Opinioni

Noi siamo europei


Ieri ho avuto il "piacere" di guardare diMartedì, il programma di attualità di Giovanni Floris su La7. L'ho guardato perché come ospite c'era, tra gli altri, Marine LePen, presidente del Fronte Nazionale francese, ed ero curioso di sentire le sue idee in merito ad alcune questioni europee. Dire che sono rimasto scioccato da quanto ho visto è dir poco.

So che qui su Tasc non parliamo di politica, e forse è meglio così, perché alcune questioni sono davvero complicate e noi, giovani autori, probabilmente non abbiamo l'esperienza necessaria per parlarne. Tuttavia c'è un concetto che mi preme esprimere.

La mia generazione è figlia dell'Unione Europea. Siamo nati nell'Unione, abbiamo sempre vissuto liberi grazie agli Accordi di Schengen, non ricordiamo quasi che aspetto avessero le monete nazionali, e non vediamo un "altro modo" di vivere. Non abbiamo vissuto le Guerre Mondiali, ma fortunatamente le abbiamo studiate, perché la Storia non si cancella, e, nella nostra breve esperienza di cittadini europei, possiamo certamente affermare di aver avuto la fortuna di vivere nel periodo più pacifico mai susseguitosi in Europa.

Dopo gli attentati avvenuti in Francia nei giorni scorsi, più di 2 milioni di francesi sono scesi in piazza per rivendicare la propria libertà. Molti altri popoli europei hanno fatto lo stesso, nelle loro rispettive città e nazioni.

Ora, so bene che per i Nazionalisti l'opportunità di propaganda offerta da questi attentati è immensa, e avrei scommesso tutto ciò che ho che qualcuno se ne sarebbe approfittato. Sicuramente l'Unione Europea è un progetto incompiuto, e molto va cambiato per renderla davvero efficiente e, soprattutto, unita. Ma a chi pensa di poter tornare indietro di 100 anni, ripristinando i nazionalismi, le frontiere e le monete nazionali, ricordo questo: la mia generazione, così come i francesi, sarà pronta a difendere con tutti i mezzi in suo possesso il suo diritto di essere libera.