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Cosa guardo stasera #42: Southpaw

Eccoci giunti al 42esimo appuntamento con la rubrica “Cosa guardo stasera”, in cui il Cast vi propone un film che (speriamo) possa allietare questo Sabato sera, in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine. Ma senza una vera soluzione, rischiamo la tragedia. Ed ecco, allora, la proposta: la stavate aspettando e nemmeno stavolta vi deluderemo!

SOUTHPAW

Genere: drammatico

Pubblicato: 2015

Premetto subito: Southpaw non è nulla di rivoluzionario. Non è il film dell'anno, non vi sono particolari trovate stilistiche o livelli di lettura complessi, ma ciò non significa che non sia un film valido.

E' un film di riscatto profondo non nella narrazione ma nel percorso, un film che racconta in maniera semplice ed efficace come un uomo può cadere nel baratro più profondo, e comunque trovare una motivazione per rialzarsi.

Southpaw vuol dire guardia mancina in gergo pugilistico. Mancina come Billy Hope (Jake Gyllenhaal), il pugile del momento: forte, incassatore ed imbattuto, spaccone e vincente. Viene da un orfanotrofio ed ha un passato burrascoso. Ma grazie alla carriera pugilistica ha ottenuto una vita agiata, ha contratti milionari, auto lussuose, proprietà immobiliari, una famiglia amorosa con Maureeen (Rachel McAdams), la ragazza che amava fin dai tempi dell'orfanotrofio e la figlia Leila (Oona Lawrence)  che lo adora. Ha tanto, forse tutto, ed è per questo che quando la moglie gli porrà la possibilità di lasciare la boxe prima di rischiare troppo, l'idea lo sfiora. Purtroppo l'idilliaco momento di Hope termina quando ad una cena di gala, Maureen viene ferita accidentalmente da un colpo di pistola in seguito ad una rissa con l'aspirante sfidante Miguel Escobar.

In poco tempo Billy perde tutto: l'amore della sua vita e faro nella tempesta, la lucidità quotidiana per affrontare la carriera agonistica, il denaro, le auto e le case, ma anche e soprattutto il rapporto con la figlia Leila, che verrà affidata ai servizi sociali. Billy ha un bivio davanti a se: sprofondare nell'oscurità, o rialzarsi e ripartire da zero. per riottenere la figlia, per riottenere la sua carriera, per riottenere se stesso.

Dicevamo che Southpaw non è un film complicato, ma nel complesso è un film di riscatto ben riuscito. Stilisticamente pesca a piene mani nel filone pugilistico, con momenti che sembrano richiamare i Rocky migliori, allenatori burberi ma dal cuore d'oro come Titus (Forest Whitaker) che ricorda moltissimo il Clint Eastwood di Million Dollar Baby, ma anche l'autolesionismo di Hope ricorda il De Niro di Toro Scatenato. Insomma Antoine Fuqua mostra di aver imparato la lezione, prendendo il meglio e reinterpretandolo a suo modo, grazie anche agli ottimi attori presenti. Su tutti Gyllenhaal in stato di grazia, che riesce a mostrare l'intero spettro delle emozioni con naturalezza e credibilità.

Tecnicamente parlando invece il film si avvale di una regia vigorosa e di ottime scene di combattimento ricreate grazie al contributo di professionisti, e girate con una coinvolgente soggettiva soprattutto nell'incontro finale, momento catartico del film. L'incontro finale nonostante ai fini della trama non sia poi così rilevante a differenza dei momenti appena precedenti, è però il completamento di un percorso di riscatto, la dimostrazione di ciò che Billy ha saputo apprendere e mettere in pratica, dal punto di vista agonistico ma soprattutto umano.

Una discreta colonna sonora scandita da pezzi hip hop e dalle composizioni di James Horner, contribuiscono non poco a cadenzare le diverse fasi del film senza però risultare eccessivamente pesanti.

In definitiva Southpaw è bello come possono esserlo le cose semplici ma sentite. E' un film accorato e coinvolgente che si aggiunge alla fila di film spiccatamente dedicati al complesso mondo della boxe, ed alle curiose figure che la abitano: feroci combattenti che scesi dal ring tornano ad essere semplici esseri umani, pieni di passione, rabbia e sentimento. Molto consigliato agli amanti del genere e non solo.
Piccola curiosità: pare che il ruolo di Hope dovesse essere interpretato da Eminem, di cui rimane traccia solo nel pezzo sui titoli di coda.

GIUDIZIO

  • Ritmo: 7
  • Sentimentalismo: 6
  • Comicità: 2
  • Suspense: 3
  • Paura: 3
  • Scenografia: 6