Sai disegnare font? Sai disegnare macchine
Art Center College of Design, Pasadena, California. Scrivanie, fogli, matite, bozzetti, tantissimi disegni su poche scrivanie, e futuri car designers che stanno studiando. Studieranno chissà cosa, penserete voi. E invece no, stanno studiando qualcosa che vi sorprenderà: tipografia. Incredibile vero?
Incredibile, ma sensato. Perché ciò che si impara nell'insegnamento della tipografia è un insieme di concetti che andranno poi applicati alla perfezione nel design di nuove vetture. Difatti, le lettere hanno bisogno di "funzionare": che si parli di schermi di computer o di smartphone, di televisioni o di poster, di tabelloni o di mappe, i caratteri devono essere leggibili ad un'utenza enorme, devono cioè essere facilmente comprensibili e garantire un'esperienza di lettura semplice e veloce. Come la storia del font della metropolitana di Londra, ad esempio, che di insegnamenti ne ha portati davvero tanti.
Il font della London Underground
1908: Frank Pick, che lavora alla Underground Electric Railways Company of London, è responsabile della maggior parte dell'iconografia della metropolitana. Il suo lavoro viene apprezzato da molti ma, a distanza di 4 anni, questi si accorge della moltitudine di font che assilla poster, cartelloni, affissioni. E capisce due cose: la prima, che questa casualità dei typeface fa apparire la società come una piccola azienda che cerca di farsi conoscere nel mercato senza però dare un'identità precisa di sé stessa; la seconda, ancor più importante, che i typeface mal realizzati contribuiscono ad influenzare negativamente i viaggi dei passeggeri. Pick quindi capisce che bisogna cambiare qualcosa e, una volta realizzata la sua incapacità a progettare nuovi font, assume Edward Johnston, persona che si rivelerà poi fondamentale. Pick in particolare desiderava un carattere che fosse facile da leggere quando la metro era in movimento e in condizioni di cattiva luce, e completamente diverso da ogni altro carattere esistente. Una sfida ardua, che ha richiesto tre anni di lavoro, ma che ha portato ad un risultato così soddisfacente per Pick il quale, neanche a dirlo, rimase estremamente soddisfatto: il primo vero moderno carattere Sans-Serif. E, ciliegina sulla torta, venne creata anche la Roundel, ossia quella corona circolare di colore rosso simbolo inconfondibile della Underground.
Rivisitazione
Nonostante il Johnston Sans avesse colpito nel segno per bellezza, semplicità, alta leggibilità e perfezione, nel '79 venne fatta richiesta a Eiichi Kono di dare un restyling. Il dubbio era: com'è possibile migliorare qualcosa che già di per sé è perfetto? Il fatto è che il restyling fu commissionato per due motivi: il Johnston Sans era stato progettato affinché le sue lettere venissero stampate in blocchi di legno e metallo - mentre il mondo evolveva verso la stampa fotografica - e perché c'era la richiesta di nuove affissioni in posti particolari, posti che non erano stati inclusi nell'iniziale progettazione del font - con il rischio quindi che ci fosse una minore leggibilità. Tra l'altro, il Johnston Sans non era stato pensato per essere usato in stampe piccole e nelle versioni bold e italic. Certo era che Eiichi non era così esperto di font quando il suo studio gli ha assegnato tale re-design; per questo egli ha dovuto ripartire da 0, ricominciare dalle fondamenta, e studiare quanto Johnston aveva lasciato in eredità. Insomma, fare un nuovo lavoro, cercando di mantenere quanto di buono - praticamente quasi tutto - era stato fatto in precedenza, era un'impresa piuttosto ardua. Tra l'altro Eiichi scoprì, con suo dispiacere, che alcuni passaggi della progettazione non potevano più andare bene per le nuove richieste (come l'altezza della lettera x).
Ma alla fine Eiichi seppe progettare un font perfettamente adatto agli scopi richiesti, conciliando anche la bellezza del primo Johnston. Il typeface ridisegnato venne chiamato New Johnston.
Quello che va sottolineato in tutta questa storia è la dedizione, l'impegno, la tenacia nel progettare e realizzare il font: sia crearlo da zero come fece Johnston, sia migliorarlo come fece Eiichi. Inoltre, cosa ancor più importante, va evidenziata la precisione necessaria per l'intero corso produttivo: ogni minimo dettaglio non va lasciato al caso, ogni punto deve essere analizzato in profondità, in un processo che richiede una grande capacità di pensiero e ragionamento: dover prestare attenzione a creare un carattere che sia leggibile da tutti, in tutte le posizioni, non è certo un qualcosa da tutti i giorni. Ma Johnston ed Eiichi ce l'hanno fatta, nonostante i (necessari) tempi lunghi. Perché alla fine, si sa, la qualità paga, sempre. E così sembra si ragioni anche in Bmw.
Le nuove vetture
Nel progettare nuove macchine il percorso è simile: si parte da un po' di bozzetti, se ne scelgono alcuni, ci si lavora sopra fino in fondo, in un processo fatto di linee, prove, simulazioni a computer che può durare addirittura due anni, come per la nuova linea di Bmw Serie 4.
Guardate il muso di questa Serie 4 Coupé: è impossibile notare un difetto. Ogni linea, ogni curva, ogni dettaglio è curato maniacalmente. Niente è lasciato al caso, tutto è pensato e realizzato perfettamente. Una serie 4 che fa pensare al successo, perché la bellezza di questa macchina è indiscutibile. Ma la vera bellezza sta proprio in questo fatto: chi vi sa garantire un prodotto così bello è qualcuno che, nel corso del suo apprendimento, ha studiato la tipografia. Ed ha avuto molta, molta pazienza.
Ti è piaciuto?
Ricevi i prossimi articoli di Tasc via email, appena escono.
Un'email a ogni nuovo articolo. Ti cancelli con un clic.