Cosa guardo stasera

#64: L'Onda (Die Welle)

L'Onda di Dennis Gansel è ispirato ad un terribile esperimento sociale avvenuto in California che indaga le origini dei totalitarismi. Scopritelo con noi.

Siamo così giunti al 64° appuntamento con il "cosa guardo stasera", con l'arrivo di Tasc 3.0 abbiamo deciso di dare una collocazione ancora più precisa a questa rubrica, tanto da ricevere un preciso spazio a se stante. Questa settimana vi presentiamo un film dal forte impatto emotivo e dal dichiarato intento pedagogico, che vi lascerà molto da pensare: L'Onda!
Buona lettura, e buona visione!

L'Onda (Die Welle)

Genere: Drammatico
Pubblicato: 2008

In un periodo come questo, in cui frange di nostalgici si affidano alla malinconia verso epoche del passato mai vissute come idilliaca risposta a problemi attuali, inneggiando ignorantemente a regimi sanguinari, autocratici o nella migliore delle ipotesi, liberticidi, un'opera come quella del regista Dennis Gansel meriterebbe sicuramente più attenzione di quella che ha ricevuto. Un'opera che sicuramente non riuscirebbe a capovolgere il pensiero di tutti coloro affetti da questa deviata "sindrome dell'età dell'oro", ma riuscirebbe quantomeno a mettere in discussione le solide certezze che essi nutrono nelle figure idealizzate dei vari dittatori o delle loro ideologie.

Derive estremiste come Alba Dorata o il Front National ed altri gruppi estremisti europei come i Soldati di Odino, fondano il loro consenso sui nostalgici che ritengono le scelte totalitarie delle risposte funzionali a temi scottanti come l'immigrazione o ai sistemi economici fallimentari, fornendo la risposta sbagliata ad un giusta domanda.

É molto interessante però, a prescindere dalle conseguenze umane, sociali e politiche, osservare e comprendere le dinamiche per le quali i regimi prendono forma e sostanza, come attecchiscono tra i sostenitori, per quale motivo e come modificano le relazioni ed i comportamenti dell'essere umano. "L'Onda" ha come profondo intento proprio quello di indagare queste dinamiche, partendo da un contesto innocuo e sicuro, come può essere quello di una scuola.

Rainer Wenger (Jürgen Vorgel) è un insegnante di un liceo tedesco di certo fuori dai canoni classici: ascolta musica punk, ha un passato da studente anarchico, ed ha un atteggiamento molto informale ed amichevole coi suoi studenti. Nella scuola dove insegna viene attuata 'la settimana a tema', momento durante il quale i docenti discutono con i loro studenti dei regimi politici. A Wenger, tocca l'ingrato compito di illustrare l'autarchia (dal greco autós = sé stesso e árchein = comandare, politicamente parlando indica un regime autogovernato in cui la nazione si chiude alle relazioni con l'estero per raggiungere uno stato di auto-bastevolezza). Wenger, per nulla entusiasta dell'idea, viene colpito però dall'affermazione di un suo studente, scettico sulla possibilità del ripresentarsi di un'autarchia in una Germania che molto ha già subito ed imparato da quello che forse è stato il regime autarchico più famigerato della storia: il Reich nazista. A questo punto l'idea è stimolante: perchè non instaurare un esperimento sociale che illustri in maniera pratica il regime autarchico, stabilendone uno all'interno della classe?

Le fasi iniziali sono divertenti, quasi esaltanti: stabilire un reggente è facile, e Wenger si autoproclama "Herr Wenger", leader del movimento. Viene stabilito un nome (l'Onda per l'appunto), un saluto distintivo e pure un'uniforme, il tutto nell'allegria generale degli studenti, che nell'entusiasmo dell'insolito progetto cominciano ad immedesimarsi sempre di più, confondendo e superando il sempre più labile confine tra progetto scolastico e realtà.

E se credete anche voi che una tale eventualità sia impossibile e che la storia sia solo frutto dell'immaginazione, allora è necessario dirvi che il film si rifà ad una storia vera, documentata nel libro omonimo di Todd Strasser.

L'esperimento è conosciuto col nome di "la terza Onda", all'origine del quale ci sarebbe il concetto che in una serie di onde, la terza è l'ultima oltre che la più consistente.

Nel 1967 il docente di storia di un liceo californiano, Ron Jones, provò esattamente coi suoi studenti la stessa cosa: la formazione di un'autarchia partendo dall'incapacità dei suoi alunni di comprendere come si possa essere arrivati ai campi di concentramento tedeschi. Il professor Jones allora decise di mostrarglielo con un esperimento sociale, simile a quello rappresentato nel film. Il primo giorno Jones educò i suoi studenti a concetti semplici come postura e posizionamenti all'interno della classe. Col passare dei giorni associò al suo corso di storia concetti nazionalisti, comunitaristi e disciplina. I risultati accademici dei suoi studenti migliorarono, ed al corso cominciarono a partecipare anche ragazzi del resto della scuola. Al terzo giorno da 30, i partecipanti diventarono 200. Al quarto giorno Jones comprese di star perdendo il controllo sull'esperimento e decise di porvi fine, con un coup de théatre magistrale: confessa che in realtà il suo è un movimento a livello nazionale, ed invita gli studenti al primo discorso del leader del movimento, che avrebbe reso pubblica alla nazione l'esistenza della "terza onda". Ma quando gli studenti si trovarono di fronte ad una tv che non trasmetteva nulla, Jones spiegò che avevano tutti partecipato ad un esperimento sul fascismo, e che quelle che avevano attuato era esattamente le stesse dinamiche attuate dai cittadini tedeschi che hanno poi portato in auge il terzo Reich, subito prima di mostrare un film sugli orrori nazisti.

Tornando al film, "l'Onda" si pone l'obiettivo di indagare su un argomento tanto scottante quanto intrigante. Le idee sono molte, ed il film, soprattutto nella parte iniziale, ha un tasso di coinvolgimento altissimo. Purtroppo però, Gansel cerca di dare un appeal un po' troppo vicino ai film adolescenziali americani, operazione che andrà a discapito di molti punti su cui invece, si sarebbe potuto scavare molto più a fondo. Il puntare sulle dinamiche che si innescano tra i ragazzi, senza però mostrare i diversi motivi che le scatenano, è purtroppo una grande pecca. Ma non significa, che il film sia da buttare: alto è l'intento didattico, e tutto sommato, se Garrel si è prefisso l'obiettivo pedagogico, ci ha azzeccato. Insomma, il film (volutamente o no) ha come target un pubblico decisamente molto giovane, e riesce nell'intento di chiarificare quali potrebbero essere le derive di un totalitarismo. Sono difatti riconoscibili tutti i meccanismi che stanno alla base di un regime autarchico, e come gradualmente questi abbiano uno sviluppo preciso. Vedere dei ragazzini sicuri di ripudiare gli orrori totalitaristi, per poi invece diventare feroci fautori di concetti alla base degli stessi regimi che prima ripudiavano, mostrano come in realtà siamo esseri fragili e facilmente abbindolabili da propagande mirate. "L'Onda" pone un punto di domanda fondamentale, e ci pone nella consapevolezza che nessun messaggio politico e nessun leader anche vagamente violento nei concetti può essere preso sottogamba, pena l'annullamento di una condizione di libertà individuale e sociale che è stata conquistata con fatica, sangue e sofferenza.

GIUDIZIO

  • Ritmo: 8
  • Sentimentalismo: 5
  • Comicità: 4
  • Suspense: 7
  • Paura: 10
  • Scenografia: 8

In vendita su:
Amazon (DVD, Blu-Ray)
iTunes Store