Tendenze

Car is over (if you want it!)

War is over, if you want it! (John Lennon & Yoko Ono)

Parafrasando idealmente il famoso slogan contro la guerra della coppia Lennon-Ono, i ragazzi della Iride Fixed Modena hanno ricavato il motto per il loro team ciclistico, l’Iride-Demode Squadra Corse.

Di strano non c’è nulla, se non che non si tratta di un normale team di ciclismo, ma di un’equipe di (spericolati) corridori di fixed bike, una delle nuove frontiere del ciclismo. In questa variante, più che in ogni altra, il rapporto tra uomo e mezzo è fondamentale, perché la sensibilità e la determinazione del corridore si rivelano più che mai sulle due ruote, in quanto queste bici non hanno i freni. E diciamo che andare a 40-45km/h di media (con picchi ancor maggiori in volata) senza freni è davvero da fuori di testa.
Uno di questi ragazzi è Tommaso Nolli, milanese classe ’94, che ci racconta la sua esperienza nel team nato nel 2012 e che partecipa al Red Hook Criterium, una sorta di Campionato del Mondo per team fixed.

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa innovativa disciplina?

Il contesto che circonda le gare è stupendo, tutti conoscono tutti e si festeggia sia prima che dopo la gara. Le carte in gioco per correre questo tipo di gare sono tante, il rider deve essere sia veloce e potente sia abile nella guida del mezzo in curva.
Intorno a questa disciplina c'è una community che segue il movimento attraverso le “garette illegali” il mercoledì sera al Parco Lambro (a Milano, ndr) e sui social network.
Inoltre quest’attività mi permette di girare il mondo e di conoscere persone nuove, il che non guasta mai!

Cosa si prova quando si scende in pista?

La pista è una vera e propria bolgia e il tifo del pubblico ti carica come una molla! Prima della partenza non nego che la paura e la tensione la fanno da padrone, ma appena si parte è adrenalina allo stato puro. Quando si passa sul rettilineo d'arrivo il tifo è talmente tanto che persino in mezzo al gruppo ti vengono i brividi.
Man mano che i giri passano e ci si prepara alla volata, è un continuo scambio di parole e spallate, ma i continui incitamenti ti fanno passare il male alle gambe e ti fanno spingere ancora di più sui pedali fino all’ultimo metro!

Ci racconti qualche avvenimento singolare e degno di esser ricordato?

Le gare sono relativamente corte, piene di imprevisti, e come dice il mio capitano Samuele Cai “In una gara del ‘Red Hook Criterium’ puoi vedere più cose che in un’intera stagione con le bici da strada”.
Le gare sono di notte, su bici senza freni sulle quali devi sempre e per forza pedalare, in un gruppo di 100 persone su un percorso con 15 curve di cui una ad uncino, quindi le gare sono sempre una "carneficina" ed ognuna è una storia a sé!

Perché secondo te una disciplina così underground sta ottenendo questo riscontro mainstream?

Questa disciplina sta ottenendo così tanta attenzione perché è un modo nuovo di vedere il ciclismo. Fino a 4 anni fa le gare erano illegali, ora sono un vero e proprio show alla quale accorre sempre più pubblico. Il Mondiale è sponsorizzato da Rockstar Games e nel giro di qualche anno si parla già di una diretta televisiva dell’evento iridato.
Le gare si svolgono sempre in luoghi suggestivi all’interno delle periferie di grandi città in giro per il mondo, come New York, Barcellona e Milano.

Lo scorso 11 Ottobre, proprio nell’ultima tappa sul circuito milanese allestito in zona Bovisa, l’Iride-Demode Squadra Corse si è laureata Campione del Mondo, complimenti!