Cosa guardo stasera #53: Man on the Moon
E anche il 53esimo appuntamento con la rubrica “Cosa guardo stasera” va a bersaglio; vi parliamo infatti di un film che speriamo possa allietare questa serata, dopo le ricche abbuffate natalizie, in cui non desiderate altro che starvene sdraiati sul divano. Siamo certi che l'aspettavate e promettiamo di non deludervi!
Man on the moon
Genere: Biografico
Pubblicato: 1999
Sicuramente l'universo della comicità americana e costituito da stelle di diverse entità e fama: ci sono stelle famose e brillanti come i bravissimi Jerry Seinfeld o Lenny Bruce, ci sono quelle forse un po' meno famose ed anticonvenzionali come il dissacrante George Carlin e il mai troppo compianto Bill Hicks, ma probabilmente la stella più strana e lucente è sicuramente stata Andy Kaufman, nonostante anche se lui stesso non adorava essere definito "comico" ma preferiva la definizione di "song and dance man". Il solco da lui tracciato è rimasto senza discepoli, e pescava a piene mani nello spiazzamento imbarazzante, quasi nella lucida follia di chi riesce a ridere e a prendere in giro lo spettatore con l'innocenza di chi lo fa solo per gioco.
E il bellissimo film di Milos Forman vuole raccontare un biografia appassionata di uno dei personaggi più controversi dello star system americano, riuscendoci appieno e coinvolgendo lo spettatore nella storia del buffo e geniale Kaufman, anche grazie alla bravura di un Jim Carrey in stato di grazia.
Ma per capire meglio chi fosse Andy Kaufman, è il caso di raccontare un po' di lui. Sicuramente il suo primo personaggio, "lo straniero", è quello che lo fece notare al suo manager George Shapiro e che ben rappresenta la comicità di Kaufman: immaginatevi di essere ad un club, di vedere salire sul palco questo buffo personaggio che parla con voce nasale sostenendo di essere uno straniero che viene da una sconosciuta isola nel mar Caspio, e che vuole impacciatamente deliziarvi con un'imitazione. Un'imitazione tanto breve quanto pessima. Come vi sentireste? Sicuramente delusi. Ed immaginate che il buffo ometto insista, ed insista, facendo imitazioni terribili, per poi tirar fuori un'ennesima imitazione di Elvis che però questa volta vi lascia esterrefatti (lo stesso Re disse che quella di Kaufman era la sua imitazione preferita). Ed è lì che lo spiazzamento è totale: è un idiota? É un genio? Ci ha preso in giro? Era tutto calcolato, o ha semplicemente salvato l'esibizione in zona cesarini? Il dubbio, ve lo porterete a casa con voi.
Ma "lo straniero" fu solo la punta dell'iceberg: colpi di genio come Tony Clifton o il campionato di wrestling inter-genere furono alcune tra le spettacolari trovate che lo consacrarono al pubblico americano, che si divideva sempre più decisamente tra fan e detrattori. Tony Clifton per esempio: un burbero cantante di Las Vegas che apriva gli spettacoli dello showman, fece scervellare a lungo gli americani che credevano fosse solo un travestimento di Kaufman, un personaggio inventato. Non è difficile immaginare lo spiazzamento quando col tempo videro comparire Kaufman e Clifton assieme negli stessi luoghi, e litigare per giunta. Nessuno poteva immaginare che si trattasse a volte del fratello, a volte del co-autore Bob Zmuda.
Mentre il wrestling inter-genere fu la perla più coinvolgente e destabilizzante di Kaufman: immaginate lo showman che durante i suoi spettacoli, di colpo si dichiari "Campione del Mondo di Wrestling Inter-Genere" e che inviti una donna nel pubblico a batterlo promettendo 1000 dollari nel caso ci riuscisse. il gioco gli attirò contro diverse antipatie, portando addirittura il wrestler professionista Jerry Lawler a sfidarlo pubblicamente.
Con un curriculum del genere non è difficile immaginare quanto potesse essere controversa l'immagine dello showman, e di come il pubblico non sapesse cosa aspettarsi. Come quando durante un intervento sul palco, Kaufman subissato dai fan che gli chiedevano di interpretare Latka (il personaggio della sitcom "Taxi" che gli diede la popolarità sul piccolo schermo), decise invece di leggere tutto "il grande Gatsby". Non è difficile quindi capire perché, la prematura scomparsa di Kaufman a soli 35 anni per cancro ai polmoni, per molti sia solo l'ennesimo scherzo architettato dall'artista.
Trovare l'interprete giusto una parte simile sicuramente è stato un cruccio gigantesco per Forman, ma per fortuna Jim Carrey, che è da sempre un fan sfegatato di Andy Kaufman (al punto tale di avere anche una discreta collezione di oggetti appartenuti all'artista), ha dimostrato una bravura ed una preparazione eccezionale per affrontare la prova. Qualche teoria complottista sostiene addirittura che Carrey sia la nuova identità postmortem di Kaufman, trovando addirittura fantasiosi parallelismi coi film interpretati da Carrey (in "io me & Irene" Charlie/Carrey ha tre figli di colore adottati, come Kaufman, e in "the Majestic" Carrey interpreta un uomo che in seguito ad un'amnesia vive la vita di un altro; addirittura la teoria prende forza dal fatto che Carrey sia salito alla ribalta poco prima che Kaufman scomparisse), ma è più facile credere che l'ammirazione di Carrey abbia semplicemente aiutato a dare il meglio di sé per questo ruolo.
Venendo al film, ci troviamo di fronte ad un altro centro per Forman. La critica sostiene che non sia la migliore opera del regista e che non sia al livello di film come "Amadeus" o la pietra miliare della cinematografia mondiale "qualcuno volò sul nido del cuculo". Ma il successo di pubblico sembra decretare diversamente, trovando invece in "man on the moon" tutto ciò che serve per renderlo un film da ricordare: c'è la tragedia e c'è la commedia, c'è il realismo e la finzione, c'è rapporto il umano e la solitudine. Man on the moon ha i tempi, che non indugiano troppo nè troppo poco, ha il ritmo, ha una bella regia, elegante e discreta, una bella fotografia, ha gli attori (eccetto una dimenticabile Courtney Love), ed ha pure la colonna sonora, tra cui spicca l'omonima "Man on the moon", composta ed interpretata dai REM di Michael Stipe. E' un film coinvolgente e non banale, se non altro per l'argomento, dato che si parla di quello che fu l'artista più anticonvenzionale d'America.
Se amate la comicità insolita, o se semplicemente amate il buon cinema, questo film dovete assolutamente aggiungerlo alle vostre visioni.
GIUDIZIO
- Ritmo: 8
- Sentimentalismo: 7
- Comicità: 8
- Suspense: 2
- Paura: 3
- Scenografia: 6
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