Cinema

Spotlight - Oscar 2016, Day 4

Noi di Tasc adoriamo i film, ve ne sarete certo accorti, dato che ogni settimana ve ne proponiamo uno attraverso la rubrica "Cosa guardo stasera".
In vista degli Oscar del 28 Febbraio abbiamo deciso di realizzare, come l'anno scorso, una rubrica straordinaria sugli 8 film candidati per la categoria Miglior film.
Ogni giorno, dal 20 al 27 Febbraio, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 28 Febbraio, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 8 gli autori delle varie recensioni; al termine dell'articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore, l'anno scorso ci abbiamo azzeccato: siamo fiduciosi anche questa volta!
Il quarto film tra gli 8 candidati che vi proponiamo è Il Caso Spotlight (Spotlight).

Spotlight

Se ci vuole un paese per allevare un bambino, ci vuole un paese per abusarne

Quando racconti una storia vera c'è sempre il rischio di diventare troppo "fantasiosi" e di inserire elementi escogitati ad hoc per rendere la narrazione più avvincente. Tutto ciò che avete visto/vedrete in Spotlight (d'ora in poi lo chiamerò così per via del mio odio verso coloro che modificano i titoli dei film stranieri) è successo realmente.

"E lo so c'è scritto che è tratto da una storia vera non serve che lo dici tu bla bla bla"

Sì, fin qui ci siamo tutti; ciò che intendo dire è che ogni singolo avvenimento filmato corrisponde a realtà.

E' proprio così che è andata l'inchiesta sugli abusi sessuali nell'arcidiocesi di Boston (valsa agli autori il premio Pulitzer nel 2003), con l'arrivo al Boston Globe di un direttore ebreo che, qualche mese prima, aveva letto un articolo sull'arresto di un prete accusato di abusi sessuali su 84 minori.
Da quel momento inizia la ricerca, l'indagine volta a portare sotto i riflettori l'immensità dello scandalo pedofilia a Boston (e non solo).
Ed è proprio questo il motore che spinge in avanti la pellicola per i suoi 129 minuti: la ricerca, la voglia di scoprire la verità, di portarla a galla.
Il cast, poi, è da paura: Michael Keaton (ancora reduce dalla vittoria di Birdman dell'anno scorso), Rachel McAdams, Liev Schreber, John Slattery (il Roger Sterling che molti di noi hanno amato in Mad Men) e Stanley Tucci.


Merita una menzione d'onore Mark Ruffalo per la sua interpretazione: così empatico, ostinato e così calato nel personaggio da essere in grado di farci condividere le stesse emozioni. Da notare, poi, che il suo è il personaggio la cui evoluzione è più evidente durante il film, divenendo sempre più partecipe del dolore delle vittime.
Il protagonista assoluto del film, però, non è un personaggio in particolare, ma è l'inchiesta stessa ad essere protagonista di ogni scena, di ogni attimo (non è strano, infatti, che Mark Ruffalo sia stato candidato come miglior attore non protagonista).
La trama del film è semplice, coerente e lineare; non una pecca stilistica, ma un punto di forza, secondo me.
La pellicola è tutta un crescendo, col passare dei minuti ogni particolare scoperto rende la faccenda sempre più agghiacciante, il numero reale degli abusi supera di gran lunga le previsioni e la cosa peggiore è che molti sapevano.

Cos'è Spotlight

Spotlight è un inno alla verità.

Cosa c'è di più importante e, allo stesso tempo, di doloroso della verità? Molti sono disposti a negarla, pur di preservare la loro sanità mentale. Eppure un film come Spotlight ci insegna il valore incalcolabile della verità.

Se non sono i giornalisti a dare voce a queste storie, chi altro lo farà?

Spotlight è un elogio al giornalismo.

in particolare al giornalismo d'inchiesta, il cui arduo compito è quello di mettere in luce soprusi, ingiustizie, abusi.
In questo lungometraggio i giornalisti divengono dei veri e propri eroi il cui nemico è qualcosa di molto più grande e potente: la Chiesa.
Il finale, poi, rende giustizia agli autori del reportage, riusciti nel loro intento: tutti quei telefoni che squillano indicano che qualcosa ha iniziato a muoversi, che alle persone bastava solo una spinta per poter raccontare ciò che gli era successo.

"Dove sta la responsabilità editoriale nel pubblicare certi verbali?" "Beh, dove starebbe se non li pubblicassimo?"

Cosa NON è Spotlight

Spotlight non è un capolavoro.

Molte volte anche quando tutti i pezzi sono al loro posto il puzzle non sembra completo. Non c'è nessuno da incolpare in questo caso, il film è comunque godibilissimo e molto piacevole, ma, semplicemente, non è un capolavoro (indovinate un po' chi NON vincerà l'Oscar secondo me).

Ti fa sentire speciale, è come se Dio ti chiedesse aiuto

Spotlight non è un film sugli abusi sessuali su minori (vi sembrerà strano, lo so).

Come ho già detto il fulcro della pellicola è l'inchiesta, ma il tema trattato non viene approfondito più di tanto.
Converrete tutti che l'abuso sessuale su un minore è un argomento che suscita delle forti emozioni in ognuno di noi; eppure il film non riesce a trasmettere queste emozioni, se non in poche scene (come ad esempio quella in cui Mike sbraita contro Robinson che vuole continuare a scavare invece di pubblicare subito la storia). Nemmeno i racconti di Joe e Patrick riescono a farci provare indignazione ed empatia.

La Chiesa è un'istituzione, fatta di uomini. E' un tramite, la mia fede è in Dio

Spolight non è un film contro il cattolicesimo.

Anche se il film è stato attaccato da ogni lato nella pellicola non c'è alcun attacco (esplicito o implicito) al cattolicesimo nel suo insieme, anzi, in alcuni istanti si tenta di spostare l'attenzione verso i responsabili e, sopratutto, su coloro che sono complici. Non solamente il cardinale Law, ma tutti coloro che sapevano e che non hanno parlato, che hanno preferito girare la testa dall'altro lato.

La pedofilia nella Chiesta Cattolica

Quando è un prete a fartelo, ti deruba della tua fede

Spotlight, dunque, è un film che fa riflettere su uno dei temi più caldi degli ultimi anni. Ogni giorno sentiamo nuovi casi del genere e tutto ciò che viene detto nel film è vero: la Chiesa tenta di nascondere e di minimizzare il fenomeno, è anche vero che già nel 1965 venne diffuso un opuscolo informativo con la richiesta di rimuovere il celibato per prevenire casi di pedofilia.
Non ho intenzione di star qui a sciorinare le cause che spingono i preti a comportarsi in questo, né ho intenzione di parlare degli effetti che hanno sulle vittime (anche su questo particolare il film avrebbe potuto dire di più) perché esiste già una lunghissima pagina Wikipedia che vi invito a leggere.
L'unica domanda che voglio porre è: "come si può risolvere il problema?"
E' probabilmente un problema radicato nell'istituzione più antica del mondo e forse non sarà mai eliminato del tutto. Ma qualcosa di più può essere fatto per prevenire e, inoltre, la Chiesa ha il dovere di consegnare alla giustizia coloro che si macchiano di questo crimine ignobile, non certo di nasconderli.

▲<div class="kg-callout-text"><strong>Spotlight</strong> — <strong>voto 7.5/10</strong><br>Un film molto meno impegnato di quanto si pensi. Poche emozioni, ma riesce nel suo intento di far riflettere lo spettatore su un tema importante.</div>
Spotlight — voto 7.5/10
Un film molto meno impegnato di quanto si pensi. Poche emozioni, ma riesce nel suo intento di far riflettere lo spettatore su un tema importante.