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Voto elettronico: sogno o realtà?

In occasione delle recenti elezioni del Presidente e del Congresso degli Stati Uniti d'America, sicuramente in molti si saranno chiesti: ma come fanno, nonostante l'elevato numero di elettori, ad avere i risultati del voto in così breve tempo? Tutto grazie al voto elettronico che azzera di fatto il tempo necessario allo scrutinio manuale delle schede elettorali cartacee. Ecco come funziona e dove viene usato.

Come funziona

Prima di dare uno sguardo alla diffusione del voto elettronico nel mondo, ecco le quattro tipologie principali di sistemi sviluppati per il voto elettronico:

  • A registrazione elettronica diretta (DRE): questo primo sistema si avvale di un computer touch screen: l'elettore, semplicemente toccando lo schermo, esprime la sua preferenza. In alcuni casi il computer stampa una scheda elettorale riportante la preferenza che l'elettore deve provvedere a piegare e inserire nell'urna.
  • A scansione ottica: questo secondo sistema è, per alcuni versi, l'esatto opposto del precedente. In questo caso, infatti, l'elettore esprime il voto su una scheda cartacea che viene successivamente inserita in una macchina ed interpretata. Com'è facilmente intuibile, questi sistemi soffrono spesso di problematiche dovute a errori di lettura (causati, ad esempio, da segni posti al di fuori degli spazi previsti).
  • A schede perforate: questo terzo sistema, conosciuto in quanto largamente usato nelle elezioni statunitensi, si basa su delle schede che l'elettore deve perforare per esprimere la propria preferenza.
  • Internet voting: Con questa denonimazione si intende un insieme di sistemi che permettono all'elettore di votare tramite internet. Nonostante siano molto comodi, veloci e poco dispendiosi, i sistemi di internet voting soffrono di diversi problemi come, ad esempio, la tutela della privacy e della riservatezza del voto o la protezione da attacchi informatici.

Pro e contro

Come ogni cosa, il voto elettronico presenta i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

Oltre ad offrire una maggiore velocità e un minor costo di gestione, l'e-voting è senza dubbio sinonimo di comodità: tra non molto tempo, infatti, si potrà votare in qualunque luogo e in qualunque momento grazie al voto via internet. Questa maggiore comodità ovviamente si tradurrebbe in una maggior partecipazione dei cittadini soprattutto coloro i quali sono impossibilitati a recarsi ad un'urna elettorale come gli anziani e i degenti.

Tuttavia, allo stato attuale, permangono alcune questioni irrisolte riguardo il voto elettronico che ne hanno rallentato parecchio la diffusione come la minor sicurezza, privacy e segretezza.

Dov'è usato

Questa mappa pubblicata dal sito e-voting.cc permette di rendersi conto dello stato dell'opera. Come si può notare, una consistente parte del mondo, al giorno d'oggi, ha già adottato il voto elettronico e sono molti gli stati (come l'Italia) che stanno conducendo delle sperimentazioni al riguardo. Alcuni stati (come gli USA) hanno dato il via anche al voto via email mentre altri, come la Germania e il Regno Unito, lo hanno abolito nel giro di breve tempo dopo una sperimentazione su larga scala per incostituzionalità o irregolarità riscontrate.

In Italia il voto elettronico non è mai stato sperimentato in larga scala ma solamente in alcune zone come la Provincia Autonoma di Trento. Si sta invece collaudando con successo, dalle elezioni politiche del Maggio 2001, lo scrutinio elettronico che non ha i problemi di segretezza, privacy e sicurezza sopra citati ma permette, allo stesso tempo, di avere nel giro di poco tempo i risultati delle votazioni.

Sogno o realtà?

Il voto elettronico, una realtà consolidata in alcune parti del mondo, in altre, come in Italia, è solamente un sogno. Ma siamo sicuri che il voto elettronico rappresenti veramente un passo in avanti, che possa portare più vantaggi che svantaggi, che possa rendere più snelle e veloci le operazioni di voto? L'abolizione di questo sistema da parte di ben due stati europei è un sintomo del basso rapporto vantaggi/svantaggi dell'e-voting?

Al momento risulta impossibile rispondere a queste domande a causa della giovane età del sistema; solamente le sperimentazioni su larga scala saranno in grado di dare, tra qualche anno, delle risposte certe.