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Sergio Mattarella chi?

Oggi, sabato 31 Gennaio 2015, viene eletto come dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Il suo nome e la sua faccia sono su ogni canale, ma molti non sanno chi sia.

Perché nessuno conosce Sergio Mattarella

Sergio Mattarella, 73 anni, siciliano, fortemente cattolico, laureato in giurisprudenza, docente di Diritto parlamentare a Palermo, entra in politica nel 1983, tre anni dopo aver stretto fra le braccia il fratello morente Piersanti (l’allora Presidente della Regione Sicilia), ucciso da Cosa Nostra.
Esponente di spicco prima della Democrazia Cristiana, poi del Partito Popolare Italiano e, infine, della Margherita. Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vicepresidente del Consiglio dei Minisitri, Ministro della Pubblica Istruzione, Ministro della Difesa, Giudice della Corte Costituzionale.
Un curriculum politico di tutto rispetto, ma allora perché metà degli italiani non riconoscono il suo volto?
Nonostante Sergio Mattarella sia impegnato in politica sin dagli anni ’80 non si è mai messo in mostra, o meglio, ha preferito i fatti alle parole (vedi paragrafo successivo).
Tutti quelli che lo conoscono lo definiscono una persona schiva e riservata, ma allo stesso tempo tenace e coerente.
Di seguito uno dei pochissimi video che sono riuscito a trovare su di lui pubblicato prima della sua candidatura al Colle.

Non solo il “Mattarellum”

Il suo nome, però, lo conoscono in molti, poiché legato alla famosissima e stracitata legge elettorale, il cosiddetto “Mattarellum”; l’impegno politico di colui che la promosse, però, non è solamente collegato alla riforma elettorale.
Nel 1984, quando allora militava tra le file più a sinistra della Democrazia Cristiana (la “corrente morotea”, quella legata ad Aldo Moro), si occupò di bonificare la DC: a quei tempi, infatti, personaggi come Vito Ciancimino occupavano posizioni di spicco.
Durante il suo incarico da Ministro della Pubblica Istruzione si passò dal maestro unico (alle elementari) al tipo d’istruzione denominato “a moduli”, legge poi modificata nuovamente con la Riforma Gelmini. Nel 1990 si dimise dall’incarico, assieme ad altri quattro ministri, in seguito all'imposizione della fiducia del governo Andreotti alla legge Mammì, poiché favoriva la Fininvest di Berlusconi.
Diede vita all’allora tanto odiato “Mattarellum” (un sistema elettorale per tre quarti maggioritario e per un quarto proporzionale) che però adesso tutti rimpiangono (sostituito, nel 2006, dal cosiddetto “Porcellum”).

Uscito indenne da Mani Pulite, fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano, passò alla Margherita nel 1995 quando il segretario del PPI Buttiglione voleva allearsi con Forza Italia di Mister B. (definì l’ipotesi “un incubo irrazionale”).
Da Ministro della Difesa abolì la leva obbligatoria e fu favorevole all’intervento della NATO in Kosovo. Fu rieletto nel 2001 e nel 2006, per uscire poi dal Parlamento nel 2008, dopo la caduta del governo Prodi. Nel 2011 diviene giudice della Corte Costituzionale e il resto, come si suol dire, è storia.

Sergio Mattarella, dunque, nonostante sia una persona di "basso profilo" è certamente una figura di una certa statura. Noi gli auguriamo di compiere un buon lavoro e di riuscire a farsi amare, dal punto di vista umano, nonostante la natura schiva e riservata.

Perché il vincitore è Renzi

Il vero vincitore di queste elezioni, però, è Renzi che, ancora una volta, si è dimostrato un uomo politico più furbo di quanto pensino gli avversari politici (ma anche i suoi alleati).

Ha battuto la minoranza del proprio partito, che ha dovuto complimentarsi con lui.

Ha battuto il Movimento 5 Stelle, praticamento escluso dalla votazione e ora costretto a ritirare tutte le accuse di inciuci Renzi-Berlusconi.
Ha battuto il Nuovo Centro Destra, che si è piegato a votare il nome scelto da lui.
Ma, soprattutto, ha battuto Berlusconi, prendendosi ciò che gli serviva, attraverso il Patto del Nazareno, e poi escludendolo dalla scelta del Presidente della Repubblica. La scelta del Presidente della Repubblica ha un significato politico che va oltre la scelta del Presidente della Repubblica; come due anni fa ha sancito la morte politica di Bersani, quest’oggi ha sancito la supremazia di Matteo Renzi che, con quei 665 voti, somiglia tanto a Frank Underwood di House of Cards.