Cosa guardo stasera #20: Holy Motors
Festeggiamo il 20esimo appuntamento col “Cosa guardo stasera”, la rubrica di Tasc in cui vi parliamo di un film che (speriamo) possa allietare o rinvigorire quelle serate in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine, in maniera decisamente particolare. La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo! Il nostro Cast conta decine di persone abbastanza cinefile, e ogni Sabato avremo un membro diverso che preparerà le scelte per voi.
Ogni film scelto in questa rubrica è stato selezionato in base ai puri gusti personali dell’autore che l’ha scritto. Ogni Sabato la rubrica sarà curata da un autore diverso e quindi anche i gusti e i criteri di scelta varieranno.
Holy Motors
GENERE: DRAMMATICO
PUBBLICATO: 2012
Definito correttamente "matrioska di sorprese", il film di Leos Carax non è citato tra quelli che hanno sbancato i botteghini o vinto cascate di premi. Ma da sola l'interpretazione del protagonista monsieur Oscar (Denis Lavant) è un inno alla recitazione, quella migliore. Strano non rende a pieno l'idea che ci si fa del film, passati i primi 3 minuti in cui si crede di essere di fronte ad un qualsiasi ritratto del personaggio principale, un padre di famiglia che parte a bordo della propria limousine per un'impegnativa e ricca di appuntamenti giornata lavorativa.
Folle è riduttivo, bizzarro non rende giustizia. Delirante e misterioso, elegante ma mai snob, è capace di farvi scervellare finché non siete costretti a leggere almeno tre righe di trama. Eppure è un intreccio di storie che non sembra avere capo né coda, e dopo i primi 10 minuti si vorrebbe abbandonare il film a se stesso, lo si odia per quanto si mostra indecifrabile, eppure non si può fare a meno di completare la visione; 24 ore nella vita di Oscar, capace di mostrarsi ricco ma anche povero, vecchio ma anche giovane, affascinante ma anche disgustoso, comprensivo ma anche senza scrupoli. Assassino a tratti, lavoratore instancabile, padre di famiglia devoto: Oscar è un attore, ma senza troupe, regista e telecamere. È solo, abbandonato a se stesso persino nel momento del trucco, lontano da ciò che è realmente, lontano dalla propria vera famiglia, in un viaggio surreale per Parigi a bordo della limo in compagnia dell'unica amica, l'autista Celine.
Holy Motors è tutto questo, ma è anche di più: un affresco sentimentale sulla recitazione, una lettera d'amore al cinema ed una riflessione sulla crisi che attraversa, infarcito di citazioni colte e rimandi a scene successive, senza risultare mai noioso; un film non per tutti, o lo ami o lo odi.
-What makes you carry on, Oscar?
-What made me start, the beauty of the act.
-Beauty? They say it's in the eye, the eye of the beholder.
-And if there's no more beholder?
GIUDIZIO
Scenografia: 8
Paura: 4
Suspense: 8
Comicità: 8
Sentimentalismo: 8
Ritmo: 9
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