Cosa guardo stasera #14: Pollo alle prugne
Numero 14, ci siamo. La rubrica di Tasc in cui vi parliamo di un film che (speriamo) possa allietare o rinvigorire quelle serate in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine! La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo! Il nostro Cast conta decine di persone abbastanza cinefile, e ogni Sabato avremo un membro diverso che preparerà le scelte per voi. Si tratterà di film non troppo scontati (Titanic e Avatar li avete già visti giusto? ), a volte quasi sconosciuti, a volte recentissimi, a volte potrebbe essere uno spaghetti western, fatto sta che ogni film che vi suggeriremo avrà lo scopo di tenervi incollati al divano.
Ogni film scelto in questa rubrica è stato selezionato in base ai puri gusti personali dell’autore che l’ha scritto. Ogni Sabato la rubrica sarà curata da un autore diverso e quindi anche i gusti e i criteri di scelta varieranno.
Pollo alle prugne
GENERE: COMMEDIA
PUBBLICATO: 2011
Questa volta vi vogliamo stupire.
Pollo alle prugne è un film particolarissimo e poco conosciuto, ma come spesso accade, talvolta occorre scavare un po' nel mare della trita monotonia prima di trovare qualcosa che stimoli davvero il nostro lato sentimentale. Scritto e diretto da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud (giusto per precisare, gli stessi autori di Persepolis), il film è stato presentato alla 68°Mostra Internazionale del cinema di Venezia.
La storia è apparentemente semplice ed infantile: Nasser (Mathieu Amalric), eccezionale violinista, ha dedicato tutta la sua esistenza a coltivare la sua intima e profonda passione per la musica e per quello strumento che sempre si porta appresso. Una sera la tragedia. La moglie, stanca dell'ossessione del marito e volenterosa di richiamarlo all'attenzione del suo ruolo paterno, distrugge l'amato violino in un incontrollato impeto di furore. Questa, cari lettori, è la sottile linea rossa una volta attraversata la quale non si torna più indietro. A partire da questo momento infatti è come se i fili che legavano Nasser alla sua vita venissero improvvisamente recisi. Nulla ha più senso e perciò unica via rimane la morte. Se però il suicidio, in tutte le sue curiose varianti, risulta essere eccessivamente cruento per il violinista, forse l'attesa della nera meretrice renderà più gradevole il trapasso.
Attraverso una narrazione del tutto inusuale, Nasser ripercorre attraverso un lungo flashback la sua infanzia, i suoi sogni ed i suoi desideri, alla riscoperta di un passato infelice ma sognante. Il modo in cui però questa storia ci viene raccontata è davvero interessante. Assistiamo al film come un bambino ascolta una fiaba: pendiamo dalla bocca del narratore. La scansione della vita del protagonista ci viene romanzata in modo tale che ogni sua azione risulti perfettamente logica benché sempre mossa da un ideale: la musica, l'amore o la patria. Un film impegnato dunque, se pensiamo che, come il sopracitato Persepolis, prende spunto da una graphic novel, mettendola in scena come se la pellicola fosse l'esatta trasposizione di un racconto animato. Questo dunque si ripercuote su tutti i comparti compositivi: dalla regia, alla fotografia, ma soprattutto nella sceneggiatura.
Le ambientazioni riproducono la realtà ed il sogno, in una dimensione onirica e magica a metà tra la distorsione del ricordo ed il salto della fantasia. Pollo alle Prugne è un film che ci parla della magia, dell'amore, quello sussurrato e mai confessato, dell'attesa e delle aspettative che ognuno di noi ha, ma che non sempre rispecchiano il reale andamento dei fatti. Innegabile è la preponderanza che nel film assume la morte. Tuttavia il modo in cui essa ci viene raccontata non soltanto ci porta ad esorcizzarla bensì a volerla indagare: in un panorama popolato da creature mistiche e spettri, ogni comparsa costituisce un irripetibile colpo di scena.
Un film assolutamente non banale che eleva la commedia ad un sentimentalismo più ricercato e piacevole. Un film da guardare in compagnia dei propri affetti e capace con la sua pungente ironia di strappare un sorriso anche ai più burberi.
L'occhio con cui guardare tuttavia a questo film deve anche essere quello di uno spettatore consapevole che dietro a determinate scelte risiede la riflessione e la critica di un paese come l'Iran che ha sempre provocato un senso di contraddittorietà negli artisti che lì hanno i loro natali. Un paese difficile, dominato da dinamiche talvolta lontane dai nostri orizzonti e che attraverso questo tipo di cinema ci da la possibilità di raccontarsi.
Il mio consiglio è quello di approcciarsi a questo film con il cuore aperto, il sorriso in tasca e l'animo pronto a lasciarsi stupire. Potrebbe diventare la vostra fiaba preferita!
GIUDIZIO
- Ritmo: 8
- Sentimentalismo: 10
- Comicità: 8
- Suspense: 7
- Paura: 5
- Scenografia: 9
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