Perché l’intelligenza artificiale non fa paura
Quanti film avete visto nei quali un computer o un robot ha cercato di conquistare il mondo, sterminare l’umanità, creare un nuovo pianeta artificiale? Oggi cerchiamo di dimostrarvi il motivo per il quale questa paura, almeno per voi, è totalmente infondata.
L’efficienza energetica dei robot
Durante il Wired Next Fest abbiamo potuto ascoltare l’intervento di Roberto Cingolani, padre di iCub, robot che tutti quanti voi avete visto durante una delle ultime pubblicità della Tim. Ci ha raccontato la futura evoluzione della robotica e dell'intelligenza artificiale con un aneddoto: sulle slide compaiono la foto del robot e una foto di suo figlio. “Mio figlio, una barretta di cioccolato, e non lo fermi fino a domani mattina. Il robot, l’altro mio figlio, con 1300 watt alza un braccio.”
Vi renderete conto dell’enorme differenza che c’è rispetto all’azione e al consumo di energia. Considerate anche che un essere umano riesce a compiere circa 10 miliardi di miliardi di calcoli al secondo. Il robot appena 30 milioni.
Quello che nell'intervento ha cercato di raccontarci è che la potenza di calcolo degli attuali processori, anche dei più potenti è ancora lontana anni luce da quella di un cervello umano. In particolare abbiamo osservato una classificazione della capacità di calcolo di un pc rispetto agli esseri viventi. In questo momento i pc sono circa a livello di un insetto. Con una miniaturizzazione di altre 100 volte degli attuali transistor, che li porterebbero circa alla dimensione di un atomo, i pc potrebbero raggiungere un livello che potremmo definire con: “l'incrocio tra il super insetto e il topo deificiente”. Sta di fatto che un processore, svolgendo calcoli precisi e non dovendo osservare il mondo che ha intorno, con la sua modesta potenza può sicuramente risolvere problemi specifici più velocemente di una persona. Prendete il vecchio Windows Vista. Non erano i pc che usavate ad essere poco potenti. Era il sistema operativo che indirizzava la potenza del pc su cose assolutamente inutili come le centinaia di trasparenze futuristiche che hanno segnato uno dei più grandi fallimenti della Microsoft.
I robot, a differenza di qualunque computer, avendo una loro fisicità necessitano di eseguire molti più calcoli di un semplice terminale. Per questo motivo lo studio attuale sui robot mira a creare macchine semplici che possano aiutare le persone con una quantità molto esigua di funzionalità. Avere un robot autosufficiente in casa, capace di eseguire qualunque azione, significherebbe affiancare alla propria abitazione anche una centrale elettrica di media entità per tenere il vostro ferrosissimo compagno attivo.
Macchine al lavoro
Detto di questi limiti di carattere tecnico delle macchine che potrebbero risolversi (forse) tra molti anni, qualcuno potrebbe obbiettare che il pericolo immediato di essere sostituiti dalle macchine c'è e riguarda l'ambiente lavorativo dove sempre più computer e robot sono utilizzati per attività che, fino a pochi anni fa, erano effettuate da esseri umani. Anche in questo caso i timori sono leciti ma comunque non del tutto fondati: ci troviamo certamente di fronte ad un cambiamento nel sistema di produzione dove le macchine stanno effettivamente sostituendo gli uomini, ma si tratta della mutazione di una società sempre più orientata verso lo sviluppo tecnologico che non va ad alterare la sopravvivenza della specie umana. Si tratta, inoltre, di macchine che, come già detto, effettuano lavori semplici e sono molto meno sviluppate rispetto ai robot che abbiamo ammirato e continuiamo ad ammirare nei film.
L’intelligenza umorale e quella artificiale
La differenza tra un essere umano ed un robot, non è soltanto nei circuiti. L’intelligenza si divide in due parti: quella logica e quella umorale. Quella logica è uguale per entrambi. Viene definita da rapporti di causa-effetto, da legami logici e da connessioni di vari dati. Quella umorale viene da un sistema che riguarda gli ormoni. Una macchina non potrà mai replicare un sistema umorale proprio a causa di questa mancanza. Essendo questo sistema che permette ad una persona di essere triste, felice, arrabbiata o di ribellarsi, possiamo essere sicuri che una macchina continuerà sempre a rispondere alla programmazione originale che le è stata data.
La rivolta delle macchine
Per questi motivi una rivolta delle macchine è qualcosa di impossibile. Senza intelligenza umorale e senza una fonte di energia estremamente potente non sarà possibile creare uno né tanto meno cento creature che possano minacciare un uomo.
Giustamente voi mi direte: “ma non è detto che un giorno aggiungendo parti biologiche ad una macchina non si riesca a replicare il lato umorale”. Avete sicuramente ragione, ma considerata la tendenza di creazione dei robot, che è pur sempre di mercato, ossia una tendenza per la quale i robot vengono costruiti per aiutare delle persone e quindi per essere commercializzati, quale motivo avremmo un giorno di creare un robot che potrebbe non rispondere ai nostri bisogni?
Dormite sogni tranquilli, la rivolta delle macchine e dell'intelligenza artificiale è un fenomeno che, almeno per il momento, rimane circoscritto al mondo letterario e cinematografico e nessun compu...no, smettila pc, noo, oddio, noooo, non mi lanciare il cesti…FERMO!
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