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Cosa guardo stasera #37: American Graffiti

Eccoci giunti al 37esimo appuntamento con la rubrica “Cosa guardo stasera”, in cui vi parliamo di un film che (speriamo) possa allietare o rinvigorire quelle serate in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine, in maniera decisamente particolare. La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo!

American Graffiti

GENERE: COMMEDIA
PUBBLICATO: 1973

Anche questa volta, come nelle due settimane precedenti, vi proponiamo un film un po’ retrò che, anche in questo caso, è legato al periodo estivo. Stiamo parlando di American Graffiti di George Lucas, regista famosissimo soprattutto per la saga di Star Wars.

Il lungometraggio è incentrato sull’ultima notte da liceali di quattro ragazzi e sulle rispettive vicende: Curt Hunderson (Richard Dreyfuss, presente anche nel “Cosa guardo” della scorsa settimana), incerto se partire o meno per il college e folgorato da una donna misteriosa; Steve Bolander (Ron Howard), che vive una notte turbolenta con la sua ragazza; John Milner (Paul Le Mat), il macho del gruppo, che rimane incastrato con una ragazzina minorenne e Terry Fields (Charles Martin Smith), l’outsider della compagnia, che trascorre la nottata in compagnia di un’attraente biondina.

American Graffiti ha molti punti di contatto con Stand By Me: l'ultimo giorno di vacanza (nel film di Reiner erano più giorni) visto come opportunità per non rimpiangere l'estate; l’importanza della colonna sonora sottolineata, in questo caso, dalla voce del DJ locale Wolfman Jack; il tono autobiografico e l'ambientazione sixties che trovano espressione nelle azioni di adolescenti. A tal proposito va sottolineata la sceneggiatura di Lucas, che viene quasi sempre ricordato per (l’ottima) capacità di creare effetti speciali ma che troppo spesso viene dimenticato per il suo talento nella scrittura. Il regista, per l'occasione, viene supportato dalla produzione di Francis Ford Coppola e dalle buone interpretazioni di tutti i quattro protagonisti, soprattutto Dreyfuss.

Di American Graffiti si può dire che è un film leggero e nostalgico allo stesso tempo, se non vi è piaciuto l’”infantilismo” (non troppo marcato, a dir la verità) di Stand By Me potrete godervi uno dei successi di Lucas, che dimostra come nel suo palmares non ci sia solo Star Wars.

GIUDIZIO

  • Ritmo: 7
  • Sentimentalismo: 8
  • Comicità: 8
  • Suspense: 6
  • Paura: 4
  • Scenografia: 7

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