Il Capo: il delicato lavoro nelle cave
Yuri Ancarani è un film-maker italiano nato a Ravenna nel 1972. Vari sono i suoi lavori, ma uno di quelli che più ha colpito Tasc è quello intitolato The Chief, ossia Il Capo. Se guardate questa preview capirete perché.
Questo video è soltanto una parte del cortometraggio lungo 15 minuti che si svolge presso Monte Bettogli, Carrara. Il protagonista è un uomo, Il Capo, che coordina i lavori in una cava di marmo. Il Capo controlla, coordina, indirizza, conduce i vari mezzi e i loro guidatori alle manovre più complicate. E questo, usando un linguaggio fatto soltanto di gesti, di segni, di indicazioni. Nessuna parola, il silenzio è rotto soltanto da quei rumori provocati proprio dalle macchine e dalla caduta di quei grandi blocchi di marmo appena "tagliati". Ma è un rumore piuttosto paradossale, che si fa leggero rispetto alla voluminosità e alla magnificenza di questo materiale che nel suo colore bianco striato si esprime in tutta la sua bellezza. Le parole non servono nemmeno a comandare le operazioni, come se il marmo meritasse il massimo del rispetto.
Ogni gesto diventa pertanto eleganza, ogni elemento si fa importante per la definizione di un contesto che esalti la bellezza del marmo. Persino la pelle scura del Capo, provata da anni e anni alla luce del sole, fa dimenticare la difficoltà di questo lavoro, creando invece contrasto con il colore del marmo stesso proprio per esaltarlo. Ogni elemento insomma, contribuisce a definire l'orchestra dove la sinfonia è composta da questi bellissimi massi bianchi. Il Capo è chiaramente il direttore, le ruspe sono gli altri musicisti, e il pubblico è lo spettacolare panorama che si erge dalle Alpi Apuane. E proprio come nell'orchestra, il lavoro deve essere diretto alla perfezione per poter estrapolare qualcosa di meraviglioso: tutto deve essere perfetto, sincronizzato, ben realizzato. La metafora con questa orchestra rende pertanto delicato un lavoro piuttosto rude, difficoltoso, anche pericoloso, nel quale il Capo ha un'elevata maestria, sa essere deciso ma allo stesso tempo leggero nei suoi movimenti. E nemmeno le ruspe appaiono così voluminose, irruenti come la prima impressione potrebbe suscitare: ogni oggetto, per quanto grande sia, è solo una piccola parte di qualcosa di molto più grande, di sublime, di una natura che sa rendersi grande, anzi enorme, rispetto all'uomo.
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