Tendenze

Moda "too fast"?

Cosa sta succedendo nei quartieri alti del fashion system? Un primo colpo alla moda prêt-à-porter è stato inflitto negli anni '90 dal sistema "fast fashion" di marchi quali Zara, H&M, Topshop e così via, i quali, prendendo ispirazione dalle tendenze dettate dalle passerelle, fornivano al consumatore ciò di cui aveva bisogno per essere al passo con la moda, con un tempo di produzione-distribuzione minimo e a costi contenuti.

Adesso, il mondo della moda con la M maiuscola, quindi anche dell'Haute Couture, sembra stia attuando un autosabotaggio, o meglio, una "fuga dei cervelli" dalle grandi maison. Le ragioni che si celano dietro questi "fold" sembrerebbero urlare una chiara "critica" ai ritmi troppo veloci che stritolano letteralmente la mente creativa degli stilisti. Per fare una piccola metafora, potremmo paragonare il meccanismo appena descritto, alle tecniche di attacco di un'ananconda che soffoca le sue vittime con una stretta letale e poi le ingoia. Ma per rendere meglio il concetto, non ci rimane che fare alcuni esempi, da quello più tragico della morte di Alexander Mcqueen a soli 40 anni nel 2010, al percorso di riabilitazione di Christophe Decarnin che, nonostante per cinque anni avesse fatto un buon lavoro da Balmain, è stato sopraffatto dalla depressione nel 2011; nello stesso anno, abbiamo poi assistito alla caduta di stile di John Galliano che, in un attimo, ha visto frantumarsi la sua vita lavorativa e personale, da genio a reietto.

Facciamo un salto temporale e arriviamo nel 2015 dove, in poche settimane, non uno, non due, ma ben tre stilisti sono stati licenziati (WTF?). Chi dice che sia per motivi personali, chi per un fatturato basso (ipotesi che non convince), chi per controversie interne...sta di fatto che il mondo della moda viene ancora una volta rimescolato e il destino di queste maison (Dior, Balenciaga, Lanvin) è ora incerto.

Raf Simons, acclamato da tanti per il suo lavoro di "pulizia"(fin troppa) da Dior, ai tempi della sua assunzione aveva già fatto presente i suoi timori per i ritmi pressanti che richiede una grande casa di moda, e come traspare dalle sue recenti dichiarazioni, è questo uno dei motivi del suo ritiro. Alexander Wang dopo tre anni tornerà ad occuparsi solo del suo brand e Balenciaga ha scelto, come nuovo direttore creativo, Demna Gvasalia, giovane designer prodigio a capo del brand Vetements (molto street-style) e con nomi del calibro di Louis Vuitton e Maison Margiela nel suo curriculum lavorativo. Infine Alber Elbaz: dopo quattordici anni di lavoro magistrale da Lanvin si riconosce chiaramente che quel qualcosa di indissolubile che ha legato per così tanto tempo questo stilista con la maison, è invece stato spezzato. La coincidenza per la quale tutto ciò accada appena una settimana dopo l'addio di Simons da Dior, fa ben pensare che Elbaz abbia accettato quella proposta che già aveva ricevuto ai tempi dell'allontanamento di Galliano. Non ci resta che aspettare (ancora per poco) e vedere se ciò accada veramente o se la direzione creativa verrà affidata ad uno "sconosciuto", più per il talento che per il nome, continuando sulla strada intrapresa da Gucci con Alessandro Michele. Speriamo solo che non venga intaccato da questo gioco di ruolo il duo composto da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, i cui nomi sono stati tirati in ballo in questa ultima settimana ed hanno fatto tremare i fan di Valentino.

Questi cambi potrebbero essere una boccata d'aria fresca per alcuni brand, ma è anche vero che, nonostante la moda non si fermi mai, è importante che si trovi un equilibrio per l'immagine di queste maison e per gli stessi direttori creativi, senza continuare  questo infinito e continuo tira e molla.

L'unico a non essere intaccato dalle trasformazioni del fashion system è Karl Lagerfeld che, ad ottanta anni suonati, cura l'immagine creativa di Chanel, collabora con Fendi ed ha una sua linea; è sempre al passo con le tendenze e con la moda 2.0 di oggi, fotografo oltre che stilista. Tutto ciò sembrerebbe renderlo non-umano. La sua fine? Inimmaginabile.