Amiamoci un po’ di più: il vero significato della bellezza
Amare noi stessi. Forse può risultare scontato, eppure questa è una delle tante sfide che si presentano durante il corso della nostra vita.
Con il passare degli anni la nostra mentalità si evolve, permettendoci di prendere continuamente coscienza del nostro corpo e della nostra interiorità: come siamo fatti, come siamo inseriti nell'ambiente in cui viviamo e nelle comunità in cui ci identifichiamo.
Ma le nostre percezioni non sono le sole a modificarsi, molto più tangibili ed evidenti sono i cambiamenti del nostro corpo che, un decennio dopo l’altro, attraversa diversi stadi, ognuno dei quali porta con sé le proprie particolarità e caratteristiche. I primi peli della pubertà, l’acne nel periodo dell’adolescenza, la necessità di affermare una propria identità, anche fisica ed estetica, durante gli anni della giovinezza. Infine, come non citare i segni del tempo che, quasi all'improvviso, iniziano a solcare in maniera profonda e permanente la nostra pelle.
Spesso sono proprio questi i cambiamenti che, se non accettati, possono provocare disagi e difficoltà a livello di autostima. Eppure l’amore nei propri confronti è una componente cruciale del benessere psicologico, ecco perché questo argomento, che a primo impatto potrebbe risultare scontato o futile, assume in realtà una grande importanza nella vita di tutti noi.
Questo articolo non si presenta affatto come un’esortazione al narcisismo, vuole essere un invito alla riflessione, a migliorare la percezione che ognuno di noi ha di sé, per affrontare al meglio, a testa alta, le sfide e le incertezze quotidiane. Del resto la vita è troppo breve per essere trascorsa disprezzando se stessi e il proprio corpo, soprattutto tenendo a mente che chi è incapace di amarsi difficilmente sarà in grado di amare il prossimo.
L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo! La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza.
(Fëdor Dostoevskij)
Il nemico della bellezza (non solo esteriore)
Ci sono periodi incredibilmente impegnativi e stressanti, pieni di mille cose a cui pensare e altrettante di cui occuparsi. A volte ci troviamo talmente presi dalla routine di tutti i giorni da non riuscire nemmeno a trovare un momento da dedicare a noi stessi.
Purtroppo queste negligenze hanno ripercussioni, oltre che sulla nostra salute, anche sul nostro aspetto fisico, enfatizzando i vari segnali di stress e stanchezza: incarnato spento, capelli deboli e opachi, brufoli indesiderati e le immancabili occhiaie.
Le soluzioni a questo stato comatoso potrebbero essere molteplici: chiudersi in casa trascorrendo interi giorni a letto, sotto le coperte (il sogno proibito di tutti noi, ammettiamolo) oppure uscire sfoggiando come nuovo accessorio di avant garde un bel… sacchetto in testa! (ogni tanto anche questa tentazione risulta molto forte).
Purtroppo come soluzioni non sono un granché né per efficacia né per l’impatto che avrebbero sulla nostra autostima.
Non si è mai vista bella donna che non facesse smorfie davanti a uno specchio.
(William Shakespeare)
Lo stress è certamente un elemento che può portare ad avere una percezione distorta della propria personalità ed immagine. Quando siamo stressati tendiamo a sentirci maggiormente a disagio con noi stessi e con le altre persone, quindi più negativi. Se vi riconoscete in questa situazione potrete trovare alcuni consigli utili per superare questa fase nel seguente articolo.
Sono proprio questi periodi grigi in cui ci sentiamo tutti un po’ più cessi (dai, a chi non è mai capitato?) i momenti giusti per fermarsi un momento a riflettere ed imparare ad amarsi e ad accettarsi. Perché nella nostra vita attraverseremo momenti in cui ci sentiremo gnocchi come divi di Hollywood e altri in cui, invece, ci sembrerà di fare addirittura invidia al mostro di Frankenstein (dalla serie: ad Halloween non ho avuto bisogno di nessuna maschera).
Non si tratta solo di immagine
Arriviamo dunque al momento cruciale. Un momento che, forse, a molti di voi, potrà sembrare del tutto normale, eppure per altri può risultare difficile, se non addirittura temibile.
Il momento del confronto con lo specchio, con la propria immagine, o meglio, con se stessi.
Sì perché quante volte capita di specchiarsi, magari appena svegli la mattina o prima di uscire di casa? Ma quando è stata l’ultima volta che vi siete fermati davanti allo specchio per guardarvi, guardarvi davvero?
Il primo passo per vivere una vita serena e gratificante è amarsi in modo incondizionato, senza se e senza ma.
Questo può avvenire solo attraverso una cura quotidiana. No, non non è un invito a cospargersi di cremina antirughe tutti i giorni. Tutto il contrario.
Come tutti ben sappiamo, la vera bellezza nasce all'interno, prima che all'esterno.
La vera bellezza è uno stato d’animo, un modo di essere e non di apparire.
È giusto quindi porsi delle domande: quanto possono farmi bene queste sensazioni negative? Quanto posso ricavare da questa mancanza di amore nei confronti del mio aspetto e della mia interiorità?
La risposta risulta abbastanza ovvia, eppure il percorso tramite il quale raggiungere questo stato di profonda comprensione e amore incondizionato non è così scontato.
Chi ha difficoltà nell’accettarsi saprà bene quanto possa essere difficile affrontare le situazioni di tutti i giorni. Anche le azioni più normali e quotidiane come prendere la metro, entrare in un negozio o stringere relazioni possono risultare quasi impossibili per chi non ha fiducia in sé. È proprio per questo motivo che tale concetto diventa così importante da ribadire, al fine di impedire che le nostre insicurezze possano diventare un ostacolo o una trappola, sfociando, nei casi più seri, in disturbi ben più gravi.
Pensavate fosse un tema stupido? Malattie distruttive come depressione e disturbi alimentari sono spesso causate da queste, apparentemente scontate, insicurezze. E tutti ne conosciamo le possibili e terribili conseguenze.
Perché le persone non dovrebbero essere in grado di amarsi per la loro bellezza naturale, occhiaie, brufoli e imperfezioni comprese?
Non chiamateli difetti, sono meravigliose imperfezioni
A quanti di noi è mai capitato di sentirsi in imbarazzo uscendo di casa senza un velo di trucco o indossando una comoda e banalissima tuta? O ancora meglio, quanti di voi si sono mai sentiti derisi, sbagliati o addirittura inferiori per colpa di proprie particolarità considerate erroneamente come difetti inaccettabili?
Perché dovrebbe essere così? Perché dovremmo vergognarci di ciò che siamo, di come appariamo la sera, prima di andare a dormire, quando qualsiasi forma di trucco e parrucco non è più in grado di nascondere il nostro reale aspetto?
Forse, in questi casi, alcuni esempi possono essere ben più efficaci delle sole parole.
Ecco a voi Chantelle Winnie e Lizzie Velasquez, due donne molto diverse tra loro, con storie e vite totalmente differenti. Eppure hanno qualcosa che le accomuna e le rende molto simili: un incredibile coraggio e, soprattutto, un grandissimo e incondizionato amore nei propri confronti.
Chantelle Winnie ha 21 anni, convive fin dalla nascita con la vitiligine, una malattia causata dall'assenza di pigmentazione in alcune zone del corpo. Nonostante la sua condizione, dopo essere stata discriminata da alcune case di moda perché “troppo diversa”, Chantelle è riuscita a realizzare il suo sogno e oggi è una modella di fama internazionale, volto di marchi come Desigual e Diesel. “Dio mi ha voluta originale” così spiega la forza che l’ha spinta a superare i propri limiti, rendendola capace di mettere da parte la paura e raggiungere i suoi obiettivi.
Non mi piace la bellezza di serie, non c’è bellezza senza qualche stranezza.
(Karl Lagerfeld)
Lizzie Velasquez è un’autrice e motivational speaker di 26 anni, affetta da una malattia rarissima che le impedisce di prendere peso e che ha ripercussioni molto pesanti sul suo aspetto fisico. Dopo essere stata definita “la donna più brutta del mondo” ha deciso di raccontare la sua esperienza e dedicare la vita alla lotta contro il bullismo. Per saperne di più sulla sua storia potete visitare il canale YouTube che ha deciso di aprire per dimostrare di essere una persona proprio come tutte le altre, nonostante la malattia.
Quel che non è leggermente difforme ha un aspetto insensibile − ne deriva che l’irregolarità, ossia l’imprevisto, la sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza.
(Charles Baudelaire)
Rimanendo in tema di imperfezioni, ho deciso di chiudere l’articolo in bellezza, proponendovi un progetto a cui io stessa ho avuto il piacere di partecipare alcuni anni fa presso il mio liceo. Si tratta del Self Worth Project, un’iniziativa ideata dal fotografo Tommy Corey che, attraverso i suoi scatti, è riuscito a svelare il lato più insicuro e umano delle persone.
Ecco il Self Worth Project organizzato presso il mio liceo, il progetto è stato proposto e curato da Guia Alessandra Cassanmagnago. Non vi anticipo nulla, vi lascio al risultato:
Lo scopo del Self Worth Project è far capire alle persone che siamo tutti umani e abbiamo tutti le nostre insicurezze.
(Tommy Corey)
Come trovare la vera bellezza
A nessuno deve importare quanto possa essere imperfetto il tuo sorriso, nessuno deve giudicare la forma del tuo naso o la tonicità del tuo corpo. È necessario che tu impari ad amare ogni singolo aspetto di te stesso, perché solo così potrai davvero migliorarti e diventare la persona che desideri essere. Allora lascia stare tutte quelle paranoie inutili, vivi intensamente, follemente, con entusiasmo.
E sorridi sempre, perché solo così troverai la vera bellezza.
Tutte le meravigliose foto presenti in questo articolo sono opera di Benedetta Boveri. Potete ammirare i suoi lavori anche su Tumblr e Instagram. Il video del Self Worth Project è opera di Guia Alessandra Cassanmagnago. Potete seguirla anche su Instagram e YouTube.
Un grande ringraziamento va ad entrambe per l'estrema disponibilità.
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