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Cosa guardo stasera #40: Strade Perdute

Eccoci giunti al 40esimo appuntamento con la rubrica “Cosa guardo stasera”, in cui vi parliamo di un film che (speriamo) possa allietare o rinvigorire quelle serate in cui non avete voglia di fare altro che starvene sdraiati sul divano e sgranocchiare patatine, in maniera decisamente particolare.
La stavate aspettando (ne siamo più che sicuri) e nemmeno stavolta vi deluderemo!

Strade Perdute

GENERE: THRILLER PSICOLOGICO
PUBBLICATO: 1997

Il termine “genio”, negli ultimi tempi, viene attribuito un po’ troppo facilmente ma, nel caso di David Lynch, possiamo dire che l’appellativo gli sta addirittura stretto. Questa settimana il consiglio settimanale riguarda proprio il regista americano e la scelta è caduta su Strade Perdute, che farà piacere agli appassionati di thriller dalla trama molto articolata.

Fred Madison (Bill Pulman) è un saxofonista che sospetta sua moglie Renee (Patricia Arquette) di tradimento. Una mattina, dopo aver risposto al citofono, si sente una voce affermare che “Dick Laurent è morto” ma, apparentemente, Fred rimane impalpabile dopo aver sentito la notizia. Nel frattempo, il fragile equilibrio della coppia viene incrinato quando vengono recapitate a casa delle videocassette che riprendono gli interni dell’abitazione, anche durante la notte, mentre i Madison sono a letto.

Strade Perdute è il perfetto collegamento tra il thriller tradizionale Velluto Blu e quello “onirico” Mulholland Drive ma, al tempo stesso, si differenzia dai due capolavori di Lynch che dimostra, ancora una volta, molta originalità nella sceneggiatura. Della pellicola fanno comunque parte molti tòpoi della sua filmografia: psicanalisi del protagonista principale, trama intricatissima, un personaggio grottesco (l’uomo misterioso, simile al nano di Twin Peaks) che assume importanza rilevante nello svolgimento della vicenda e il tema della fuga mentale, che in questo caso diventa anche fisica (tramite la trasformazione di Fred).

Molto bella la colonna sonora prodotta da Trent Reznor e composta da Angelo Badalamenti che ha lavorato più volte con successo insieme al regista del Montana. Splendide anche le prove degli attori, soprattutto della Arquette (recente premio oscar), bravissima nell’interpretare due personaggi dal carattere molto diverso, e di Robert Blake, nei panni di uno dei personaggi più interessanti e, al tempo stesso, inquietanti di Lynch.

Nonostante le numerose chiavi di lettura che si trovano in giro, dare un senso logico alla trama rimane cosa estremamente difficile da fare, soprattutto dopo una prima visione. Per stessa ammissione di Lynch, infatti, la struttura del film viene associata al Nastro di Möbius che porta lo spettatore ad essere risucchiato in un vortice allucinato, accompagnato anche dalla grande regia, da dove risulta difficile uscire con facilità.

Di Lynch vi consiglierei di guardare tutti i sui film (esclusa l’ultima mezz’ora di Dune) almeno tre volte e di sicuro torneremo a parlare di lui in questa rubrica. Per il momento, se volete vedere un film che vi farà passare la serata cercando di capire cosa sia successo al nostro protagonista, non dovete far altro che guardarvi Strade Perdute.

GIUDIZIO

  • Ritmo: 7
  • Sentimentalismo: 3
  • Comicità: 2
  • Suspense: 10
  • Paura: 8
  • Scenografia: 9

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