Google I/O 2014: Android L, Android TV & Cloud
Ore 18, scandito da un elaborato sistema, il tempo dell'attesa sta per scadere: l'evento Google dell'anno sta arrivando. Come sempre in questi casi, la sala è al completo, designers, developer e curiosi affollano le poltroncine, quasi tutti attaccati al proprio dispositivo portatile a registrare le proprie impressioni sulla giornata.
E come sempre, il vostro Cast seguirà l'evento in diretta...da casa (grazie Google per la diretta YouTube!).
Android One
Lo smartphone pensato ed ideato proprio per i mercati e paesi in via di sviluppo, ovvero dove la possibilità di accedere al web è limitata ad un 10% della popolazione; che meriterebbe di più, ed ecco allora che nasce il dispositivo "high quality, low cost" con il sistema stock Android, con l'auto-installazione delle app e degli stessi aggiornamenti Google.
Il progetto Android One si ispira ad ideali davvero notevoli, ma naturalmente c'è una bella fetta di mercato che si apre grazie al progetto: prevale la logica di mercato oppure il desiderio di partecipazione e condivisione di tutto? Siamo fiduciosi, vista anche la crescente fetta di developer "extra-G8" entrata recentemente nella rete di Google.
Non ci accontentiamo, vogliamo le immagini!" ed ecco che spunta sullo schermo il primo esempio di Android One: Micromax, ovvero uno smartphone Dual Sim da 4,5", dotato di scheda SD e radio FM; il tutto, a meno di 100$. Finora non era mai stata concepita una cosa simile!
Sarà disponibile in India a partire da questo Autunno, e presto raggiungerà altri paesi; e non sarà il solo, ma in compagnia di altri due, Karbonn e Spice.
Material Design
Ovvero quello che non ti aspetti: una bella ventata di freschezza per quanto riguarda la grafica. Android non conosceva una "rivoluzione" nel design da molto, ed ecco che i pixel assumono la terza dimensione: la profondità; dalle prime immagini sembra essere veloce, leggero e rispondere in tempi brevi, ma non diamo ancora giudizi definitivi.
Ascoltiamo rapiti Matias Duarte, il Vice Presidente del settore Design di Google, mentre lo sguardo è catturato dalle novità grafiche nel dispositivo Android. Un riadattamento anche per il font Roboto, ora visibile perfettamente dal vostro smartwatch alla TV, e per le icone, (finalmente) diventate tonde.
E sì, Material Design sarà funzionante anche sul web.
Android Wear
Sul palco c'è David Singleton, Ingegnere Capo per Android: e in mano ha uno smartwatch LG G. Perché uno smartwatch? Per diminuire le volte in cui, quotidianamente, ciascuno di noi controlla il proprio telefono (davvero sono 125?); ed ecco allora che parte la demo, in cui vediamo il LG G passare dal bianco e nero ai colori, appena arriva una notifica. A quanto pare è possibile gestire praticamente ogni cosa direttamente dall'orologio, non soltanto le notifiche, ma anche reminder, telefonate, note e pure silenziare il proprio telefono.
In pratica, un telecomando che ci permette di controllare il nostro telefono, magari lasciato sulla scrivania mentre siamo al bagno!
Non vi basta questo LG G? Eccovi il Moto 360!
Come se tutto questo non fosse abbastanza, lo smartwatch LG G è disponibile per il pre-ordine sul Google Play Store, già da questa sera, assieme al nuovo Samsung Gear, mentre il Moto 360 finirà sul mercato a fine Estate.
Android Auto
La sezione relativa all'utilizzo, completamente vocale, di Google Now per le automobili, al fine di evitare l'utilizzo del cellulare quando si è alla guida. Con tutta una serie di app disponibili: oltre a Google Maps, potremo comandare il nostro smartphone di scegliere la musica su Spotify e di inviare messaggi vocali.
La scelta di case automobilistiche che fanno parte del progetto Open Automotive Alliance è praticamente infinita, visto che rientrano tutti i principali gruppi mondiali del settore: avremo così la possibilità di utilizzare il nostro smartphone compatibile in qualsiasi auto saremo alla guida. E l'arrivo è previsto in contemporanea con Android L, entro la fine dell'anno.
Android TV
Ed eccoci qua: quello che tutti si aspettavano, quello che il mondo tech attendeva, l'annuncio della Android TV.
David Burke è tornato sul palco, e c'è un bel divano a fargli compagnia; l'annuncio è di quelli importanti "This isn't a new platform, that's the point. It's the same thing as phones and tablets". Aspettiamoci perciò un sistema di cloud, che permetta di connettere tutti i nostri dispositivi Android.
La app Android TV è disponibile su Android L, e supporta il comando vocale. Interfaccia pulita, semplice e rigorosa, come da miglior tradizione Google: e anche con il vostro smartwatch Android potrete controllarla. (Eccolo, il telecomando universale!)
Perché, anziché un film, non giochiamo? Sì, prendiamo un controller (Xbox One?) e giochiamo: qualsiasi cosa è permessa, dal giochino minimal ad NBA Jam!
Quali saranno i dispositivi che adotteranno Android TV? SONY c'è, ma ci sono anche Philips, TPvision e Sharp, tutto ciò che uscirà nel 2015 in HD e in 4K.
Chromebook
Il mercato dei Chromebook è davvero in espansione: su Amazon, nella classifica dei migliori primi 10 laptop, tutti e 10 sono Chromebooks; brava, Google.
Sempre Sundar Pichiai ci mostra come, avvicinando lo smartphone al laptop, è possibile connettersi al proprio Chromebook, associando quindi al laptop chiamate, notifiche, messaggi e note. La resa, intuitiva al massimo, è davvero semplice e chiara, e difatti il mercato dei laptop nelle scuole primarie americane è dominato dai Chromebook.
Volete davvero saperlo? Ok: Samsung ha concesso i propri "servigi" a Google. Proprio così.
Google Drive & Microsoft Office
Niente più problemi nel convertire file, aprirli con strane app o scervellarsi per capirne la provenienza: Quickoffice in formato Docs e Sheets, possibilità di utilizzare Word; in una parola, semplificare.
La spinta di Microsoft Office nel mondo professionale e delle imprese è spaventosa: a partire dall'uso che ne fanno 72 delle migliori 100 università del mondo, il 67% delle start-up ha scelto di utilizzare la piattaforma di Google per tutto il proprio lavoro.
È l'ora del video, davvero potente in fatto di ispirazione: proprio ciò che Tasc ama!
Il giovanissimo team creatore di Hello Navi sale sul palco. E un applauso caldo, avvolgente, duraturo, è capace di emozionare più delle creature tecnologiche presentate.
Diverse proteste salgono dal pubblico nei confronti di Google, accusata di essere una multinazionale che uccide persone e sfrutta le vere emozioni a proprio vantaggio. Passiamo oltre.
Come se non bastasse, ad un tratto la presentazione del Google Cloud si blocca. Cattivo biglietto da visita, Google.
Conclusioni
Tralasciando la miriade di novità (piccole) introdotte, dove sono i Google Glass, quelli definitivi? Dov'è la scintilla rivoluzionaria, quella cosa capace di farci girare dall'altra parte al solo pronunciarla?
Ok, Google Fit Platform ha il sostegno delle due più grandi aziende in campo sportivo, adidas e Nike, ma cosa c'è di più?
La sensazione che ci lascia è un piccolo buco nello stomaco, un non saziare l'infinita ricerca di novità, di puntare sempre al miglior oggetto con le migliori caratteristiche: e quando questo non accade ci sentiamo insoddisfatti. La realtà è ben altro, e cioè la capacità di lavorare con il marketing che questi colossi hanno è qualcosa di ragguardevole. Le sole cifre di persone che ogni giorno pendono dalle loro labbra sono incredibili a tal punto da far rabbrividire uno studente di statistica; ma fortunatamente non siamo giornalisti assetati, il mondo ci offre miriadi di geniali imprese, tonnellate di cervelli freschi in grado di donare al mondo una pennellata di genio. E quindi d'ispirazione.
In definitiva, così come per lo stesso evento Apple di qualche settimana fa, l'ottava arte o anche "curiosità morbosa" rimane insoddisfatta; e se per un developer tutti i nuovi particolari, perfezionati e messi a punti, sono una costante fonte d'alimentazione, per noi semplici appassionati geek non rappresentano che il contorno di un pranzo mai davvero servito.
Va bene Android L, va bene la Android TV, ma uno stuzzichino di Glass poteva rientrare nel menu!
Ah, giusto per farci invidia, alla fine dell'evento un gadget è stato assicurato a tutti i partecipanti; e possiamo star certi che non sarà un banale portachiavi, ma un bel Moto 360, magari.
Un plauso va sicuramente al progetto Android One, capace di dare nuova linfa ad un mercato in fase di saturazione, unendo l'utile al dilettevole, al fine di consentire a quanta più popolazione possibile di raggiungere il web, che significa maggior condivisione delle informazioni e (speriamo) una miglior condizione di vita.
Tutte le immagini sono proprietà esclusiva di The Verge
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