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L'energia della Red Bull

L'energia della Red Bull

Chi non conosce la famosa bevanda energetica Red Bull? Questo energy drink è stato il primo ad entrare nel mercato, riscuotendo un così ampio successo da riuscire a vendere, nel 2011, l'incredibile numero di 4,631 miliardi di lattine. Ma cosa c'è dietro a questo successo planetario?

La bevanda

La Red Bull è stata la prima azienda a produrre in serie un energy drink. Il nome ha un significato ben preciso. Infatti, il suo fondatore, Dietrich Mateschitz, durante un viaggio di lavoro in Thailandia, per riprendersi dalle fatiche emerse durante le ore trascorse in aereo, bevve una bibita rigenerante locale: la Krating Daeng, che in italiano si può tradurre come "Bufalo rosso d'acqua". Tale bevanda era molto diffusa in Asia, in quanto aiutava i contadini del luogo a riprendersi dalla stanchezza e a sostenere anche orari lavorativi notturni. Mateschitz, intuendo le potenzialità di questa bevanda, strinse una collaborazione con il produttore della bibita e ne avviò la commercializzazione. adattando ingredienti, nome e packaging ai gusti del mondo occidentale. Con la storia ci fermiamo qui, ma proseguiamo con un altro punto importante: gli effetti. Mateschitz sostiene che la Red Bull è un vero e proprio stimolante energetico fisico e mentale che migliora le prestazioni, la capacità di reazione e di concentrazione, e la soglia di attenzione, aumentando la sensazione di benessere e stimolando il metabolismo. Effetti che lui dichiara, ma che nessuno ha mai certificato, almeno scientificamente. Quel che è certo è che la bevanda è stata pensata come uno stimolatore per il cervello delle persone in evidente stato di sforzo fisico e stress, non per essere usata come bibita rinfrescante o accompagnata da alcolici.

Il marketing

Bisogna quindi sottolineare il concetto fondamentale per cui la bevanda è stata commercializzata, ossia quello di rigenerarsi dalle fatiche e dallo stress. Un modo, insomma, di ottenere nuova energia. E qui Mateschitz ha un'intuizione davvero geniale: perché non associare il concetto di energia agli sport estremi, che per definizione richiedono molte forze? Ecco allora nascere un gran numero di sponsorizzazioni in queste tipologie di sport.

Formula 1

Uno dei marchi più prestigiosi nel mondo dei motori in generale è quello della Red Bull Racing, ossia la scuderia che da quattro anni, dal 2010 al 2013, detiene i titoli Mondiali Piloti (grazie a Sebastian Vettel) e Mondiali Costruttori (con il contributo di Mark Webber). La Red Bull entrò nel mondo di una delle massime competizioni di macchine nel 2004, quando acquisì la scuderia Jaguar, e dopo qualche anno di alti e bassi, ha letteralmente dominato in lungo e in largo. Tanti sono i meriti della Red Bull di aver ottenuto ottimi risultati; Tasc ve ne cita tre: il perfetto sviluppo della macchina, la creazione di un vivaio (da cui proviene Vettel) e l'ottimizzazione in tempo reale (curiosi? Leggete qui). Meriti che hanno pagato: provate a pensare quale enorme ritorno d'immagine la Red Bull può aver ottenuto da tutte queste vittorie.

Moto e altro

Nel mondo delle due ruote la Red Bull si è invece assicurata due piloti molto forti: Travis Pastrana, motociclista che corre in supercross, motocross e motocross freestyle (corse sponsorizzate anche dalla marca austriaca), e Marc Marquez, fresco vincitore del mondiale di MotoGp all'età di soli 20 anni. Vi immaginate? L'idea di un ragazzo così giovane che batte veterani del calibro di Valentino Rossi, Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo e che sconfigge lo stress con una lattina di una bibita energetica è qualcosa di davvero vincente. Altre partecipazioni derivano dal mondo della bike, sponsorizzando eventi specialmente di bmx. Ma anche dal windsurf, dal base jumping, dallo snowboarding.

Calcio

Mateschitz ha poi virato anche su sport più classici, come il calcio, in modo da aumentare il bacino di utenti da conquistare, utilizzando come valore simbolico le forti emozioni che il pallone può regalare. Quattro sono le squadre che sono state sponsorizzate: Red Bull Salisburgo, Red Bull Brasil, Red Bull Leipzig e New York’s Red Bulls; per quest'ultimo team è stato costruito il più grande stadio mai realizzato in America. Il suo nome? Red Bull Arena, ovviamente. Inoltre, è stato sponsorizzato da poco l'evento RedBullStreetMatch, ossia una competizione di riferimento per tutti coloro che amano il gioco dello street soccer, organizzando partite e tornei ad un livello nazionale.

Insomma, Red Bull ha puntato davvero forte sulle emozioni, sull'adrenalina, sulla spettacolarità, sfruttando il concetto di energia che questi sport provocano. E ci ha azzeccato alla grande, grazie anche ai risultati ottenuti nelle varie discipline.

Guerrilla marketing e pubblicità

Ma l'azione della Red Bull non si ferma qui. Molte altre sono infatti le manovre di marketing avviate dall'azienda austriaca. Tra le varie ci sentiamo di citarne una in particolare: in alcune famose città, l'azienda ha mandato in giro alcune Mini dai colori tipici del marchio austriaco con sopra una grande lattina di Red Bull. In concomitanza, nelle piazzole venivano distribuite lattine in maniera completamente gratuita. L'evento ha riscontrato un grande successo, grazie proprio alla novità delle macchine stesse.

E come non ricordare tutte quelle pubblicità che vediamo spesso in televisione, "Red Bull ti mette le ali"? Il messaggio qui è chiaro e semplice: questa bibita energetica rende le persone leggere, svuotate da ogni stress, da ogni cattivo pensiero,  da qualsiasi problema. Ma soprattutto cariche, con nuove energie, completamente rivitalizzate. Ogni video sembra quasi una barzelletta, una battuta, ma avete presente il famoso detto "C'è sempre un pizzico di verità in ogni scherzo"? Bè, in questo caso non è solo un pizzico, ma tanto di più.

Content marketing

Ultimo, ma non per importanza, il canale multimediale. Accedendo al sito di Red Bull, sembra di essere entrati in un notiziario sportivo. Ma quello che più colpisce è che non c'è neanche l'ombra di una lattina, nemmeno un piccolo accenno. Come mai? Più che evidente è il riferimento al content marketing, ossia quel tipo di marketing caratterizzato dalla creazione di contenuti rilevanti, interessanti e di qualità al fine di attirare, conquistare e fidelizzare i clienti. Il senso del content marketing è quindi quello di fornire ai consumatori informazioni di valore che possano fornire un'esperienza positiva per il brand in questione. Ed il sito Red Bull è un ottimo esempio di tutto ciò: al suo interno troviamo notizie degli sport prima descritti, in modo da trasmettere un messaggio specifico: se bevi Red Bull, guadagni energie e poi vinci. Semplice ma efficace.

Conclusioni

Cosa possiamo imparare da tutto questo? Possiamo capire che non basta creare un prodotto innovativo, ma bisogna sapere lavorare sui consumatori: attirarli e poi tenerli. Una cosa non da poco, perché il mercato è pieno zeppo di bevande alternative. Red Bull ha saputo cogliere appieno il concetto alla base della sua bibita in modo da creare un vero e proprio status symbol, un valore che va oltre il significato stesso di energia. Insomma, in altre parole, Red Bull ha creato un vero e proprio stile di vita. E tutto ciò ha avuto un enorme successo: i 4 miliardi di lattine vendute lo dimostrano.