Cosa significa "di design"
Sempre più spesso si legge e si sente la parola "design", ma cosa significa veramente? Cosa descrive questa parola e perché ne viene fatto un uso così massiccio da pubblicità, riviste e grandi aziende?
In queste righe tenterò di spiegare cosa significa veramente "di design" e in quali occasioni è veramente opportuno usarlo.
Design o non design
Il design, inteso come progettazione vera e propria, esiste da secoli e se volessimo estremizzare potremmo dire che il primo oggetto di design fu un sasso di selce appuntito sulla cima di un bastone 4 milioni di anni fa. Ovviamente la storia insegna che il design di cui vogliamo parlare noi, e dunque il design inteso come progettazione di oggetti prodotti industrialmente, nasce con la Bauhaus di Weimar nel 1919 dalla mente di Walter Gropius che voleva fondere l'artigianato all'arte.
Ma non siamo qui per parlare della Storia Del Design, dunque tornando sulle nostre orme possiamo affermare che per design si intende la progettazione di un oggetto prodotto in serie e destinato ad una commercializzazione su larga scala.
Differenza tra design e Design
Dunque, se design è semplicemente un oggetto che viene prodotto in fabbrica, tutto il mondo è popolato da oggetti di design?
Da un certo punto di vista si, ma in realtà no. Spesso e volentieri chi produce un oggetto lo pubblicizza come "di design" per titolo e fama, ma in realtà un vero oggetto di design ha dietro qualcosa che tutti gli altri oggetti non hanno.
Come dice un mio professore, nonché designer: "Il design non è: famolo strano!".
Questo omino portacoltelli non è Design è piuttosto un esempio di friendly design. La differenza è che se da una parte è vero che un oggetto di Design spesso è diverso dalla massa, dall'altro è altrettanto vero che deve essere pratico e utile (e non deve solo stupire). Purtroppo su Facebook (e non solo) è pieno di pagine virali che pubblicizzano foto di stravaganti oggetti puramente di friendly design, e così facendo stiamo educando i consumatori a credere che design sia qualcosa di strano e divertente, come un telefono hamburger.
Progettare un oggetto di Design
Una massima per progettare qualcosa di design potrebbe essere: "Crea qualcosa che non esiste".
Ma ovviamente è falso oltre che quasi impossibile, e nel mio articolo "Apple VS The World" spiego perché il design e l'innovazione non sono solamente inventare ma anche migliorare.
Sedia Wassily (o Modello B3), creata dalla mente geniale di Marcel Breuer, prima allievo e poi insegnante alla Bauhaus.
Cosa ha di speciale questa seduta? Le poltrone esistevano già, le poltrone in metallo anche e i tubi in ferro pure. Ma Brauer ebbe l'intuizione di rendere minimale una seduta, togliendone la pesantezza. Usò i tubolari in acciaio cromato come nessuno fece prima (nell'ambito delle sedute, ma mobili così già esistevano) e diede alla poltrona un senso di vuoto e leggerezza. Potremmo dire che ha stilizzato il concetto di seduta; e penso che chiunque vedendo questa poltrona possa affermare con certezza che è un oggetto di Design.
Questa seduta è nata da anni di studi, di analisi, di concept. E stata figlia dei tempi rivoluzionari in cui si voleva disegnare il futuro e abbandonare il classico. Non è un omino portacoltelli, è una sedia esposta al MoMa di New York perché rappresenta l'inizio di qualcosa e il simbolo di un'era. E con questo non voglio dire che un oggetto di design debba avere per forza questi requisiti. Deve essere ottimi materiali, anni di ricerca. Deve essere stanze piene di fogli con mille idee e deve essere errori. Errori che si perfezionano.
Non vorrei tirare in ballo sempre Apple, ma la differenza tra un iPhone e un LG è che la Apple ricerca i migliori materiali, e ne scarta il 90%. Studia la forma con centinaia di prototipi e ci spende anni per perfezionarli. Li crea curati fuori, ma altrettanto dentro, dove nessuno vedrà mai (un po come l'HTC sta facendo negli ultimi anni).
I requisiti
Proverò a stilare una lista di ciò che un oggetto di Design deve avere per considerarsi tale:
Deve essere diverso, nel senso che non deve essere qualcosa di già visto e deve colpire ed avere carattere (un divano di design non è un divano a forma di labbra).
Deve avere una ricerca dei materiali, non per forza pregiati o costosi. Ma di sicuro non scadenti.
Deve essere curato come se ogni prodotto fosse fatto da un artigiano. Dunque se si produce una penna che verrà "stampata", da una macchina a stampaggio ad iniezione, si eviterà che la scossa venga fuori con irregolarità (filamenti o giunture in rilievo). E spesso questo comporta progettare anche il macchinario che produrrà quell'oggetto.
Deve nascere e maturare, nel senso che nulla è come lo si pensa la prima volta, e se qualcuno progettasse qualcosa come lo ha pensato all'inizio allora o è un genio o un'idiota. Tutto deve maturare, deve perfezionarsi. Una buona citazione che mi hanno insegnato è: "Non si finisce mai di progettare qualcosa, perché anche quando lo avrai finito dentro di te continuerai a volerlo migliorare". Che è un po quello che c'è dietro ai cellulari che escono ogni anno.
Deve piacerti. Qui è intuibile in senso. Deve piacere prima di tutto a te, perché solo così lo amerai abbastanza da volere il meglio e produrre qualcosa che possa stupire. Questo molte multinazionali non lo hanno ben presente.
Deve essere minimale, che non significa bianco e "cubico". Significa che deve avere il meno possibile ma fatto il meglio possibile. Nulla di superfluo, nulla di pesante, nulla di appariscente.
Costoso e ricchezza non sono sinonimi di design.
Deve essere maniacale, maniacale nel senso di preciso. Il colore, se fosse verde, non sarà mai un verde qualsiasi. La disposizione di ciò che lo compone non deve essere casuale. Ogni curva, smussatura, linea retta, concava o convessa deve essere studiata per poter far parte l'una dell'altra. Non posiamo fare un cellulare che ha i tasti tondi e poi mettere quello dell'accensione quadrato. Non ha senso e non è armonico. Così come è più coerente usare il più possibile misure simili (sull'iPhone tutti i fori hanno lo stesso diametro o sono collegati tra loro con leggi matematiche).
Integrazione verticale, ovvero la Apple. Ovviamente possiamo definirlo più largamente come l'idea di progettare il più possibile da se. Se si produce un oggetto elettronico sia hardware che software devono essere creati per coesiste. Se si tratta di una lampada si deve creare la scocca e le componentistiche con il minor numero di fornitori possibili, anche a rischio di dover progettare pulsanti e presa elettrica. Di sicuro alla fine risulterà migliore nonché più coerente.
In fine, e qui voglio citare un altro mio professore, deve giocare con la luce.
Prendere un cellulare qualsiasi e mettetelo sotto la luce del sole, quei giochi di rilessi e distorsioni rivelano la vera forma. È per questo che le pubblicità di auto hanno spesso molti riflessi sulla carrozzeria. Per accentuarne le forme. E se un oggetto è fatto bene e con passione, se è di design, quelle distorsioni saranno armoniche e gradevoli: delicate.
Conclusione
Ovviamente non sono un progettista (ad ora) ma sono nato in una famiglia di architetti, designer e creativi e ho sempre avuto una predisposizione per il design. Ho affrontato più e più volte le difficoltà di progettare qualcosa di design, e anche se non credo di aver creato nulla che sia degno della dicitura "di Design" ho capito però come perfezionarmi.
E l'ho scritto qui, perché possa altra gente capire che di oggetti veramente DI DESIGN ce ne sono pochi. Ci sono buoni oggetti, bei design, ma quelli che molte aziende nominano come creazioni di design, per lo più non lo sono.
Forse le mie idee sono ancora un po confuse. Ci rivedremo per ulteriori approfondimenti dopo la mia tesi ma vi consiglio vivamente la lettura di 2 libri che spiegano meglio di me tutto questo mondo complesso dietro al design.
Il primo è "Steve Jobs: La biografia autorizzata del fondatore di Apple" di Walter Isaacson. Ovviamente sono di parte, ma per i non amanti di Apple posso dire che da queste pagine non sempre Steve Jobs ne esce bene, umanamente, ma in quanto a design e progettazione può insegnare molto.
Il secondo è "Da cosa nasce cosa: Appunti per una metodologia progettuale" di Bruno Munari. Questo libro sta ai designer come la Bibbia sta ai Cristiani. Spiega meglio di tutti come si progetta, e come si progetta bene. Ma può anche servire per creare un buon biglietto di auguri. Insomma, se si è creativi non può mancare nella libreria.
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