La folle corsa di Ryan Chatfield verso il suo drone
Nell'epoca in cui la tecnologia ci permette di starcene comodamente seduti e con i piedi ben piantati a terra, uno sciame di droni ha invaso i nostri cieli. I campi in cui questi piccoli oggetti volanti trovano utilizzo sono davvero tanti: militari, bambini, videomaker o semplici e puri usi illeciti oltre alla nuova frontiera delle spedizioni (Amazon insegna).
Questi quadricotteri radiocomandati hanno deliziosamente stravolto la ripresa aerea, rendendola semplice, economica e alla portata (quasi) di tutti. L'accoppiata vincente di questi droni con una semplice GoPro o con una più tradizionale reflex, ci ha permesso di ottenere riprese davvero straordinarie che fino a qualche anno fa potevano esistere solo grazie all'ausilio di un elicottero.

I droni, si pilotano abbastanza facilmente, alcuni di loro anche tramite un semplice iPhone. Su, giù, destra e sinistra ed il gioco è fatto! Se la manovrabilità è il punto forte di queste fantastiche macchine, l'autonomia ha ancora moltissimo da migliorare. Prendendo in considerazione la linea Parrot (azzarderei definirla ludica), oltre i 20 minuti di volo non si riesce ad andare. Questo, come potete ben immaginare, potrebbe rivelarsi un aspetto "pericoloso" per i nostri amici droni che, esaurita la carica, iniziano un inesorabile discesa verso il suolo (quando siete fortunati).
Decisamente più evoluti sono i droni della linea Phantom di DJI, che una volta esaurita la carica compieranno una discesa lenta e verticale rispetto al punto in cui, volando, la carica si è esaurita. Questa funzione permette, gran parte delle volte, di recuperare il drone in tutta sicurezza a meno che non ci si trovi in corrispondenza di un punto scomodo, come il mare, suolo mortale per questi concentrati di tecnologia. Sul web circolano un'infinità di video che riprendono le folli corse contro il tempo di piloti che cercano in tutti modi di salvare i propri droni da un fine tanto crudele quanto irreparabile.
La folle corsa di Ryan Chatfield
Le coste di Perth in Australia erano magnifiche dal punto di vista del suo drone Phantom che, con grande stabilità, prendeva sempre più quota mostrando un paesaggio costiero davvero suggestivo. Questi droni si possono telecomandare anche a grande distanza e Ryan durante quel tramonto magnifico non era di certo vicino al suo amichetto. Dal video, potete notare come ad un certo punto, il drone inizia una lenta discesa verticale dopo aver esaurito la sua energia (tenendosi un 20% restante per garantirsi la discesa) in corrispondenza del mare. Rayan che fino a quel momento è per noi un puntino lontano si lancia in una folle corsa ostacolato anche dalla barriera artificiale di scogli mentre il suo drone da 1500$ stava per farsi il suo primo e ultimo bagno. Riuscirà ad afferrarlo in tempo? Armatevi di popcorn e gustatevi questa folle corsa contro il tempo.
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