Perché gli Esami di Stato andrebbero aboliti (o almeno perfezionati)
Esami di Stato: il punto d'arrivo dei 5 anni di studio superiore, il temutissimo scoglio da superare per poter intravedere una via d'accesso alle tante agognate vacanze estive.
Ma siamo sicuri che siano davvero utili? Vengono svolti nel modo corretto?
Perché gli esami di Stato andrebbero aboliti
Questo bel titolo risponde ad entrambe le domande.
Innanzitutto premetto che, a mio parere, gli Esami di Stato (o di Maturità o di tuttoquellochevoletevoi) sono necessari.
E allora perché quel titolo?
Perché sono uno studente liceale che ha da poco sostenuto l'esame di maturità (orale compreso) e posso affermare senza alcun dubbio che gli Esami di Stato, nel modo in cui vengono svolti, non hanno significato.
Esistono Commissioni e commissioni
Il primo punto da affrontare è quello relativo alle Commissioni. Innanzitutto ritengo che affidare la gestione degli esami solamente ai docenti interni renderebbe gli esami solamente una buffonata. Di conseguenza, nonostante i Commissari Esterni comportino una spesa maggiore da parte delle casse del Stato, ritengo che sia assolutamente necessario adottare ancora lo stesso metodo utilizzato fino ad oggi.
Allora cosa c'è che non va riguardo le Commissioni?
Non sono tutte uguali.
Sicuramente ognuno di noi è unico e diverso da qualunque altro essere, ma non si tratta di questo.
Il problema è che ogni professore ha un proprio "modo di fare le cose", un diverso metro di giudizio, un grado più o meno elevato di severità. Dunque i primi problemi sorgono già all'interno di una stessa scuola (ogni commissione "gestisce" solamente due classi, quindi nel 99% dei casi in ogni scuola ci sono almeno due commissioni differenti) poiché diverse Commissioni adottano dei metodi differenti, favorendo o rendendo più difficoltoso completare le varie prove.
Ad esempio sta alla Commissione scegliere la durata della Terza Prova, sta ai Commissari scegliere di adottare un metro di giudizio più o meno severo nella correzione delle varie prove.
Se questo problema sorge già all'interno di una stessa scuola non oso immaginare cosa ne venga fuori a livello nazionale.
Tutti questi fattori, di conseguenza, influenzano notevolmente quello che poi sarà il voto totale che verrà fuori dagli scritti.
All'orale la situazione è pressoché la stessa: alcuni docenti sono fissati con alcuni determinati argomenti, altri si aspettano che un determinato argomento gli venga riferito nel modo che piace a loro. Nel caso degli orali è da evidenziare anche la figura dei docenti interni che, di fronte ai nostri errori e alla eventuale ignoranza riguardo un determinato argomento da parte dei membri esterni della Commissione fanno finta di nulla.
Pagliacciata.
Ctrl + C, Ctrl + V
Copia, incolla, è questa la prassi da seguire durante le prove scritte (c'è un girone all'Inferno per voi che copiate anche lo scritto di Italiano).
Magari il tempo è poco, l'ansia ti assale e sei bloccato da un'ora sulla stessa domanda, la copia ci può anche stare.
Ciò che non tollero è che molti ragazzi copiano senza nemmeno rendersi conto di ciò che hanno copiato, senza nemmeno aver letto la traccia.
Se non avessero copiato avrebbero consegnato in bianco
Odio le risposte grossolane.
Se uno studente non è in grado di risolvere nemmeno un punto del problema di Matematica, se non è in grado di tradurre nemmeno un rigo della versione di Latino/Greco, se non è in grado nemmeno di rispondere ad una domanda allora la colpa è dei docenti. Sì, proprio loro, che nonostante il disinteresse di alcuni ragazzi trasformano i sonori 3 collezionati nei 9 mesi di scuola in fantomatici 6.
Qualcuno, quando il Governo propose la Commissione composta solamente da membri interni, disse che la Scuola sarebbe diventata un "promuovificio", ebbene signori, il promuovificio è già qui da un bel pezzo.
Meritocrazia
La meritocrazia è uno dei valori fondamentali all'interno di una società, non si può raggiungere una vera uguaglianza senza promuovere la meritocrazia.
Il luogo dove promuoverla dovrebbe essere proprio la scuola che, invece, diventa il luogo dove essa viene picchiata, bastonata e infine uccisa.
I risultati degli Esami di Stato e, precedentemente, i voti ricevuti a fine anno, rispecchiano un sistema anti-meritocratico e opportunistico. Alcuni voti, a fine anno, vengono assegnati solo per raggiungere una determinata media (così da poter ottenere quell'agognato punto di credito) e non in base al vero valore dello studente. I voti degli scritti (e così anche quelli dell'orale) rispecchiano quelli ricevuti al termine dell'anno. Essendo in una certa misura falsati i voti a fine anno anche quelli al termine dell'Esame risulteranno falsati.
Viva la meritocrazia!
Cosa c'è da cambiare
Immagine di Sean MacEntee
Quelli appena esposti sono solo i problemi più lampanti che ho potuto riscontrare affrontando questi esami, e sono arrabbiato, perché mi è bastato poco per rendermi conto delle tante ingiustizie.
La scuola dovrebbe essere il motore del Paese, invece è vista come il fanalino di coda. Le misure da intraprendere sono tante, ma nemmeno così difficili o drastiche.
Siamo affogati in un sistema in cui chi non si laurea rimane disoccupato e questo è uno dei problemi più lampanti.
Ci sono tanti lavori, invece, che possono essere svolti anche senza un diploma o una laurea, ed è compito del Governo rilanciare queste professioni invece di snobbarle o di considerarli "lavoratori di seconda classe". In questo modo, tramite una gestione più equa del lavoro, la scuola verrebbe "depurata" da coloro che NON vogliono studiare (e in questo non c'è nulla di male, a 16 anni ognuno è libero di abbandonare la scuola) diminuendo la percentuale di "promozioni immeritate".
In questo modo si giungerebbe al termine del quinto anno con un gruppo di studenti che è in grado di raggiungere almeno la sufficienza negli Esami di Stato.
Perché copiare in maniera forsennata rappresenta l'uccisione dell'insegnamento, perché apprendere dovrebbe essere un piacere, non un obbligo, perché il compito della scuola è quello di formare dei professionisti in grado di pensare in maniera autonoma, non dei cittadini che si fanno abbindolare da ogni affermazione letta su Internet o riportata dai telegiornali, infatti colui che copia perde fiducia in se stesso, poiché diventa schiavo della persona da cui copia.
Dunque copiare è pressoché inutile, che valore ha ricevere un voto che non rispecchia quanto valiamo veramente? Che vantaggio possiamo trarne? Copiare non è solamente inutile, ma anche dannoso, perché provoca uno scadimento della qualità, sia nella scuola sia, successivamente, nel mondo del lavoro.
I commissari, invece, andrebbero gestiti dall'alto, in modo che il metro di giudizio (sia agli scritti che agli orali) sia lo stesso in ogni Commissione. I commissari, dunque, dovrebbero essere solamente dei "garanti della verità" (o della meritocrazia) e non dei cani feroci da temere.
E' inutile puntare il dito contro le Istituzioni, contro i docenti, contro gli alunni. Il problema degli Esami di Stato ha radice ben profonde e piantate in vari terreni.
La colpa è dei docenti che promuovono immeritatamente, che danno voti non commisurati al valore degli studenti; è degli alunni svogliati che si adagiano, che non comprendono il valore dell'istruzione; è delle istituzioni che non guardano al lato educativo della scuola, ma solo a quello economico.
Come accade spesso la colpa è un po' di tutti.
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