per utilizzarla in futuro o immetterla nella rete elettrica cittadina. Questo permette diversi utilizzi in città: può sostituirsi all'illuminazione pubblica, autoalimentando i LED installabili sui rami; può fungere da punto di ricarica per veicoli elettrici, che potrebbero collegarsi alle prese installabili sul tronco per ricaricarsi a costo e impatto zero; può produrre l'energia necessaria per un'intera famiglia, con una media di funzionamento di 280 giorni l'anno.
Le nostre impressioni e conclusioni
A nostro avviso, questa potrebbe davvero essere la svolta per ridurre di molto l'impatto ambientale nei centri urbani. Il fotovoltaico, a causa della scarsa superficie dei tetti cittadini in rapporto alla popolazione, non sembra la soluzione ideale per un utilizzo in città, mentre questo prodotto made in France sembra abbia solo punti a favore.
Inoltre, ovviamente, può anche essere installato fuori città, nei giardini privati per esempio, e può assolvere al compito di produrre energia per un'intera famiglia a costo zero o integrare l'impianto già esistente (aumentando per esempio la capacità di utilizzo di energia di un'abitazione da 3 a 6 kW).
A Marzo verranno installati in tutta Parigi, e ci auspichiamo che questa sperimentazione in una città di cotanta importanza storica e culturale porti innanzitutto risultati positivi, e poi la pubblicità necessaria a lanciare questo prodotto verso un utilizzo ben più ampio.
Ma se siete di animo così green che, giunti alla fine di questo articolo, non potete resistere alla tentazione di averne uno nel vostro giardino, sappiate che sul sito della compagnia ci sono tutti i contatti necessari per poterne acquistare uno, con prezzi a partire da € 29.500.
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