Gevva, il nuovo Google
Google, trema: tre ragazzi hanno creato qualcosa che può davvero essere pericoloso per te. Stiamo parlando di Gevva.
La storia
Gevva nasce da un hackatlon al liceo Horace Mann School a Riverdale, New York, dove i tre fondatori Sahil Gupta, Stan Zhang e Cavan Klinsky hanno presentato la loro semplice idea: "Prendiamo i titoli più cercati, le indicazioni più veloci e i ristoranti migliori, cosicché gli utenti possono visualizzare sul loro schermo ciò che esattamente stavano cercando, senza dover fare ulteriori tap per ricercare informazioni più precise; in pratica, Gevva unifica tutte le funzioni in una soluzione unica, semplice e veloce". In altre parole, Gevva non è un motore di ricerca, è un 'motore del fare'. È un'idea semplice, ma incredibilmente funzionale; e, se pensiamo al fatto che è stata sviluppata da tre giovani diciassettenni, rimaniamo ancor più impressionati.
L'idea, a pensarci bene, è piuttosto innovativa. Google, il motore di ricerca più usato al mondo, restituisce milioni di risultati alla richiesta di una determinata voce; in pochi casi riesce a offrire risultati diretti all'obiettivo cercato dall'utente, come ad esempio quello della calcolatrice. Gevva, oltre ad offrire questi risultati, va oltre il concetto di "cerca e trova" e dei pochi risultati interpretati da Google: ad esempio, se digitate "converti immagine in png", vi offre subito uno strumento capace di soddisfare la vostra richiesta; o, ad esempio, se cercate un ristorante vi fornisce subito indicazioni su come raggiungerlo e il tempo necessario. È come se fosse un Wolfram Alpha per ogni categoria, e non solo della matematica.
Per capire con i vostri occhi come funziona Gevva, vi lasciamo al video che si trova sul sito ufficiale.
Il futuro
Ora Gevva è alla ricerca di centomila dollari, necessari a realizzare un primo, consistente prototipo e una struttura di sviluppo capace di sostenere tutte le richieste, anche le più complicate. Ma i ragazzi tengono la testa a posto: il loro scopo non è quello di poter già guadagnarsi uno stipendio, tant'è che per mesi hanno lavorato al progetto senza finanziamenti e sfruttando soltanto le loro capacità di programmatori acquisite da autodidatti.
Se siete interessati a provare questo fantastico e innovativo 'motore del fare', potete richiedere un invito alla private beta sul sito ufficiale.
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