AAA Cercasi Charlie Bucket disperatamente per l'Expo
Molti l'aspettano e tanti la contestano, quello che però è chiaro è che oggi 1° Maggio l'Expo 2015 apre le sue porte. Le premesse c'erano tutte come gli oltre 10 milioni di biglietti venduti e i più di 20 milioni di visitatori attesi.
Trovo anche interessanti i numerosi eventi che si stanno svolgendo da qualche mese e che si svolgeranno durante la manifestazione, atti a sensibilizzare i visitatori alla sostenibilità ambientale e ad un consumo di cibo responsabile, sano, sicuro. Insomma siamo in pieno Expo e che ci piaccia o meno ora non si parlerà d'altro in Italia.
Attesa
Personalmente ho seguito con passione le immagini aeree della durata di due minuti che giungevano sul sito ogni Lunedì mattina, mostrano lo stato di avanzamento dei lavori dei padiglioni dedicati alle nazioni partecipanti e delle opere all’interno dell’area espositiva ( danno un'idea della velocità alla quale sta crescendo Expo), dove si riesce a scorgere la piscina dedicata alla Biodiversità, oltre al Padiglione Italia, a cui è rivolto il mio personale tifo, sommato a quello di numerosi italiani.
Al suo interno sarà presente una cantina multimediale di 2000 mq, progettata da Giò Ponti, architetto di fama mondiale e di grande esperienza riguardo ad esposizioni internazionali, avendo collaborato per quelle di Saragozza nel 2008 e Corea del Sud nel 2012 (ha firmato anche il progetto dell’allestimento del Museo del Novecento di Milano).
Il progetto della cantina si svilupperà su due piani, al primo sarà presente una vasca con mosto proveniente da tutte le regioni, mentre al piano superiore si potrà visitare la “La Biblioteca del vino”, luogo in cui si potranno degustare mille etichette italiane, sotto la guida di esperti sommeliers.
I visitatori potranno incontrare, virtualmente, i diversi territori del vino italiano e le persone che lavorano al ciclo di produzione, in ogni sua fase, dalla vigna alla bottiglia.
Mi auguro che il Padiglione Italia sia il luogo dei colpi di fulmine per il Bel Paese, soprattutto dei bambini e dei turisti provenienti da ogni latitudine che, una volta ritornati a casa con una bottiglia di vino o un prodotto di questa terra, capiscano che cosa c’è dietro a quello che hanno comprato, andando alla sorgente, al luogo di origine, sognandolo a tal punto di voler ritornare a tutti i costi in veste di turista, studente o, perché no, investitore. Burocrazia permettendo.
La Fabbrica di cioccolato
Non vorrebbe sembrare un azzardo, ma l’Italia è veramente "La Fabbrica di cioccolato", per fare riferimento al libro di Roald Dahl, ed ogni giovanissimo partecipante dovrebbe ambire alla visita dell’Expo e a quella della Penisola, come nel libro ogni bambino ambiva a visitare la fabbrica di Willy Wonka, perché ci sono bellezze ambientali incredibili ed uniche, tutte in un singolo paese.
Nel testo Willy Wonka, proprietario di una fabbrica di dolci, decide di indire un concorso: in cinque delle sue tavolette di cioccolato sparse nel mondo sono stati inseriti cinque biglietti d'oro; chi troverà i biglietti d'oro potrà trascorrere un giorno nella fabbrica di cioccolato e vincere un premio a sorpresa.
I fortunati bambini che trovano il biglietto si rivelano durante la visita molto golosi e viziati, tranne Charlie Bucket, il piccolo protagonista, l'unico a non possedere i vizi degli altri quattro bambini, poiché la povertà gli ha insegnato ad accontentarsi di poche cose.
E’ il solo concorrente a uscire vittorioso dalla visita: verrà nominato erede della fabbrica, dove si trasferirà con l'intera famiglia e aiuterà il signor Wonka a inventare nuovi dolci; gli altri bambini verranno ricompensati con un camion di dolci.
Lasceremo tutto in mano a Charlie?
L’augurio più grosso che mi posso fare è che, dopo i sei mesi di circo mediatico a cui saranno sottoposte la città e il Paese, il Palazzo Italia non diventi una delle nuove rovine italiane, bensì possa essere la semina per un grande raccolto.
La Fabbrica di Cioccolato è troppo preziosa per finire in mano a bambini iper viziati, golosi e noncuranti delle regole, ai quali interessa solo la fornitura di dolciumi per un periodo di tempo limitato. La speranza è che vi siano, in Italia, più individui consapevoli e onesti come Charlie che, oltre a conservare le nostre bellezze, le rendano attraenti per le generazioni future.
La mia domanda è: "Ci sarà mai un Willy Wonka imparziale che giudicherà quale o quali bambini scegliere per guidarla al meglio?"
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