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8 Giorni da Oscar: Boyhood

Vi aspettavate il "Cosa guardo stasera"?

Quest'oggi no, ma non disperate: in occasione della Notte degli Oscar del 22 Febbraio il Cast ha deciso di immergersi a pieno in questo importante avvenimento. Da oggi, 14 Febbraio, fino al 21 Febbraio verrà pubblicato ogni giorno un articolo su ognuno degli 8 film in gara per la categoria Miglior film. Ogni articolo sarà curato da autori differenti (ci siamo avvalsi anche di firme estranee al Cast); il 22 Febbraio, infine, ci sarà una bella sorpresa per voi!

Il primo film tra gli 8 candidati che vi proponiamo è Boyhood.

SPOILER ALERT: Sono presenti spoiler riguardo il film, se non lo avete ancora visto e avete intenzione di farlo vi consigliamo di non proseguire oltre nella lettura

Boyhood

Boyhood sarà sicuramente uno dei film rivelazione alla notte degli Oscar, sia per le scelte stilistiche azzardate ma efficaci, ma soprattutto per l'alto valore che il film porta con sé. E' un film che parla di formazione in maniera totale e amorevole, racconta di adolescenza quasi con piglio da documentario, anche se l'occhio della telecamera che osserva non sembra quella del documentarista, ma del genitore affettuoso ed apprensivo. L'adolescenza è forse il periodo più delicato ed importante della vita di un individuo, e 'Boyhood' ne porta la narrazione di formazione ad un livello totalmente nuovo. Di questo se n'è accorta pure l'Academy che lo ha candidato a ben 6 statuette in altrettante categorie:

  • Miglior film;
  • Migliore attore non protagonista (Ethan Hawke);
  • Miglior attrice non protagonista (Patricia Arquette);
  • Miglior montaggio;
  • Miglior sceneggiatura originale;
  • Miglior editing.

Ma di cosa tratta questo prodigio, girato praticamente in segreto, come racconta lo stesso regista, è giusto spiegarlo brevemente per chi ancora non avesse avuto il piacere di vedere il film:

Mason è un bambino di 8 anni che vive assieme alla sorella Samantha ed alla madre Olivia; il padre Mason Sr. nonostante una separazione difficile, ma consensuale, cerca di essere sempre vicino ai figli. Mentre Olivia cercherà di essere la miglior madre possibile, incappando anche in due matrimoni con uomini inadatti, assisteremo alla crescita ed alla formazione di Mason, che scoprirà amori, dolori, passioni ed affetti.

Fatti i conti con la sinossi, possiamo adesso addentrarci a discutere del film più nel dettaglio:
La sensazione che 'Boyhoood' lascia alla fine, sui titoli di coda, è grande, forte, indescrivibile, nonostante sia un film delicato, dolce, che parla di problemi comuni senza per questo essere un film comune. Non è per nulla convenzionale, e non solo per la scommessa registica di Linklater di girare le scene lungo un arco di tempo di ben 12 anni, ma anche e soprattutto per l'approccio con cui è stato scelto di affrontare il tema dell'adolescenza. La più grande difficoltà era quella di far rivivere nello spettatore le fasi della crescita nella sua interezza, e la scelta di riprendere gli stessi attori in momenti diversi della loro vita, mentre crescono o mentre invecchiano, è stato un impegno colossale che ha richiesto oltre 10 anni (dal 2002 al 2013) per ultimare la pellicola, ma il prodotto finale riesce nell'obiettivo, facendo si che ci si senta un po' più vicini al piccolo Mason, alla sorellina maggiore Sam, ed al vorticoso nucleo familiare che li circonda. Mentre tutto muta intorno al protagonista, noi possiamo vedere la sua maturazione, la sua crescita, il subire gli avvenimenti, e col tempo diventarne parte integrante e protagonista. Si avvicendano le amicizie, le infatuazioni e gli amori, ma anche i disagi.

Nonostante lo scorrere incessante del tempo, la famiglia resta sempre un punto fermo, con un padre che riesce a cogliere la progressiva maturazione e da punto di sostegno diventa consigliere, una sorellina che col tempo diventa sempre meno 'nemesi' e più amica, ed una madre sempre attenta ed amorevole.

Perché 'Boyhood' è un ottimo film

Si era già parlato di 'Boyhood' sempre qui su Tasc, e provvidenzialmente lo avevamo consigliato promettendo che sarebbe stato un film che avrebbe fatto "parlare di sé nel prossimo futuro", forte dei 3 Golden Globe e dell'endorsement di Obama che lo considera il suo film preferito del 2014. Nel frattempo il film ha pure ricevuto 5 nomination al BAFTA ed un premio al festival di Berlino, tutte premesse che lo vedono ben piazzato agli Oscar, e che comunque vada sono un riconoscimento di qualità. Ma a prescindere da questo, il film è un ottimo  concorrente nelle categorie in cui ha ricevuto le nomination per tanti motivi, primo tra tutti per il tema. Linklater riesce a riportare il racconto di formazione allo stato dell'arte, incentrando tutto su di un racconto che rappresenta non solo un generazione, ma anche una nazione intera, attraverso gli occhi di un adolescente. Non dimenticando nemmeno come nella seconda parte del film, i dialoghi diventino più profondi, maturi, analitici, quasi a sottolineare la crescita anche mentale dell'universo di Mason: momenti che sembrano quasi ricordare i dialoghi di film come 'Waking Life', ma che sono anche fondamentali per delineare lo sviluppo di adolescenti che cominciano ad analizzare il mondo in cui si trovano.

Altro grande motivo è sicuramente il regista. L'ottimo lavoro di Linklater ci regala un film stilisticamente eccezionale: la sua lunga storia ci ha già consegnato ottimi prodotti come i due film in rotoscope 'Waking Life' e 'A Scanner Darkly', perle sottovalutate di complessità e stile, o anche esperimenti come le trilogia di 'Before Sunset'/'Before Sunrise'/'Before Midnight', dove si cerca di produrre un filo temporale che sembra essere lo stadio antecedente all'idea di 'Boyhood'.

E non dimentichiamo neanche Ellar Coltrane (Mason): nonostante il suo nome non risulti tra i candidati come miglior attore protagonista, la prova recitativa del "piccolo" Ellar influisce molto sulla qualità del film: cresce con lui, diventa sempre più articolata e complessa col passare degli anni, chiedendo un po' più di spazio ogni volta. Non stiamo parlando ovviamente di prove attoriali forti quanto quelle dei candidati a miglior attore protagonista, ma comunque resta un'interpretazione complessa e straordinaria.

Inoltre 'Bohyood' tratta di adolescenza senza porsi mai da una parte o dall'altra della barricata che vuole i figli da un lato ed i genitori dall'altro: l'approccio è invece quello di un occhio imparziale ma affettuoso, che vede invece genitori e figli parte di un un'unica squadra, pur senza nascondere che spesso tra i membri di questa squadra possano nascere dissapori profondi. Ma è proprio questo sentirsi parte di un tutto, l'unica vera maniera per essere una famiglia migliore, completa.

▲<div class="kg-callout-text"><strong>Boyhood</strong> — <strong>voto 9/10</strong><br>Una storia di formazione che spicca per l'intensità e la tenerezza che porta con sè. Non solo un esperimento stilistico, ma anche un pezzo profondo ed emozionante della cinematografia di livello</div>
Boyhood — voto 9/10
Una storia di formazione che spicca per l'intensità e la tenerezza che porta con sè. Non solo un esperimento stilistico, ma anche un pezzo profondo ed emozionante della cinematografia di livello