Tendenze

Seth Cohen e l'influenza delle colonne sonore della nostra adolescenza

Tra gli anni '80 ed i '90, le serie TV hanno letteralmente sbancato i botteghini di casa nostra: l'influenza statunitense era più forte che mai, il boom economico ci lasciava ammirare da vicino Miami e le sue spiagge cristalline, ed il bellimbusto di turno si giocava la scena con...la musica di sottofondo.

Già: l'importanza narrativa delle colonne sonore nelle serie TV teen era così onnipresente da essere in grado di sfondare la quarta parete; ma proprio come l'adolescenza stessa, lasciava il tempo che trovava, con una presenza momentanea degli artisti alla ribalta ed un successo fugace.

Cosa cambia

Sono i primi anni 2000 a consacrare le soundtrack come veri e propri fenomeni pop, liberando la musica indie (specialmente quella a stelle e strisce) dalle catene dei garage di casa e portandola ai concerti in prima serata. Grazie a My So-Called Life prima, a Buffy e Dawson's Creek poi, fino aVeronica Mars e Skins, ma soprattutto a The O.C.

È la conclamata serie di Orange County, della bella vita californiana, ancor oggi ritenuta vero e proprio fenomeno globale, a rendere giustizia a tutta una serie di artisti indie del panorama anglofono.

Grazie

Ebbene sì, dobbiamo ringraziare Kevin Volchok (il belloccio riapparso in Twilight, Cam Gigante) se conosciamo le parole di Hallelujah di Leonard Cohen, reinterpretata sia da Jeff Buckley che dall'eclettica Imogen Heap, in una delle scene topiche del telefilm; gli stessi Coldplay hanno fatto breccia nei cuori di moltissimi, inserendo Fix you in uno dei momenti indimenticabili della serie.
I nomi da ricordare sono molti, da The Subways ai Death Cab for Cutie, fino ad Alexi Murdoch, ai Rooney e ai The Killers. Avanti, non ditemi che almeno uno di questi artisti non è mai finito nella vostra playlist; fatico a crederci.

All'epoca (sono passati dieci anni gente, è lecito chiamarla epoca!) questo genere di serie TV era il passaporto in grado di elevare gli adolescenti ad una non meglio precisata età pre-adulta, dove l'immaginario di vita passa dal "odio la scuola" al "voglio una ragazza"; sono gli anni in cui gli adolescenti conquistano la loro fetta nelle scelte dell'intrattenimento quotidiano. Non è di certo un caso che negli stessi anni, quei meravigliosi primi 2000, conoscevano i primi successi di pubblico i Teen Choice Award, ad oggi uno dei pilastri dei premi TV.

Ma a cos'è dovuto il successo de Music from the O.C. rispetto ai suoi diretti concorrenti?
In fondo, sono passati anni dal cameo di Britney mentre presenta la sua (You drive me) Crazy nello show Sabrina, vita da strega.

Le tempistiche, caro Watson.

Gli anni 2003 e 2004 sono caratterizzati da un particolare clima culturale, imperante tra gli adolescenti: sebbene ancora lontani anni luce dalla ricchezza dell'Internet odierno, cominciava a farsi strada una certa voglia di autonomia nelle scelte; la scelta di cosa ascoltare rientra a pieno titolo nella categoria, ma senza un primo fondamentale aiuto nessuno sarebbe stato in grado di rintracciare sui vari MySpace e LimeWire ciò che aveva appena ascoltato. Esatto, non esistevano i social per scambiare esperienze e condividerle. C'era allora il bisogno di un fratello maggiore, cool e giusto, in grado di indirizzarti verso l'esperienza musicale più curata, cosa che sia Josh Schwartz (il creatore della serie) che Alex Patsavas (music supervisor) presero molto sul serio.
E fu così che The O.C. si ritrovò ad avere dei Mix e non una colonna sonora.

La capacità e la raffinatezza nelle scelte del duo Schwartz-Patsavas ha dato davvero una scossa al mondo della musica nei telefilm: prima di allora, le parole della canzone di sottofondo ed i dialoghi non andavano d'accordo e nelle scene parlate erano accettate solo strumentali.
L'inventiva di contattare artisti sconosciuti su MySpace o inserire le proprie playlist dall'iPod fecero sì che il fenomeno indie raggiungesse la grande massa, quasi riconoscendole la scoperta dei vari artisti.

Mescolare a fuoco lento e via di successo in successo, quasi fossero una stazione radio "alternativa" in grado di condensare compilation assieme agli stessi ascoltatori:

This was a time where there was no iTunes and MTV was not playing music videos, and terrestrial FM radio was like the same eight songs per hour. A lot of these bands probably would have had deeper reservations about having their music debut on a Fox teen soap, but there was no other way to get their music out."

The O.C. rappresentava ormai una serie d'avanguardia dal punto di vista musicale, tanto che sia Beck (con addirittura 5 canzoni in un singolo episodio) che i Beastie Boys la scelsero per lanciare nuovi pezzi, prima che gli stessi fossero disponibili al grande pubblico. Lo scandalo? Che i teenager appassionati di una telenovela mainstream fossero rapiti da un genere sottovalutato e alternativo come l'indie.

Ora, silenziamoci qualche minuto e lasciamo parlare i video qui sotto:

La musica, e soprattutto le parole delle canzoni ridiventano centrali nella narrazione, così come il coro greco delle antiche tragedie di Eschilo e Sofocle.

Happy Ending

Come riassumere, dunque, l'esperienza musicale di The O.C.?
Tutta questa colonna sonora è stata scelta con estrema cura, per trasmettere emozioni nella vita di ogni adolescente, e l'ascolto ha reso possibile guardare alla nostra vita con l'occhio di un regista: guardando fuori dai finestrini del bus, camminando nei corridoi di scuola, rimuginando sul bacio non dato a quel ragazzo.

Music from The O.C. ha rappresentato una droga sintetica, emozioni "plastificate" in grado di rendere quel piattume di vita adolescenziale un gioco -questo lo ascolto quando sono triste, questo mi mette allegria, questa è perfetta per il primo bacio- dando spesso una via di fuga alla propria adolescenza bleah.

Chiudiamo in bellezza. Qual è la vostra preferita? E quale quella che, ancor oggi, vi ascoltate in loop mentre siete soli in casa?

In ogni caso, grazie Cohen.