Mixology: perché il Margarita è un cocktail scientificamente perfetto
Quando Leonardo da Vinci disse che “la semplicità è la massima raffinatezza”, forse non si sarebbe aspettato che qualcuno utilizzasse le sue parole per elogiare un cocktail. In una fredda giornata d’inverno come questa, pensare al Margarita non può far altro che lasciar viaggiare la mente verso le terre estive del centro America.
Il Margarita, drink nazionale del Messico, è composto solo da quattro ingredienti che mescolati nelle giuste dosi si trasformano in una pozione magica per i sensi…una perfezione a dir poco scientifica.
Ingredienti e segreti
1) 3,5cl di Tequila
La Tequila è un distillato dell’agave, una pianta che cresce soprattutto nello stato di Jalisco, in Messico. Incredibile ma vero: la legge messicana ha stabilito che la vera Tequila deve essere fabbricata in Messico e contenere almeno un 51% di distillato di agave blu.
Dopo aver vissuto per più di un anno in Inghilterra, se c’è una cosa che la Drinking Culture mi ha insegnato è che l’alcool può essere tanto devastating quanto classy. Ed ecco il primo punto a favore della perfezione del Margarita: rimane raffinato perché si sorseggia. Vari studi scientifici hanno dimostrato che tutti gli alcolici producono gli stessi effetti sul corpo, ma è la modalità di assunzione che definisce l’esito. Gli shot di Tequila hanno un effetto rapido: gli enzimi che metabolizzano l’alcool non riescono a stare al passo. Tuttavia, il Margarita si beve sorseggiando durante una chiacchierata, magari a bordo piscina, sotto un ombrellone. Le secrezioni di dopamina, l’ormone del piacere, sono quindi più lente ma più stabili. Questo crescendo rende progressivamente più felici… e ha meno effetti collaterali.
2) 2cl di Triple Sec
Il Triple Sec in questo caso è utilizzato come dolcificante. Il tipico sapore all’arancia lega bene con la Tequila e anche con il limone, il prossimo ingrediente…
3) 1,5cl di succo fresco di limone o lime
Ecco svelato il segreto numero 2: il limone (o il lime) bilancia il rapporto tra dolce e amaro. La dolcezza del Triple Sec e del limone segnala al cervello la presenza di carboidrati, la nostra risorsa preferita di energia. Inoltre, l’acidità indica la presenza di amminoacidi e vitamine, soprattutto l’acido ascorbico (Vitamina C). Questo insieme ci “comunica” di continuare ad avere sete di Margarita. Ma la caratteristica che rende questo drink ancora più straordinario è l’esatto bilanciamento degli ingredienti. Infatti, presi da soli, l’acidità del limone e il sapore amaro della Tequila non sarebbero di nostro gusto ma grazie alla loro unione i sensi sono soddisfatti.
4) Qualche pizzico di sale sul bordo
Gran finale. Rullo di tamburi… ecco svelato il segreto dei segreti, il marchio di fabbrica di questo cocktail: il classico bordo immerso nel sale. Quando il sale è abbinato a un cibo o a una bevanda dolce, si amplifica la percezione dello zucchero, quindi del limone e del Triple Sec. La presenza di sodio attiva alcuni recettori delle papille gustative che non sono solitamente innescati dallo zucchero. In un certo senso, è come se improvvisamente si accendesse un secondo segnale per comunicare al cervello che stiamo assumendo qualcosa di dolce. Di conseguenza, siamo inclini a volerne sempre di più…ottima strategia di marketing, Margarita, well played.
Come riconobbe anche F. Scott Fitzgerald, “prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine...il drink prende te”.
Ti è piaciuto?
Ricevi i prossimi articoli di Tasc via email, appena escono.
Un'email a ogni nuovo articolo. Ti cancelli con un clic.