Brooklyn - Oscar 2016, Day 3
Noi di Tasc adoriamo i film, ve ne sarete certo accorti, dato che ogni settimana ve ne proponiamo uno attraverso la rubrica "Cosa guardo stasera".
In vista degli Oscar del 28 Febbraio abbiamo deciso di realizzare, come l'anno scorso, una rubrica straordinaria sugli 8 film candidati per la categoria Miglior film.
Ogni giorno, dal 20 al 27 Febbraio, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 28 Febbraio, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 8 gli autori delle varie recensioni; al termine dell'articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore, l'anno scorso ci abbiamo azzeccato: siamo fiduciosi anche questa volta!
Il terzo film tra gli 8 candidati che vi proponiamo è Brooklyn.
Brooklyn
Brooklyn è basato sull’omonimo romanzo di Tom Còibìn, che premetto non aver letto, e, oltre che nella categoria di miglior film, concorre anche in quella per la miglior sceneggiatura non originale. La protagonista Saoirse Ronan, poi, è nominata come miglior attrice protagonista.
"I wish that I could stop feeling that I want to be an Irish girl in Ireland."
Eilis è una giovane di famiglia cattolica che vive con la madre e la sorella in un piccolo paese dell’Irlanda, un paese che ha ben poco da offrire ad una giovane come lei, costretta a passare le giornate tra gli sbadigli a messa, qualche amico ed un lavoro in una piccola bottega, momenti che tra l'altro ci mostrano la reticenza della ragazza ad esprimere le proprie opinioni e a prendere una posizione.
L'adorata sorella, seppur con grande dolore a causa dell'inevitabile distacco, vuole dare ad Eilis la possibilità di vivere una vita migliore della sua e, tramite un contatto in parrocchia, trova il modo di farla partire per New York.
Siamo negli anni '50 e questa è una delle tante storie di emigrazione europea del dopoguerra.
L’addio è struggente e il lungo viaggio in nave non è dei più piacevoli, tranne che per la presenza di una giovane donna che fornisce ad Eilis preziosi consigli sul modo in cui atteggiarsi per apparire americana. Arrivata finalmente a Brooklyn, dove risiedono la maggior parte degli irlandesi espatriati, Eilis va a vivere a casa della signora Kehoe (interpretata da una divertente Julie Walters), un convitto che ospita altre giovani ragazze, frivole e all’apparenza sprezzanti, ma che si riveleranno buone alleate in determinate situazioni.
Le giornate di Eilis sono caratterizzate dal lavoro in un grande magazzino, dai momenti di ritrovo in parrocchia e dalle cene in convitto, ma la mancanza di casa si fa sentire costantemente, le lettere che riceve dall’Irlanda sono un immancabile appuntamento struggente e per lei non è affatto facile adattarsi alla vita in una grande città in cui non conosce praticamente nessuno.
Un giorno, ad un ballo in parrocchia, però, Eilis incontra Tony Fiorello, figlio di immigrati italiani, e da quel momento, prevedibilmente, la vita della ragazza cambierà completamente.
Una favola che fatica a far sognare
"You’ll feel so homesick that you’ll want to die, and there’s nothing you can do about it apart from endure it. But you will, and it won’t kill you…and one day the sun will come out and you’ll realize that this is where your life is."
Come avrete capito, la storia di Eilis potrebbe essere definita come una favola da principe azzurro ed "e vissero felici contenti", una di quelle che hanno caratterizzato la nostra infanzia, ma la verità è che questa favola non riesce a coinvolgere lo spettatore.
Gli ingredienti ci sono e potrebbero essere quelli giusti: una protagonista se vogliamo un po' naïve, la partenza forzata e quindi la lontananza e la nostalgia, poi l'amore, la nuova vita, alcune difficoltà che comunque persistono ed altre che si presenteranno nel percorso della ragazza, ma nella realizzazione non si è riusciti a metterli insieme in modo da far decollare la storia, farvi immergere chi guarda e soddisfare le aspettative inevitabilmente alte date dalla nomination agli Oscar.
L'unico aspetto davvero degno di nota di Brooklyn è la performance di Saoirse Ronan che mette nell'ombra tutte le altre prove attoriali della pellicola e rapisce lo spettatore con la sua eleganza d'altri tempi, unita all'atmosfera romantica di un passato che oggi ci piace sognare.
Per il resto, però, nonostante qualche spunto narrativo interessante, la storia resta piatta ed eccessivamente lineare, lo svolgimento è così composto da lasciare un senso di insoddisfazione alla fine del film, un "meh" che diventerà l'unica espressione in grado di uscire dalla bocca di chi l'ha guardato. O almeno questo è quello che è successo a me.
Sinceramente non mi spiego il grande successo della pellicola che ha recentemente vinto il BAFTA come miglior film britannico battendo avversari come The Danish Girl, ma sono certa che resterà a secco di Oscar soprattutto per le maggiori categorie, visti i giganti in gara quest'anno.
Presenta elementi apprezzabili ma lo svolgimento è troppo lineare e la storia non riesce a spiccare il volo. Ottima però la performance della Ronan.
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