Neelie Kroes, una donna da amare
Se siete soliti leggere qualche blog che tratta di tecnologia, avrete sicuramente sentito parlare di Neelie Kroes, la paladina dei nerd al Parlamento Europeo. Questo perché, percorrendo gli obiettivi da lei stessa posti all'interno dell'Agenda Digitale Europea, è riuscita a raggiungere un altro, impressionante traguardo.
Tuttavia, il programma dell'Agenda è molto più intenso, interessante ed ambizioso di un solo traguardo, e noi di Tasc da sempre amiamo affrontare i nostri articoli in maniera diversa, partendo dalla punta di un iceberg per illustrarvi la montagna di ghiaccio che si nasconde al di sotto. Ed è esattamente quello che faremo in questo articolo.
Nota: potete leggere il documento integrale scaricandolo da qui (versione in italiano)
Partiamo dalla fine: #roamlikeathome

Il motivo per cui il nome di Neelie Kroes riecheggia ovunque nel web è che, entro dicembre 2015, verranno azzerati i costi di roaming nei Paesi dell'Unione Europea. Non si sa ancora in che modo questa norma verrà attuata, ma presumibilmente, essendo impossibile che almeno due compagnie telefoniche riescano ad espandersi in tutta Europa nel giro di poco più di un anno, verranno stipulati accordi internazionali tra le compagnie di telecomunicazioni per garantire agli utenti l'adempimento della norma europea. Questa prevede che ogni cittadino europeo in ogni stato membro dell'unione potrà utilizzare il proprio piano tariffario di telefonia, senza alcuna maggiorazione di tariffa o altro qualsivoglia rincaro. Ecco spiegato il motivo dell'hashtag: roam-like-at-home, ovvero naviga-come-a-casa.
È bene qui fare un chiarimento, perché mi pare, in giro per il web, che non sia chiaro questo concetto: l'azzeramento dei costi di roaming non vale per compagnie operanti all'interno dello stesso Paese. Esempio: se avete un abbonamento con la 3, e siete in un posto in cui la 3 non prende, passerete sotto rete TIM (se TIM prende). Ma questo non implica che voi possiate utilizzare il vostro abbonamento sotto rete TIM, altrimenti che senso avrebbe investire miliardi per costruire una rete più performante della concorrenza? Vuol dire semplicemente che, scavalcando le Alpi, avrete modo di utilizzare la rete di un operatore francese, per esempio, che ha stretto un accordo commerciale con la 3 (per mantenere l'esempio precedente) senza alcun costo.
Questo è ciò di cui tutti parlano. E il resto?
Neutralità della rete
Citando il testo del documento sopra allegato, a pagina 8:
Dovrebbe essere vietato bloccare o «strozzare» i contenuti di Internet, fornendo agli utenti un accesso alla rete completo e aperto, indipendentemente dal costo dell’abbonamento o dalla velocità della connessione.
Questo vuol dire che, entro il 2020 (anno in cui l'Agenda dovrà essere rispettata al 100% da tutti i 28 Paesi membri), non sarà più possibile per le Telco applicare dei limiti alle nostre connessioni ad internet. Vi avevamo parlato qui di prioritizzazione del traffico, di blocchi al P2P eccetera. Semplicemente, dal 2021, sarà illegale applicare queste restrizioni.
Rafforzamento dei diritti dei consumatori
Anche qui, citare il testo del documento credo sia la scelta migliore.
Tra i nuovi diritti figurano i seguenti: disporre di contratti scritti in un linguaggio semplice, con informazioni più comparabili, avere più possibilità di passaggio a un altro fornitore o a un nuovo contratto, poter sottoscrivere un contratto di 12 mesi (se il cliente non desidera una durata superiore)
ma soprattutto:
recedere dal contratto se la velocità della connessione Internet non corrisponde a quella pattuita
Questa è una grande conquista nel mondo delle offerte internet. Fino ad oggi, quando si sottoscrive un contratto per navigare su internet, gli operatori sono soliti dichiarare la massima velocità raggiungibile durante la navigazione, nascondendo i dati minimi garantiti; per esempio, se si sottoscrive un contratto ADSL con Telecom Italia, si legge chiaramente che la massima velocità raggiungibile è di 7 Mbps, ma è tutt'altro che accessibile la velocità minima garantita (che, tuttavia, esiste, e in questo caso specifico è di 2.1 Mbps). Se si naviga ad una velocità inferiore, teoricamente, Telecom Italia è tenuta a scontare del 50% il costo della bolletta successiva; tuttavia, per poter certificare il disservizio, bisogna scaricare un software sul sito AGCOM che pesa circa 1GB (sarebbe interessante domandare ad AGCOM come si possa scaricare un software da 1GB con una connessione inferiore ai 2Mbps), eseguire un test della connessione, salvare il resoconto in pdf e fare causa a Telecom Italia. Insomma, non lo fa nessuno.
Con la nuova normativa europea, e pertanto entro il 2020, gli operatori di telefonia saranno costretti ad indicare in maniera chiara la velocità minima garantita sotto la loro rete (che, sempre per direttiva europea, e sempre entro il 2020, non potrà essere inferiore a 30 Mbps). Se non verrà fornita una connessione alla velocità pattuita durante la stipula del contratto, basterà il salvataggio del risultato ottenuto su un qualsiasi servizio di speedtest per avere diritto alla rescissione del contratto senza il pagamento di alcuna penale. Epic win!
Diritti d'autore (olè)
Citando il testo:
Le piattaforme online facilitano la distribuzione e lo scambio di molti tipi diversi di contenuti: musica, film, immagini e tanto altro ancora. I consumatori sono molto esigenti: vogliono poter fruire di contenuti di loro scelta in qualsiasi momento e su ogni tipo di dispositivo. Ma questo non è sempre possibile. [...] Spesso queste difficoltà sono dovute a problemi riguardanti le licenze. Una gestione efficiente dei diritti collettivi nell’ambito dell’agenda digitale consentirà la distribuzione di contenuti innovativi e facilmente fruibili per i consumatori in tutta Europa.
Non saremo più gli unici cittadini europei che non possono acquistare online copie digitali delle Serie TV! Ci potete credere? A me sembra un sogno. Vi avevamo parlato qui di ciò che pensiamo della SIAE, ed è risultato essere un argomento di forte interesse; dovremo aspettare ancora un po' per poter finalmente uscire dall'incubo Siae, ma fortunatamente l'Europa ci ha messo le mani su; speriamo solo che questa direttiva non si trasformi nell'ennesima multa dell'Unione all'Italia per direttive europee non recepite dal Governo.
Conclusioni
Ci sarebbe ancora molto da dire, essendo il documento molto vasto e dettagliato. Sicurezza sulle strade, città intelligenti, cambiamenti climatici, sicurezza online, salute, amministrazione pubblica, ricerca e sviluppo: se volete sapere in che direzione si sta muovendo l'Europa, vi consiglio vivamente di leggere il documento che potete scaricare ad inizio articolo.
Personalmente, sono molto soddisfatto del lavoro svolto da Neelie Kroes in Europa: si è scagliata senza timore contro lobby che sembravano irremovibili dalle loro posizioni, lottando, sensibilizzando i cittadini (almeno quelli che si interessano di ciò che accade a Bruxelles), discutendo ed affrontando problemi quantomai reali all'interno dell'Unione. Molti obiettivi li ha già raggiunti, e il più significativo è senza dubbio l'abbattimento del Digital Divide. Se nel 2020 saremo un continente diverso, più unito, più competitivo, pronto per affrontare le sfide economiche e sociali che il futuro si appresta ad offrirci, sapremo sicuramente chi ringraziare.
Ma noi
Matteo Renzi, il nostro Presidente del Consiglio, ha dichiarato che il suo esecutivo dovrebbe prendere spunto da House of Cards, ricevendo peraltro una nota di avvertimento da Michael Dobbs, autore della serie, relativamente al fatto che "non si tratta di un manuale di istruzioni".
Se posso permettermi un consiglio: caro esecutivo, caro Matteo, ispiratevi a lei, ispiratevi a Neelie Kroes.
Non sarà popolare quanto Kevin Spacey, ma le cose le cambia davvero, #passodopopasso.
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