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Twitter: come usarlo (bene) e perché non vi ci vogliamo

La prima regola del Fight Club è non parlare del Fight Club. Togliete Fightclub, mettete twitter e la validità rimarrà la stessa. Di fronte alla domanda “ma com’è twitter? Pensavo di iscrivermici” la risposta più intelligente da dare è “ma no, non ne vale la pena, è inutile”. Se l’iscrizione è già avvenuta e il quesito successivo è “ma tu ci sei su twitter? Come ti chiami? Ti seguo!” le soluzioni sono: a) cambiare argomento; b) fingere la morte improvvisa; c) mentire spudoratamente.

Non è che non vogliamo farvici stare, su twitter. È che twitter è un po’ come una spiaggia nudista: sei lì, esposto, senza veli, ed è preferibile circondarsi di sconosciuti nudi piuttosto che di amici e di parenti. E, se proprio uno che conosci deve guardarti, è buona regola che sia nudo anche lui. Altrimenti è voyeurismo puro.

Il problema è che l’utente medio si fa un account, mette un nome tipo @claudiarossi, segue tutti i vip che gli saltano in mente, scrive un tweet della serie “ciao a tutti” o “proviamo questo twitter” e poi, annoiato dal fatto che non ci sia interazione, si cancella - ancora con la profile pic da uovo (ho controllato, @claudiarossi esiste sul serio… venitemi a dire che ho torto).

Cominciare bene: trovare le giuste motivazioni

Al di là di quanto i twitter addicted dichiarino, twitter può essere davvero un bel posticino. Il punto è se possa darvi quello che cercate, quindi: cosa cercate? Se volete seguire star e vip di turno, lasciate stare: esiste facebook. Ormai i post sono sincronizzati sui vari social, per cui leggereste le stesse identiche cose. Se volete farvi i fatti dei vostri amici: esiste facebook! Se volete essere all’ultima moda in fatto di social… twitter faceva figo nel 2010. Siete fuori tempo massimo.

Ma allora perché iscriversi a twitter? Per sperimentare qualcosa di nuovo, per trovare un pizzico di bellezza e allegria nel caos delle proprie giornate, per concedersi una pausa dal mondo. Insomma, un po’ quello che fa instagram con le immagini, ma in chiave testuale (e a onor del vero instagram nasce come “il twitter delle foto”). Se volete conoscere in tempo reale cosa sta succedendo nel mondo, commentare aprendovi ad un pubblico potenzialmente globale, se volete interagire, ascoltare opinioni, conoscere gente, allora twitter fa al caso vostro. Fatevi un account, scegliete un nome, mettete una profile pic e cominciamo.

I primi passi: chi seguire, come interagire

La prima domanda è: chi seguo? Non siamo ipocriti: la maggior parte delle persone comincia da attori, cantanti, calciatori e gente famosa a vario titolo. Sì, all’epoca ci sono caduta anch’io. Ma, come già detto, è una strategia perdente, che non dà e che non toglie nulla. Evitate gli amici. A nome di tutto il popolo di twitter (di cui ora fate parte anche voi), lasciate queste persone in pace. Non vogliono essere spiate più di quanto non avvenga sugli altri social! È un’attenzione in più che un giorno apprezzerete anche voi. E quindi? E quindi il consiglio è di rivolgersi alla gente comune. Cominciate con i suggerimenti di twitter, gli utenti che in quel momento stanno “andando forte”. Scorrete la loro TL, trovate qualche RT interessante e fate follow anche a quella persona. Fatevi suggerire da questi utenti quelli che a loro avviso sono gli account irrinunciabili. All’inizio è un banco di prova: si segue un po’ alla cieca, poi con il tempo affinerete la vostra TL (la home, per intenderci).

Il secondo passo è l’interazione. Se non interagite, twitter diventa noioso: rispondete agli utenti, retwittate, stellinat… ops, cuorate (sigh!). È come trovarsi ad una festa: date a parlare alla gente, comincerete a trovare tutto più interessante. Twittate, twittate tanto. Di cosa? Del quotidiano, delle cose che vi fanno ridere, di quelle che vi fanno incazzare. Partecipate alle twitcronache. Cos’è una twitcronaca? È quando si commenta tutti insieme un programma tv utilizando l’hashtag ufficiale: è una cosa odiosa (tranne che per Sanremo, a Sanremo è un dovere morale), ma su twitter va fortissimo.

Niente trucchi, solo accorgimenti

Per il resto, è solo questione di buon senso. Su twitter come nella vita, cercate di non essere stalker. Un utente che ti menziona ogni volta che scrivi, comincia a diventare fastidioso (oltre che preoccupante). Interagire sì, ma con logica e cercando di non essere inappropriati e fuori luogo. Non dimenticate che i tasti follow e defollow sono i vostri migliori amici. Seguire qualcuno (ed essere seguiti) è una libera scelta, non si fa perché lo si conosce, né perché si deve. Lo si fa per piacere. Puro piacere. Ed è una scelta sempre reversibile. Quindi mai, mai, mai chiedere il follow back! Non siate tirchi di retweet: serviranno per condividere con i follower che man mano arriveranno, i tweet che più vi sono piaciuti. Cercate l’allegria. Se aprire l’iconcina blu con l’uccellino significherà leggere cose tristi, deprimenti, negative, la voglia passerà presto. La risata, la satira, l’ironia: sono quelle che alla fine premiano di più (poeti del twitter a parte, s'intende, ma io quelli non li capirò mai). Se riuscirete a trasformare twitter nella vostra isola felice, allora sarà fatta.

E, più di tutto, non interagite con Gasparri.