Cinema

Mad Max: Fury Road - Oscar 2016, Day 5

Noi di Tasc adoriamo i film, ve ne sarete certo accorti, dato che ogni settimana ve ne proponiamo uno attraverso la rubrica “Cosa guardo stasera“.
In vista degli Oscar del 28 Febbraio abbiamo deciso di realizzare, come l’anno scorso, una rubrica straordinaria sugli 8 film candidati per la categoria Miglior film.
Ogni giorno, dal 20 al 27 Febbraio, verrà pubblicato un articolo su ogni film in gara. Il 28 Febbraio, infine, verrà pubblicato un mega-articolo a cui contribuiranno tutti e 8 gli autori delle varie recensioni; al termine dell’articolo presenteremo le nostre previsioni sul possibile vincitore, l’anno scorso ci abbiamo azzeccato: siamo fiduciosi anche questa volta!
Il quinto film tra gli 8 candidati che vi proponiamo è Mad Max: Fury Road.

Mad Max: La rinascita di un mito

Dopo ben 30 lunghi anni dall'uscita del terzo capitolo della saga, finalmente, per la gioia di tutti i fan di vecchia data, Mad Max è tornato! Si è rimesso in carreggiata ripartendo in quarta e riuscendo subito a districarsi ed affermarsi (collezionando ben 10 candidature agli Oscar) in questa nuova e sempre più affollata “strada”, stracolma di agguerriti piloti armati fino ai denti. Il caro vecchio George Miller, produttore e registra australiano classe 1945, non si smentisce e si riafferma dopo tanto tempo come uno dei migliori registi del cinema d'azione di sempre, riportando in vita la tanto amata serie che ha segnato il suo debutto nel mondo del grande schermo attraverso quest'ultimo capolavoro in cui la componente action la fa da padrone, grazie soprattutto alle tanto famose scene di inseguimento spericolato che hanno fatto di questa saga un vero e proprio cult.

Trama e componente ideologica

Fury Road non è un sequel, tanto meno un remake, bensì una sorta di rivisitazione della saga; risulta quindi difficile se non addirittura inutile provare a piazzarlo temporalmente sulla base dei precedenti film. Ambientato in un futuro distopico post-apocalittico, segue le vicende di Max Rockatansky (interpretato da un impeccabile Tom Hardy, degno erede di un giovane Mel Gibson), un ex poliziotto sopravvissuto agli eventi catastrofici del tempo e perseguitato dai fantasmi del suo passato. Max, a bordo della sua V8 Interceptor, si ritrova a vagare in questo folle e desolato mondo in cerca di redenzione; un mondo in cui la lotta alla sopravvivenza è all'ordine del giorno e la mancanza di risorse di prima necessità ha portato inevitabilmente alla nascita di organizzazioni e scorribande di oppressori, caratterizzati da una forte ed espressiva estetica cyberpunk, tipica degli anni Ottanta. In particolare faremo la conoscenza di Immortan Joe (impersonato da Hugh Keays-Byrne, attore già noto per aver interpretato il crudele Toecutter nel primo capitolo di questa serie), spietato villain a capo della Cittadella, un'immensa roccaforte situata nel bel mezzo di un arido deserto, e padre, nel vero senso della parola, di un esercito di soldati chiamati i Figli della Guerra, fedeli al “culto delle macchine” e pronti alla “cromatura”, una pratica che consiste appunto della cromatura della bocca attraverso della vernice spray, per benedire i martiri che chiedono una sola cosa: l'ammirazione, prima del sacrificio.

Per condire il tutto entra infine prepotentemente in gioco la componente ideologica femminista, attraverso la scatenata figura di Furiosa (interpretata magistralmente da una irriconoscibile Charlize Theron), imperatrice della Cittadella e fedele suddita di Immortan Joe che, stufa dell'ingiusta società nella quale si ritrova, decide di ribellarsi e di sottrarre al temuto tiranno ciò che più gli è caro al mondo: le bellissime e purissime mogli (strumentalizzate da quest'ultimo come mezzo per la creazione di una sempre più sana e forte discendenza) con l'intento di portarle in salvo e ritornando finalmente alla sua terra natale, rigogliosa e pacifica nei suoi ricordi. Furiosa rappresenta quindi la figura predominante del film e fulcro fondamentale sul quale ruotano le vicende, simboleggiando attraverso la ribellione il riscatto al valore dei diritti umani, tanto da conferire alla pellicola l'appellativo di “blockbuster femminista” e a far passare quasi in secondo piano la figura del cupo e serioso Max, ritrovatosi per caso vittima degli eventi e fungendo quindi in un primo momento da semplice spettatore delle vicende in corso.

L'inconsistenza apparente

Il film arriva nelle sale italiane il 15 maggio 2015. Apprezzato da molti, criticato da altrettanti, la pellicola riesce a scuotere gli animi dei più disparati spettatori, dai fan di vecchia data a coloro che si sono avvicinati per la prima volta alla serie. Le critiche che maggiormente l'hanno colpita, sono principalmente incentrate sullo scarno approfondimento dei personaggi, in particolare sul passato di Max e, di conseguenza, sull'inconsistenza della trama, non aiutata oltretutto dalla scarsa presenza di dialoghi.

Personalmente non mi ritrovo in tali critiche in quanto, come già detto, la pellicola non è un remake dei precedenti capitoli, bensì una sorta di rivisitazione della saga, bisogna quindi dare per scontata la conoscenza di Max, di come abbia terribilmente perso la moglie e la figlia e di conseguenza come sia diventato il lupo solitario che vaga nelle terre desolate in cerca di redenzione. Stesso discorso per gli eventi catastrofici che hanno portato alla distruzione della realtà di tutti i giorni. Bisogna inoltre tenere in considerazione anche il fatto che il film rappresenta una sorta di ripartenza per la saga, pertanto le molte lacune, se così possiamo definirle, verranno a mio parere sicuramente in qualche modo colmate nei probabili sequel.

Infine, per quanto riguarda la scarsa quantità di dialoghi, come biasimare il genio di Miller; il film è azione allo stato puro, irrefrenabile, scarno persino di momenti in cui prendere fiato tanto da far parlare da sole le immagini attraverso le straordinarie e mai banali riprese mozzafiato dei rocamboleschi inseguimenti, farciti da incredibili esplosioni pirotecniche. Grazie sopratutto all'eleganza della fotografia del rinomato John Seale, allo straordinario lavoro dei tecnici del suono che riescono a rendere possibile la realizzazione di una colonna sonora in tempo reale, al fantastico lavoro dei costumisti e truccatori e all'incredibile performance degli stuntman, viene fuori un capolavoro come pochi se ne sono visti nella storia di questo genere. In definitiva quindi non ha molto senso aggiungere altro; questa pellicola è caratterizzata da una così forte componente visiva che provare a descriverla a parole risulterebbe inutile quasi quanto provare a descrivere le sfumature di un colore. Ciononostante, aggiudicarsi il premio al miglior film non sarà cosa facile: la concorrenza è agguerrita e si prospetta una sfida senza esclusione di colpi. Come però già detto, con ben 10 candidature alle spalle, Mad Max: Fury Road è sicuramente uno tra gli avversari più temuti e favoriti in quest'ultima fantastica annata all'insegna del cinema.

▲<div class="kg-callout-text"><strong>Mad Max: Fury Road</strong> — <strong>voto 8/10</strong><br>Esplosivo ritorno sul grande schermo di una saga che ha fatto la storia. 120 adrenalinici minuti di pura azione che fanno di questa pellicola un vero proprio must dell'intero genere action.</div>
Mad Max: Fury Road — voto 8/10
Esplosivo ritorno sul grande schermo di una saga che ha fatto la storia. 120 adrenalinici minuti di pura azione che fanno di questa pellicola un vero proprio must dell'intero genere action.