I BOB NY: Freedom Tower
Continua la serie #iBOBny (I BOB New York 2 la vendetta) e ovviamente noi di TASC non potevamo non accompagnare (e stalkerare) il nostro amico in questa nuova avventura alla scoperta degli USA.
BOB si sarà ripreso dalla botta di jet lag? Se state leggendo questo articolo è perché probabilmente avete già avuto il piacere di guardare il primo episodio e non vedete l’ora di gustarvi anche il secondo per scoprire quali saranno le prossime tappe del nostro viaggiatore… bah, contenti voi! Noi continuiamo a sconsigliarvene la visione, ma se proprio ci tenete…
Prima di procedere con il secondo episodio della serie, però, vorremmo continuare con voi il nostro percorso alla scoperta di New York e delle sue particolarità.
Freedom Tower
Oggi parliamo di One World Trade Center, conosciuto anche con l’affettuoso nome di Freedom Tower (Torre della Libertà), uno dei grattacieli più alti del mondo, situato a Manhattan e costruito sul sito delle precedenti Torri Gemelle. Questa torre si erge sulla città in tutti i suoi 1776 piedi di altezza (541 metri e 33 centimetri con 5 metri di pennone escluso), un numero che rappresenta l’anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.
Iniziata nel 2006 e terminata nel 2013, vede poco distante da sé anche il National September 11 Memorial & Museum, un museo che raccoglie ricordi e reperti storici riguardo i terribili attentati dell’11 settembre 2001.
Da One World Observatory, il belvedere della Freedom Tower, è possibile ammirare l’intera città. La cima è raggiungibile in soli 47 secondi grazie agli Sky Pods, ascensori da 38 km/h che, durante la salita, mostrano attraverso video pareti la storia di New York a partire dal Seicento fino ad oggi. Dall’ultimo piano è visibile il 9/11 Memorial costituito da due enormi e profonde vasche nere in cui si riversano grandi cascate d’acqua, simbolo del vuoto e della disperazione che gli attentati hanno lasciato nei cuori dei newyorkesi e di tutte le famiglie colpite.
Una tragedia trasformata in oro (?)
Dopo la disgrazia di 14 anni fa, New York ha voluto realizzare per gli abitanti e i turisti di Manhattan un simbolo di forza e speranza in grado di rappresentare con onore le vittime di quel terribile evento. Allo stesso tempo però è curioso notare come una simile disgrazia abbia dato vita alla costruzione di un edificio capace di fruttare non pochi guadagni.
La visita alla Freedom Tower, infatti, è organizzata come un vero e proprio percorso in un museo: all’entrata è presente un Welcome Center pronto a dare il benvenuto in tutte le lingue del mondo e, finito il controllo, può iniziare il giro tra i 94 piani della torre che, oltre agli uffici e all’osservatorio, ospitano addirittura un ristorante. Tra osservatorio e visita al museo un turista spende mediamente una sessantina di dollari, per non parlare dell’inusuale merchandising che viene venduto nella zona circostante la torre: album fotografici e magliette dedicate alla tragedia, forse un po’ troppo macabro per i nostri gusti.
Non si può certo negare la maestosità di una simile opera né la bellezza dei monumenti che la circondano, ma d’altra parte è doveroso rendersi conto del grande business su cui tutto ciò si basa, giusto per sottolineare per l’ennesima volta il forte spirito imprenditoriale profit oriented del tipico americano che, nonostante la tragedia, trova subito il modo per riscattarsi, simbolicamente ed economicamente.
Ovviamente il nostro fine non è giudicare (per opinioni e confronti esiste apposta la sezione commenti in cui saremo felici di leggere il vostro punto di vista) ma è interessante notare come reazioni e approcci a simili eventi siano diversi in ciascuna nazione. Forse dovremmo prendere esempio dai nostri amici americani? Il giudizio sta a voi lettori.
Intanto, per stimolare e alimentare ancor di più la vostra riflessione, finalmente passiamo la palla al caro BOB lasciandovi al secondo episodio della seconda serie I BOB New York (#iBOBny). Se siete curiosi di conoscere le sue impressioni e il suo punto di vista riguardo la Freedom Tower sarà difficile trattenervi dallo schiacciare il pulsante play… noi abbiamo fatto il possibile per dissuadervi quindi non ci resta che augurarvi una buona visione!
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