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Guida di sopravvivenza al pre-capodanno

È ufficialmente aperto il mese in cui sembra che qualsiasi conoscente, la cassiera del supermercato, il parrucchiere, l'ex compagna di scuola che non vedi da una vita, il vicino di casa e persino il mendicante per strada abbiano tutti un obiettivo in comune, scoprire quali siano i vostri piani per l'ultimo dell'anno, chi per curiosità, chi per solidarietà sperando in un invito, chi per sbattervi in faccia il super capodanno che ha organizzato. E come ogni anno, vi ritroverete senza un minimo di risposta pronta ad accennare sottovoce un timido "non so".

CORRETE AI RIPARI!

Più fastidiosa dell'interrogatorio sulla vita amorosa di nonni e zii durante le cene natalizie, più irritante delle vendite telefoniche, più odiosa della ceretta all'inguine, più sgradevole di Salvini. Sto parlando della fatidica domanda "Cosa fai a Capodanno?", sicuramente qualcuno avrà già osato chiedervi quali sono i vostri programmi, rischiando così di fare la fine di Ned Stark (o di un qualsiasi componente della famiglia Stark). Se sentite le parole zampone o lenticchia, intimo rosso o cenone, c'è solo una cosa che potete fare: scappare!

Quello che genera un misto di odio e repulsione al solo pensiero del 31 Dicembre è l'aspettativa che da sempre caratterizza questa festa, e l'attesa per l'anno nuovo che "sicuramente sarà migliore del precedente", ma la lista dei buoni propositi è ancora quella di 10 anni prima.

Se è vero che a Natale siamo tutti più buoni fate un favore al prossimo: non stressatelo chiedendogli cosa farà l'ultimo dell'anno. C'è una linea sottile tra il domandare "che fai a capodanno" e l'essere mandati a quel paese, quindi non aprite quella "porta", lasciatela chiusa anzi sigillata, per il vostro bene. Sorvolate l'argomento o se qualcuno lo tira in ballo durante una conversazione fate finta di non sentire, ne gioveranno tutti. Anche perché, ma c'è veramente qualcuno che si organizza prima del 31? Lasciando da parte chi programma un viaggio da tempo, ciò che resta sono squallidi cenoni in cui il pezzo forte della serata è il trenino a suon di Disco Samba. But se siete in quella fase in cui "restare in casa is the new uscire" forse l'avvento di Netflix potrebbe essere la vostra soluzione. Ma prima di passare a vedere quali sono le situazioni più comuni per l'ultimo dell'anno, vediamo come rispondere all'innominabile quesito:

1 - Evitate qualsiasi tipo di dialogo con il resto dell'umanità, soprattutto le chiacchiere da bar.

2 - Se siete incastrati in una conversazione, fingete un impegno improvviso tipo "devo organizzare il funerale per il mio gatto".

3 - Iniziate un monologo sull'ISIS, la crisi, la guerra, nella migliore delle ipotesi questo farà fuggire il vostro interlocutore.

4 - Parlate del viaggio che state organizzando per l'anno prossimo, perché partire a capodanno fa troppo cliché.

5 - Sbroccate di brutto, l'anno prossimo non oseranno chiedervi niente.

Gli 8 modi di festeggiare Capodanno:

Capodanno adolescenziale, cene a base di pizza, sballo e feste con fiumi di alcool la cui l'organizzazione partiva come minimo un mese prima, ma di cui resteranno solo vaghi ricordi se non il messaggio all'ex di turno mandato a mezzanotte e un minuto.

Capodanno da adulti che non accettano gli anni che passano, città come Rimini o Riccione, tappa fissa il Cocoricò o Villa delle Rose con tavolo, il giorno dopo l'unico ricordo sarà la Dom pérignon magnum con cui ti sei fatto la foto.

Capodanno da adulti, si studiano i menù dei vari cenoni per capire quale sia il migliore in base a qualità/prezzo, beccherai quello con lo zampone avariato o quello con una pessima animazione da villaggio turistico.

Capodanno da coppie, ti ritrovi ad un cenone con possibilità di pernottamento alla modica cifra di 250€ a testa.

Capodanno da single, dopo gli speed-date non potevano mancare le speed-vacanze, crociere per single che ti promettono di farti trovare l'amore come in un film, spendendo almeno 3 stipendi, ma dove riuscirai a pensare solo all'ex e alla sua nuova fiamma.

Capodanno in piazza, se tutto va bene becchi un concerto decente e non Gigi D'Alessio, vaghi per la città rischiando di beccare qualche petardo lanciato dalle terrazze e ti avvicini alla morte per assideramento.

Capodanno all'estero, volevi andare via per scappare dalla monotonia della tua città, vai in un posto dove non conosci nessuno e non parlano la tua lingua, a mezzanotte ancora non avrai trovato un ristorante dove cenare, inizierai l'anno affamato e spaesato.

Capodanno a casa, l'unica volta in cui vi siete organizzati decentemente vi ritrovate a letto con 39 di febbre.

Il segreto rimane comunque non farsi travolgere dall'ansia del "divertimento obbligatorio" o dalla speranza che in extremis arrivi Ryan per salvarvi dall'Oliver di turno (facciamo causa a The OC per le aspettative adolescenziali che ci ha lasciato). In conclusione, si stava meglio quando il countdown lo facevamo tenendo in mano le stelle filanti e la cosa più pericolosa era lanciare i pop pop per terra.