Cosa guardo stasera #44: Si Alza il Vento
Eccoci giunti al 44esimo appuntamento con la rubrica “Cosa guardo stasera”, in cui vi parliamo di un film che (speriamo) possa allietare o rinvigorire quelle serate in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine, in maniera decisamente particolare.
La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo!
Si Alza il Vento
GENERE: DRAMMATICO/ANIMAZIONE
PUBBLICATO: 2013
Qualche tempo fa vi avevamo proposto Wall-E, prodotto della Pixar, e, per par condicio, sembra doveroso consigliarvi anche un film di animazione proveniente dallo Studio Ghibli, soprattutto se si tiene conto del fatto che ha da poco deciso di ridimensionarsi. Il film scelto è Si Alza il Vento, il più recente lavoro del maestro dell’animazione Hayao Miyazaki.
Giappone, anno 1918, Jiro Horikoshi (personaggio realmente esistito) è un giovane che sogna di diventare pilota d’aereo, ma dei problemi alla vista glielo impediscono. Decide così, dopo aver sognato il famosissimo costruttore Carponi, di diventare ingegnere aereonautico. Successivamente, conoscerà Nahoko Satomi, ragazza malata di tubercolosi di cui si innamorerà, cercando di conciliare la sua passione per il volo con i sentimenti che prova per Nahoko.
Neanche questa volta Miyazaki ci lascia delusi, il livello medio delle sue opere è talmente elevato che con Si Alza il Vento sembra di avere a che fare con il classico compitino, e invece, a conti fatti, ci troviamo di fronte ad un altro centro. Dei tratti caratteristici dello Studio Ghibli è il tema del volo a dominare la scena e le immagini (in un film non animato parleremmo di fotografia) lo testimoniano.
Altro aspetto importante, presente in più lungometraggi di Miyazaki, è il realismo magico, uno dei punti di forza di molte opere (anche letterarie) giapponesi: in Si Alza il Vento c’è questa continua voglia di confondere realtà e finzione; la scena del sogno di Carponi e, ancora meglio, quella del terremoto ne sono gli esempi più significativi. Da questo punto di vista la casa di produzione giapponese non si smentisce mai.
Anche la sceneggiatura è ben costruita e non mancano temi molto forti per un film di animazione – tra gli altri ci sono il nazionalismo giapponese e la morte imminente di Nahoko. I rapidi salti temporali, inoltre, accompagnati da sprazzi di scene oniriche, spezzano il ritmo del lungometraggio. Nulla da dire, invece, sulla qualità dell’animazione, dal Giappone ci hanno abituato a capolavori che hanno reso – e rendono ancora - ordinario lo straordinario.
Purtroppo, dopo La storia della principessa splendente, hanno deciso di ridurre il ritmo delle uscite per i prossimi anni, e sinceramente mi dispiace molto visto che dallo studio di Tokyo sono arrivati i migliori film di animazione di sempre. Ma, mettendo da parte pensieri malinconici, possiamo dire che Miyazaki e soci ci hanno lasciato un altro motivo per passare la serata in compagnia dello Studio Ghibli.
GIUDIZIO
- Ritmo: 7
- Sentimentalismo: 8
- Comicità: 2
- Suspense: 6
- Paura: 6
- Scenografia: 9
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