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Burger King e Mc Donald: la grande abbuffata per la Pace

Sono lo ying e lo yang del fast food. Il bene ed il male dalla notte dei tempi della nascita del primo panino, prima dell'invenzione del digestivo loro già c'erano. Stiamo parlando dell'eterna lotta per le vette più alte del mercato del junk food per eccellenza: Mc Donald e Burger King.

Panini e pace nel mondo

Dopo anni di lotte clandestine (che poi, mica tanto), quest'ultimo ha deciso di tendere una mano al vecchio zio Mac. Il motivo? Quello più nobile del mondo: fare brand awareness, soldi, dindini, duspicci. Perché, alla fine, tutto si riconduce a questo. Ma andiamo per ordine: cosa c'entrano panini da mille mila calorie caduno con la pace nel mondo?

La rivalità per la leadership di mercato tra Mc Donald e Burger King è atavica (se ne trovano alcuni esempi nei pittogrammi delle grotte di Lascaux). Frecciatine, pubblicità comparative, affondi social e chi più ne ha più ne metta. Per la pace nel mondo si è verificata una congiuntura astrale unica, forse supportata dal passaggio di Marte nei nostri cieli: Burger King ha fatto una vera e propria proposta di co-marketing a Mc Donald. Una proposta di matrimonio, in linguaggio umano. Della serie:

"Vuoi tu Mc Donald prendere il tuo panino più famoso, tale Big Mac, ed unirlo al mitico Whopper per unirvi nel panino della pace, dare vita al McWhopper e porre fine alla guerra dei panini?"

Lo fa in occasione del Giorno della Pace, il 21 settembre 2015 (giorno in cui l'ONU ha stabilito di celebrare la pace nel mondo) dal sito McWhooper e con un video in cui Jeremy Gilley, il fondatore di Peace One Day, sostiene l'iniziativa con un laconico è per il bene del mondo. La proposta viene rilanciata da una campagna sul New York Times e sul Chicago Tribune ed è corredata di come, dove e perché dell'inizitiativa.

Il quartier generale di Burger King è a Miami, quello di McDonald a Chicago. "Incontriamoci in un (buio e malfamato) parcheggio: un Pop-up shop ad Atlanta aperto per un solo giorno, quello della Pace, ovviamente." sarebbe stata la proposta dello sposo. Con tanto di packaging già progettato: cappellino, t-shirt e confezione del nuovo pacifico panino. Senza dimenticare l'hashtag ufficiale dell'iniziativa, #SETTLETHEBEEF.

La risposta di Mc Donald non si è fatta attendere: dalla pagina ufficiale di Facebook, Steve Easterbrook, CEO di McDonald, risponde in modo diretto (anche se l'odore di zitella inacidita si sente fin qui) ai concorrenti storici:

Caro Burger King,



l'ispirazione nasce da una buona causa... splendida idea. Ci piace l'intenzione, ma possiamo fare molto di più per fare davvero la differenza. 

Impegniamoci a sensibilizzare l'opinione pubblica in tutto il mondo. (Forse) ti unirai a noi in uno sforzo significativo?

Ogni giorno ci impegniamo a riconoscere che tra noi c'è (solo?) una semplice competizione di business e non il dolore e la sofferenza di una vera e propria guerra.

Teniamoci in contatto

Questa è la prima risposta che appare: fredda, formale, ricca di aziendalese. Poi, come insegna Oreo ed il suo estremo real-time marketing, la rotta cambia diventando leggermente più friendly. Steve zitella Easterbrook corregge il tiro aggiungendo un "La prossima volta falla 'na telefonata" 

Dear Burger King, Inspiration for a good cause... great idea. We love the intention but think our two brands could...



Posted by McDonald's on Mercoledì 26 agosto 2015

Mc Donald ha perso un'occasione di branding da urlo di Munch oppure è Burger King che ha perso la corona delle buone intenzioni per una manciata di visualizzazioni?

Due sono le conclusioni a cui si arriva ragionandoci su.

McDonald avrebbe potuto essere più elastico e cercare di sfruttare l'evento in modo differente. In questo momento una scatola sta lasciando il loro hq insieme al loro Social Media Manager e un cartello con su scritto "cercasi" è stato affisso. D'altro canto, però, la risposta della multinazionale ha sollevato un dubbio più che palese per molti: perché tanto clamore invece di coordinarsi in un'operazione congiunta per fare davvero qualcosa di concreto?

Dall'altra parte c'è Burger King che in quanto a creatività per risollevarsi dal calo di fatturato degli ultimi due anni le sta provando davvero tutte. La proposta è certificata come al 100% sincera. Ne siamo proprio sicuri? Si sente tanta (ma proprio tanta, eh) puzza di operazione buonista riuscita male. Magari le intenzioni c'erano, e tutte anche, ma il risultato è stato dei peggiori. Una figura davvero pessima della multinazionale che sembra quella che vuole cavalcare l'onda dell'evento noprofit del momento.

Un ultimo dubbio sorge spontaneo (le domande sarebbero troppe!): se McDonald avesse detto sì, Burger King sarebbe stata in grado di organizzare tutto l'ambaradann proposto in meno di 3 settimane dalla data? Qualche perplessità organizzativa c'è. O (forse, eh) già immaginava il no categorico del suo acerrimo nemico?

Noi li vogliamo ricordare così, quando la guerra dei paninari anni Ottanta si rispecchiava nella pubblicità comparativa più cattiva del mondo.

Aggiornamento

Visto che si è aperta una vera e propria sfida marketing e molti stanno commentando e seguendo la cosa abbiamo deciso di incorporare i due tweet da parte dei colossi del fast food per permettere ai lettori interessati di seguire la vicenda in tempo reale

.@McDonalds let’s #SettleTheBeef to raise awareness for @PeaceOneDay. #McWhopperProposal http://t.co/GEXRHve53D pic.twitter.com/o3APQ2QzKC

— Burger King (@BurgerKing) 26 Agosto 2015
Inspiration for a good cause @burgerking. Let’s do something to make a real difference. http://t.co/JjycHwwD5B — McDonald's (@McDonaldsCorp) 26 Agosto 2015