Scienza

Il cibo del futuro, stampato in 3D

Crescita Commestibile: suonerebbe così la traduzione di Edible Growth, il progetto scientifico-artistico di Chloé Rutzerveld, giovane designer olandese, non nuova alle interazioni tra tecnologia, cibo e scienze naturali. Mai pensato di mangiato qualcosa stampato in 3d?

Food for Thought

Il concetto di base da cui Chloé è partita per creare tutto questo è il cibo di nuova generazione e gli spiragli che le tecnologie intrusive portano ad un settore prima esclusivamente naturale. Ma non tutto ciò che viene creato in laboratorio è per forza malsano, innaturale e di dubbio gusto gusto, anzi. Provate a dare un morso a questi!

Edible Growth appare infatti come un'esperimento ed un esempio pratico di alta tecnologia sul piano in marmo della cucina di casa; ma come combinare un cibo naturale con elementi di design, in maniera totalmente salutare, sostenibile e con l'aiuto di risorse high tech? Si può fare davvero?
Pare proprio di sì, sfruttando appieno alcuni dei principi che la natura stessa adotta nel mondo: mai sentito parlare di fermentazione e fotosintesi? Ecco, fatene un "uso intelligente" e porteranno ad intensificare il sapore e la struttura, riducendo al contempo lo sfruttamento delle risorse.

Risorse in esaurimento

Edible Growth non si occupa soltanto del look di questo cibo tecnologicamente modificato ma anche della diminuzione delle risorse utilizzate per i pasti, con una conseguente diminuzione degli sprechi. La riflessione di Chloé anche in questo caso è chiara: viviamo in un mondo popolato da oltre sette miliardi di persone, agricoltura ed allevamento non bastano più a sfamare tutti quanti, e gran parte di ciò che consumiamo viene realizzato in laboratorio. Da qui alla stampa in 3D il passo è più breve (e meno disarmante) di quanti si pensi.

Tutto questo influenza le abitudini alimentari, di produzione e di consumazione, nonché le regole del mercato; e progetti di largo respiro come questo possono essere fonte di ispirazione ma anche di critiche e nuove soluzioni per ciò che riguarda il futuro del cibo in quanto prodotto, che necessariamente passerà nella correlazione risorse naturali-tecnologia.

Come sono fatti veramente

Un file 3D personalizzato manda in stampa strati sovrapposti di semi, spore e lieviti, in modo tale da dare la possibilità ai tre elementi di crescere (ricordate fermentazione e fotosintesi?) nel giro di qualche giorno: elementi vegetali e funghi nascono all'interno della struttura solida costituita dalla fermentazione dei lieviti, e man mano che questo piccolo mondo cresce anche i singoli ingredienti si modificano, sia nella forma esterna che nel gusto. È possibile così scegliere la "maturazione" desiderata, in base ai gusti di ciascuno, di questo piccolo frutto dell'ingegno e della tecnica, capace di presentarsi non solo commestibile ma addirittura gustoso, fresco e ricco di sostanze nutritive. O almeno questo è il parere della sua creatrice.

Domani pizza 3D per tutti!

No davvero. L'utilizzo reale e consistente della stampa 3D nel mondo alimentare ha ancora numerosi e significativi passi avanti da fare per poter essere considerata anche solo una soluzione da non scartare; ma ogni piccolo scalino fatto nella ricerca è uno in meno verso qualcosa di accettabile e sicuro.

Ad oggi, ciò che la stampa 3D può davvero fare è trasformare il prodotto β in un secondo prodotto β, con forma diversa; ad esempio costruire statuine di zucchero o patatine cubiche, senza alcun valore aggiunto né necessità pratica che non vada oltre il semplice aspetto estetico. Edible Growth ha dimostrato che esistono possibilità tecnologiche davvero rivoluzionarie per quanto riguarda l'industria del cibo, riuscendo a trasformare il prodotto β+α in un prodotto ω attraverso processi naturali (pur forzati), contribuendo alla salvaguardia di risorse notevoli (riduzione di terreni coltivati, CO2, sostanze chimiche nocive e rifiuti alimentari nella catena) con un contenuto ricco di nutrienti, coinvolgendo nel processo il consumatore, ora consapevole di come nasce e cresce ciò che mangia.

Ma tutto ciò è all'orizzonte: notevole è ancora la distanza che separa Edible Growth dalla nostra tavola, ed è un percorso fatto di ricerca degli ingredienti e delle tecniche, comprese le sperimentazioni godibili dal palato come questa.

Per le immagini si ringraziano Bart van Overbeeke e la Dutch Design Week 2014, oltre alla stessa Chloé Rutzerveld.