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Le soft skills che non potete non avere

Qualsiasi professione vorrete intraprendere, una volta conclusi gli studi, sappiate che dovrete sempre imparare. Un dovere morale ed un'aspirazione personale, più che imposta da altri, ma necessaria a mantenervi giovani nella mente e abili a reinventare voi stessi in qualsiasi situazione.
Per entrare nel mondo del lavoro, però, non basterà mettere in mostra tutte le capacità e le conoscenze acquisite durante la carriera formativa: serviranno anche quelle cosiddette soft skills, che variano molto a seconda del settore professionale scelto, che però nessuna scuola insegna in maniera perentoria (e forse è davvero impossibile farlo).

Recentemente si fa un gran parlare dei laureati inadatti al mondo del lavoro e delle imprese che spulciano in lungo e in largo la "seconda parte" dei curricula alla ricerca di esperienze e capacità difficilmente apprendibili sui banchi di scuola, che fanno andare su tutte le furie chiunque sia alla ricerca di un'esperienza lavorativa. È davvero tempo sprecato, quello passato a studiare per ottenere un pezzo di carta?
Non vogliamo inoltrarci in questo tipo di speculazioni, perciò ci soffermeremo soltanto sul fatto che migliorare noi stessi, per diventare buoni lavoratori in team o grandi leader, è una scelta personale. Ma quali sono queste soft skills indispensabili?

Prima di andare al sodo...cosa significa soft skills?

Per soft skills intendiamo quelle capacità personali che descrivono l'abilità di una persona ad interagire e rapportarsi con le altre. Fanno il pari con le hard skills, che sono invece tutti gli attributi "tecnici", strettamente connessi alla nostra formazione, che impariamo nel corso degli studi e della carriera lavorativa.

Come in qualsiasi forma di comunicazione, avere ben presente il destinatario a cui ci stiamo rivolgendo è basilare.
Saper distinguere degnamente una mail professionale da un invito informale non è roba da giornalisti, blogger o marketer, ma riguarda tutti noi. Chiunque si occupi di rapporti interpersonali deve saper scrivere in maniera corretta, nella grammatica, nell'ortografia e nella sintassi; che questa sia un'idea da suggerire al proprio team oppure una lettera di dimissioni al proprio capo, è importante la presentazione del messaggio.
Leggere di più o, ancor meglio, leggere cose di qualità,nella/e lingua/e che utilizzerete per comunicare, siano essi articoli o blog strettamente legati alle nostre competenze, o romanzi e saggi tra i più svariati. Nulla di tutto ciò vi farà male.

Salve, sono...No. Parlare coi membri del team, riferire ai superiori, trattare con i clienti, presentare un progetto al pubblico, spiegare un concetto in parole semplici: tutto ciò necessita di ottime capacità di comunicazione, in qualsiasi ambito lavorativo si operi. E non sempre siamo all'altezza della sfida, ovvero non sempre sappiamo adattare il linguaggio  al contesto.
Per non cadere in errori lessicali di cui potremmo pentirci, meglio allenarsi e prevenire: ascoltare podcast, assistere a conferenze di bravi oratori, partecipare ad incontri anche molto distanti dal nostro ambito (vedi incontri con i giovani o con le scuole) e, perché no, guardarsi qualche video delle conferenze TED. In generale, imparare dai migliori è sempre il punto di partenza, per poi esercitarsi molto (anche davanti allo specchio) nell'esprimere chiaramente il proprio pensiero.

La cosiddetta self-confidence inglese è una delle caratteristiche imprescindibili che un buon leader ha. Attenzione, non ho detto capo (boss) ma leader, ovvero la personalità in grado di guidare un progetto o una squadra, ispirandola ed ergendosi a vero e proprio punto di riferimento, sia nelle vittorie che nelle (molto più frequenti) sconfitte.
Non è in dote a tutti, e difficilmente si va lontano senza.
E qui è l'esperienza a giocare un ruolo fondamentale: cominciare a fare la capoclasse a scuola, il capitano della squadra o il presidente di una qualsiasi associazioni di volontariato ci permette di imparare dai nostri stessi errori, per trovarsi preparati a guidare il proprio team secondo alcuni valori basilari.
A fine giornata o a fine settimana è bene soffermarsi a riflettere su noi stessi e sul percorso fatto, valutando sinceramente ed in maniera trasparente pro e contro, e riprendendo in mano carta e penna sui quali appuntare "cosa posso migliorare la prossima volta".

Le vittorie più grandi arrivano dagli ambienti dove regnano collaborazione e rispetto: è fondamentale avere la maggior conoscenza del campo in cui si opera, ma è altresì importante riconoscere i propri limiti e gli attributi altrui, sia per sviluppare idee geniali sia per risolvere enormi problemi. Perciò è fondamentale che sappiamo il più possibile degli altri colleghi, domandiamo e non diamo nulla per scontato, allontanandoci per un momento dal nostro personale punto di vista.
Ad umiltà, nel mondo del business, viene spesso legato il termine fame: soltanto chi è davvero affamato arriverà a gustarsi il successo. Ma è davvero l'ambizione, la benzina che muove l'intero motore?

Come abbiamo appena detto, essere umili ci porta a conoscere e comprendere i punti di vista e le proposte degli altri membri del team, dandoci la libertà poi di valutare ciascuna idea e di elaborare il nostro pensiero in modo più distaccato. Il passo successivo è dato dall'empatia che riusciamo a stabilire con le persone attorno a noi. Sapere da che carattere e stato emozionale derivano certe idee ci da una nuova maschera attraverso la quale valutare la soluzione: lasciamo parlare tutti, con ordine, senza interromperli, e facciamo molte domande sui perché. Esercitarsi già a scuola e in famiglia è il metodo migliore, e ascoltare con mente aperta non può che esserci utile.
Per non perdere poi di vista i punti più importanti, segnamoli sempre su un block-notes, in modo da averli sotto gli occhi nei momenti in cui dobbiamo fare una valutazione di ciò che è stato detto.

Qualità che non può essere insegnata, che ognuno di noi ha ma che dobbiamo imparare a tirar fuori e coltivare: è questa freschezza mentale che ci spinge sempre ad imparare cose nuove. Non si deve mai smettere di allenarla, non esiste un limite tangibile e la pratica quotidiana la migliora costantemente.
Incorpora in sé una buona dose di ottimismo, integrità e spirito di adattamento (ovvero l'attitudine a gestire le avversità), e condiziona il nostro carattere e la nostra personalità.

Per cominciare a mettere in pratica tutto ciò, il primo passo è sempre uscire dalla nostra zona di comfort: andare via da casa, anche se per periodi di tempo piuttosto brevi, cambiare frequentazioni e ambiente sociale, cominciare a fare cose nuove.