Tendenze

Cosa guardo stasera #16: Il Profeta

16: per i santoni, i chiromanti e gli "oroscopo addicted" è il numero che incarna il cambiamento esistenziale, l'introspezione e l'esigenza di dimostrare la propria unicità dal confronto altrui ed è proprio per questo motivo che nella sedicesima puntata della nostra rubrica vi andremo a parlare di un film che raccoglie tutto quanto appena detto.

La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo! Il nostro Cast conta decine di persone abbastanza cinefile, e ogni Sabato avremo un membro diverso che preparerà le scelte per voi. Si tratterà di film non troppo scontati (Titanic e Avatar li avete già visti giusto?  ), a volte quasi sconosciuti, a volte recentissimi, a volte potrebbe essere uno spaghetti western, fatto sta che ogni film che vi suggeriremo avrà lo scopo di tenervi incollati al divano.

Ogni film scelto in questa rubrica è stato selezionato in base ai puri gusti personali dell’autore che l’ha scritto. Ogni Sabato la rubrica sarà curata da un autore diverso e quindi anche i gusti e i criteri di scelta varieranno.

Il Profeta

GENERE: AZIONE
PUBBLICATO: 2009

So che questo sabato vi sentite adrenalinici e che, in quanto nostri lettori, non soffrite della sindrome disco-compulsiva che affligge la gioventù italiana quando il weekend si avvicina. È proprio questo il motivo per cui il film di cui vi parlo oggi risulterà una valida alternativa alla monotonia del tunz tunz oltre che un'occasione importante per vedere un film d'azione in cui l'onnipresenza di Tom Cruise non egemonizzi lo schermo.

Fatte le dovute premesse, possiamo pure procedere.

Per la regia di Jaques Audiard, film vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria del 62º Festival di Cannes oltre che di 9 Premi César e la candidatura agli Oscar del 2010 come migliore film straniero, signori e signore, Il Profeta.

Malik El Djebena (Tahar Rahim) ha 19 anni, è un immigrato arabo in Francia e come possiamo immaginare la sua gioventù non è sicuramente stata tra le più rosee. Tutte speculazioni d'altronde, dal momento che della sua infanzia non ci viene detto nulla. Malik infatti lo incontriamo per la prima volta quando, sul sedile posteriore di una volante della polizia, viene scortato in carcere con l'accusa di rapina a mano armata. La pena, 6 anni di detenzione e negli occhi del giovane due sentimenti: paura e tanta, troppa inconsapevolezza. Infatti sono proprio questi due sentimenti a dominare i primi minuti del film. Paura ed inconsapevolezza celate dal classico atteggiamento dissimulatorio di chi sa che ha appena varcato le porte dell'Inferno, ma pensa che i diavoli non prenderanno a tormentarlo se darà l'aria di essere diretto al paradiso. Purtroppo per Malik non è così.

Il carcere si rivela duro e scontroso, opportunista e di una violenza così fulminea ed imprevedibile da non lasciar spazio per esitazione alcuna. E Malik, catapultatovi dentro si troverà a far fronte ad un mondo del quale ha sempre sentito parlare ma che mai con i suoi occhi aveva potuto vedere. Preso sotto l'ala di uno spietato mafioso corso, Luciani, diventa pedina di una scacchiera in cui ogni figura è sacrificabile. Come fare quindi ad invertire il corso degli eventi? Aspettare il momento giusto e saper cogliere le opportunità.

Per fortuna, anche se Malik, non ha nulla, nemmeno la facoltà di saper leggere e scrivere, è un ragazzo sveglio. Con astuzia e sottomissione, abilità e tanto coraggio, si scava la strada verso il paradiso destreggiandosi tra le mille prove del purgatorio compiendo un percorso evolutivo, ma anche di rinascita che soltanto attraverso l'utilizzo della pura violenza porterà alla purificazione della sua anima.

Un film onirico, schietto e che denuncia una realtà come quella carceraria all'interno della quale si ripetono le stesse dinamiche che accadono al di fuori di essa. Un film adrenalinico, ricco di colpi di scena, ma anche attuale. Un film che conserva il sapore dell'immigrazione e delle banlieu come ne "L'Odio", ma che porta il tema della lotta esistenziale ad un livello tecnicamente più godibile.

GIUDIZIO

  • Ritmo: 8
  • Sentimentalismo: 7
  • Comicità: 3
  • Suspense: 8
  • Paura: 6
  • Scenografia: 8

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