Tech

G sta per Google. Nasce Alphabet, ma cos'è veramente?

G sta per Google. Nasce Alphabet, ma cos'è veramente?

Google, il motore di ricerca registrato il 15 settembre 1997 da Sergey Brin e Larry Page, ha deciso di riorganizzare la propria struttura interna, creando una nuova società chiamata Alphabet, la quale comprenderà tutti i progetti creati da Google dal 1997 fino ad oggi.

Questa mossa arriva come un fulmine a ciel sereno, senza alcun avviso: la grande G divide i servizi web da quelli dedicati alla ricerca e allo sviluppo, promuovendo Sundar Pichai a CEO di Google; i due fondatori si "liberano" così per dedicarsi a progetti i quali, il pubblico, i media e gli esperti, sono ancora totalmente allo scuro.

"Non c'è più la Google di una volta"

Così commentano questa scelta i dipendenti della società, ma Sergey e Larry in questo modo hanno molto più tempo a disposizione per dedicarsi a tutte le "pazze idee che ora vengono utilizzate da oltre un miliardo di persone" come Android, Maps e Youtube, quest'ultima da tempo autonoma sotto la guida di Susan Wojcicki.

In Alphabet rientrano tutte le divisioni finora legate a Google, come il progetto Calico (California Life Company), Nest, Google X, Google Fiber, Google Ventures e Google Capital, ma anche Android, Maps, Youtube e Google Play.

Perché rivoluzionare un'azienda così grande?

Questa è la domanda che si pongono tante persone, me compreso.
Sgonfiare Google, liberarla dalle altre tante divisioni, mette un freno alle lamentele degli investitori, dimostrando come il core business dell'azienda continui a segnare elevati profitti, i quali dovrebbero raggiungere quota 74 miliardi di dollari entro la fine dell'anno.
Il nuovo riassetto societario piace agli investitori di Wall Street e il titolo vola a più 5%, salendo a $668 dollari per azione, dopo aver toccato i $703,05. Secondo alcuni analisti la creazione di Alphabet potrebbe dare ulteriore slancio al titolo: alcuni scommettono che la quotazione di Google potrebbe spingersi fino a $745 ed oltre.

Le cose vanno più che bene per la nuova Google, ma iniziano a sorgere alcuni dubbi e anche qualche problema.

I primi dubbi sono le pagine relative ai social network: esiste già un'account @alphabet su Twitter, ma appartiene dal 2007 ad un uomo dell'Ohio, Chris Andrikanich.

Il dominio alphabet.com è già in uso dalla società leader nella fornitura di servizi d'eccellenza per la Mobilità Aziendale, ma questa società da chi è gestita? Come Alphabet dice "G is for Google", il dominio .com dice "B is for BMW", ed ecco il problema più grande.

La scelta del nome appare perciò piuttosto precipitosa: domini non disponibili, pagine social già in uso (tanto che BMW ne rivendica la paternità). La società automobilistica tedesca non è stata in nessun modo avvisata di quest'evento, tanto da rimanere spiazzata dall'annuncio; si dovranno ora esaminare le implicazioni in termini di diritti sul marchio.

È vero, dunque, che la borsa ha reagito bene alla nascita della holding (come anticipato prima) ma potrebbe trattarsi di un patto di fiducia da parte degli azionisti e non di un premio a Big G.

Il tocco di classe

Larry e Sergej non potevano farsi spaventare da queste quisquilie. Ed ecco allora il trucco: il sito ufficiale di Alphabet ha un tocco di classe che deriva dal proprio nome, ovvero: abc.xyz, le prime tre lettere dell'alfabeto assieme alle ultime tre.

Questa mossa mi sembra fantastica, e forse farà nascere una nuova era di domini. Fate attenzione a digitare il sito della nuova holding perché Microsoft sta "trollando" Google (immaginatevi un meme di Joe Belfiore dietro tutto questo).
Mi spiego meglio. Qualora si provasse a digitare abc.wtf o abc.fail vi ritrovereste, stranamente, su Bing (il motore di ricerca della società con sede a Redmond). Stando alle ricerche della Search Engine Land, non è possibile risalire al proprietario dei due domini, in quanto privati; tuttavia, l’IP punta a Microsoft Corporation. Sia Techradar che BGR hanno richiesto informazioni a Microsoft che, al momento, non ha ancora fornito una risposta.

Che dire ancora: Google sta cambiando, sta cercando di pensare a progetti paralleli al motore di ricerca e senza ombra di dubbio sta crescendo sempre più. Personalmente credo che questa sia un'ottima decisione, ovvero sgonfiare Google e il suo successo dal peso degli altri progetti, mettendo a capo di essa una persona fidata come Sundar Pichai e dedicarsi totalmente a nuove idee, soffermandosi anche su quelli che non hanno avuto la stessa fortuna del motore di ricerca, come ad esempio, Google Glass.

Vedremo in futuro come riusciranno a stupirci Sergey e Larry. Voi cosa ne pensate di questa "nuova Google" o meglio di Alphabet? Per ora penso che dovremo solo abituarci a chiamarla col nuovo nome.