Cose che nel 2018 sembravano il futuro

Nel 2013, all'ultimo anno di liceo, scrivevo qui di un'app che sbloccava il Mac bussando sull'iPhone. Rileggendola oggi fa sorridere, ma allora ci credevo. Quando abbiamo chiuso Tasc, nel 2018, di cose "che erano il futuro" ne giravano molte di più. Ne ho messe insieme otto, giudicate voi com'è andata.

  1. Bitcoin. A fine 2017 era arrivato quasi a 20.000 dollari e tutti dicevano che le banche avevano chiuso. Bitcoin c'è ancora, ma lo comprano i fondi d'investimento. Noi il caffè lo paghiamo col bancomat.
  2. L'auto che si guida da sola. Doveva arrivare entro il 2020. Esiste, ma solo in alcune città americane e solo come taxi. Qui guidiamo ancora noi.
  3. La realtà virtuale. Il visore doveva sostituire la tv in salotto. Ne hanno venduti pochi, e quello di Apple da quasi 4.000 euro non ha cambiato le cose.
  4. La blockchain. Nel 2018 la mettevano ovunque: nei pomodori, dal notaio, nel voto. Oggi non la nomina più nessuno.
  5. Alexa in ogni stanza. Nelle case dove c'è, di solito è una sola e serve per mettere la musica o il timer della pasta.
  6. I droni che consegnano i pacchi. Amazon li aveva annunciati nel 2013. Negli Stati Uniti oggi volano davvero, in una decina di città, e entro fine anno ne promettono cinquecento. Ci hanno messo tredici anni. In Italia il pacco lo porta ancora il furgoncino, e se non sei in casa lo lascia dal vicino.
  7. Netflix che uccide la tv. Ci è riuscito, però adesso abbiamo sette abbonamenti diversi e su Netflix è tornata la pubblicità.
  8. I chatbot. Nel 2018 erano la cosa più ridicola della lista, Facebook aveva appena chiuso il suo assistente. È l'unica che si è avverata davvero, e nessuno ci aveva scommesso.

Non so che lezione tirarne. Però la prossima volta che leggete una lista di cose che succederanno entro il 2034, salvatela da qualche parte.